SINDACATI
Chiesto al Mae un supplemento di indagine,
in forma condivisa, per la revisione della rete degli IIC all’estero
ROMA – Ha avuto luogo nei giorni scorsi un incontro tra l’amministrazione del Mae e le organizzazioni sindacali in merito al piano di riorganizzazione della rete degli Istituti Italiani di Cultura all’estero.
Obiettivi della manovra, secondo quanto riportato in una nota dal coordinamento Esteri della Confsal Unsa, sarebbero “il rilancio della promozione del Sistema Paese in campo culturale, la rivalutazione qualitativa dell’organizzazione degli IIC, al fine di aumentarne l’efficienza funzionale nonché la dotazione di adeguati strumenti, per accrescere la sostenibilità dell’attuale Rete dinanzi a criticità e gravi carenze strutturali”.
Tra gli interventi previsti dal quadro strategico di riorganizzazione, l’istituzione in alcuni Paesi di UffIci policulturali, “che potrebbero contribuire ad una razionalizzazione delle risorse impiegate e conferire maggiore competenza alle attività culturali – precisa la nota sindacale, annunciando anche, secondo quanto appreso nel corso dell’incontro con l’amministrazione ministeriale, la “costituzione ex novo di strutture IIC nei Balcani, nel Medio Oriente ed in Asia”.
La localizzazione di tali Uffici policulturali viene così indicata: per la Francia si prevede la chiusura delle sedi di Lilla e Grenoble. Verranno istituiti gli uffici di Parigi, da cui dipenderà la Sezione di Strasburgo, e di Marsiglia, da cui dipenderà la Sezione di Lione.
In Germania vi saranno gli istituti di Berlino, da cui dipenderanno le Sezioni di Colonia, Amburgo e Wolfsburg, e di Monaco di Baviera, da cui dipenderanno le Sezioni di Francoforte e Stoccarda, che subiranno pertanto un declassamento. In Austria verrà chiusa l’antenna di Innsbruck, che confluirà sull’IIC di Vienna. Negli USA verranno istituiti 2 Uffici policulturali: uno a New York, da cui dipenderanno le Sezioni di Chicago – Ufficio declassato a Sezione - e Washington, come pure uno a Los Angeles, da cui dipenderà San Francisco. In Argentina l’istituto di Cordoba diverrà Sezione dipendente da Buenos Aires. In Australia l’istituto di Sidney diverrà Sezione di Melbourne. In Brasile l’istituto di Rio de Janeiro diverrà Sezione di San Paolo. In Grecia l’istituto di Salonicco dipenderà in futuro da Atene.
Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno anche segnalato le necessità di affrontare la tematica che riguarda la situazione lavorativa del personale coinvolto nel processo di razionalizzazione degli IIC, i cui tempi saranno progressivi. Una questione su cui l’amministrazione, “in armonia con quanto avvenuto in precedenza sulla Rete consolare, ha assicurato un dialogo intenso con le rappresentanza sindacali – precisa la nota della Confsal Unsa Esteri - per l’individuazione di soluzioni condivise circa l’allocazione dei dipendenti”.
La sigla sindacale, ritenendo
che la rete degli Istituti Italiani di Cultura all’estero sia un patrimonio
da coltivare e valorizzare con intelligenza e la dovuta sensibilità, ha espresso
“perplessità sulle chiusure e su taluni declassamenti, che si rifletteranno
inesorabilmente sulla qualità dell’offerta nonché sul personale. Soprattutto,
il declassamento significherà, nel concreto, la perdita dell’ autonomia
decisionale (programmi culturali) delle strutture – segnala il coordinamento
- ed un appesantimento dell’iter burocratico, se il bilancio dovrà prima
passare ad un altro Istituto”. “Il declassamento a Sezioni significherà,
altresì, la riduzione di posti di lavoro – scrive
Nella nota si
ribadisce inoltre “contrarietà rispetto a soluzioni affrettate, che, in
ambito della mappatura illustrata, non tengono in adeguata considerazione il
peso e la struttura organizzativa di talune Sedi presenti sul territorio
e per nulla risolutive dei gravi problemi economici che le affliggono”.
La Confsal Unsa Esteri chiede pertanto “che vengano ulteriormente studiati,
in forma condivisa, modi e forme per una revisione strutturale della Rete degli
IIC, che non comprometta tuttavia l’importante servizio reso al Sistema Paese,
nonché ai cittadini stranieri ed italiani all’estero”. (