GIORNATA DELLA
MEMORIA
Dipiazza: Risiera di San Sabba, scrigno sacro
del dolore e della memoria
TRIESTE - “L’istituzione della Giornata della Memoria
rappresenta un profondo atto di civiltà compiuto per onorare tutte le vittime
della Shoah. Milioni di uomini, donne, bambini e anziani sterminati nei campi
di concentramento attraverso una vera e propria industria della morte”. Lo ha
detto il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza intervenendo
oggi 27 gennaio alla solenne cerimonia svoltasi nella Risiera di San Sabba,
campo di concentramento, detenzione e sterminio, unico in Italia.
Nel suo intervento il sindaco Dipiazza
ha sottolineato come “l’attualità del ricordo è primariamente un atto di giustizia
compiuto affinché siano sempre limpidi e ben marcati i confini fra chi ha incarnato
il male, e chi a causa di quel male è stato umiliato, torturato e poi ucciso”.
“A Trieste - ha aggiunto il primo cittadino - la cerimonia
dedicata alla Shoah trova il suo compimento all’interno di questo perimetro
nel quale ci troviamo. Esso rappresenta uno scrigno sacro del dolore e della
memoria: questa è
Dipiazza ha ancora sottolineato la necessità
di “educare i nostri giovani alla conoscenza del passato, perché è il sapere
che alimenta primariamente la coscienza civica dei cittadini”. “Questa di oggi
-ha aggiunto- è per me una celebrazione della Giornata della Memoria particolare
perché è l’ultima che mi vede partecipare come Sindaco di Trieste. Un percorso
durato dieci anni durante i quali ho maturato una forte e precisa convinzione:
che Trieste può avere grandi prospettive di crescita solo in un’ottica di rispetto
e di fratellanza fra tutte le sue componenti che la rendono una città per molti
versi cosmopolita”. “Questo principio –ha concluso il sindaco Roberto Dipiazza-
è cresciuto e si è rafforzato ogni volta che mi sono ritrovato all’interno di
queste mura, dove nel silenzio della memoria ogni coscienza sente forte il richiamo
all’uguaglianza di ogni cittadino davanti alla legge, senza distinzione di sesso,
di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, o di condizioni personali
e sociali. Teniamocelo stretto questo principio e non lo abbandoniamo mai, perché
è la barriera invalicabile ad ogni ingiustizia, ad ogni deriva autoritaria ed
illiberale. In spregio ad esso sono state sterminate sei milioni di persone.
Non dimentichiamocelo mai”. (