MOSTRE
Dal 29 gennaio al 12 giugno a Palazzo Roverella
A Rovigo “L’Ottocento elegante. Arte in Italia nel segno
di Fortuny, 1860-
ROVIGO - E' un Ottocento elegante e folcloristico quello
che proporrà la grande mostra in programma dal 29 gennaio al 12 giugno a Rovigo,
Palazzo Roverella.
Con la mostra “L'Ottocento elegante. Arte in Italia nel
segno di Fortuny, 1860–1890”,
In mostra l’Ottocento vitale ed elegante dei grandi salotti
à la page, delle corse, dei balli e dei ricevimenti.
E, al medesimo tempo, delle feste popolari, dei carnevali, dei balli mascherati
e degli incontri tra le fronde, dei travestimenti e degli idilli. Poi, l'Ottocento
dei sogni popolato da carnose odalische e ammaliato dai conturbanti profumi
d'Oriente.
L'attenzione di Dario Matteoni
e Francesca Cagianelli, che della mostra sono i curatori,
si è appuntata sul trentennio 1860-1890. Tre decenni di grandi speranze, di
euforia, di fiducia, avviato, e per certi versi attivato, dall'unificazione
del Regno d'Italia.
Certo fu un periodo di luci e ombre e questa mostra sceglie,
non per intento celebrativo e tanto meno per scelta di occultare altre realtà,
di mettere in evidenza le prime più che le seconde. A voler dar conto di una
vitalità e di un vitalismo particolari, forse mai più rivissuti dalla storia
successiva dell'arte in Italia.
Colore e sensualità che trovano in uno spagnolo, Mariano
Fortuny, il loro profeta in pittura. Fortuny dalla sua terra aveva portato il calore e il colore,
il gusto per trasporre su tela la gioiosità e giocosità della vita, facendo
della pittura lo specchio variopinto di queste sensazioni. Tavolozze di accesa
cromia, tele di virtuosistica elaborazione. Sensazioni che nelle diverse scuole
del Paese assumono peculiarità diversissime: dal gusto quasi calligrafico di
alcuni, alla luminosità - il cosiddetto "Impero del bianco" - in altri,
al colorismo di tradizione settecentesca per altri ancora.
Così come diverse sono le "storie": dalla celebrazione
delle vicende patrie, a cronache sociali, talvolta intrise di religiosità, ma
soprattutto racconto partecipe di una borghesia che stava ridefinendo il suo
ruolo nel nuovo Stato unitario.
La mostra è organizzata con la partecipazione della Provincia
di Rovigo, del Comune di Fratta Polesine e con il contributo della Camera di
Commercio di Rovigo. (