INFORM - N. 18 - 26 gennaio 2011


150° DELL’UNITA’ D’ITALIA

Tra le iniziative della Farnesina

Serata di musica e di poesia all’ambasciata d’Italia a Londra

 

LONDRA - Con una serata dedicata alla musica e alla poesia l’ambasciata d’Italia a Londra ha dato il via alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Uno dei significativi avvenimenti che rientra in un nutrito programma che la Farnesina,nelle sue varie articolazioni, a cominciare dalle ambasciate, sta mettendo a punto. In Gran Bretagna, paese che ha seguito con entusiasmo l’epopea risorgimentale, nella residenza dell’ambasciata d’Italia si è svolta lunedì scorso una serata di musica e poesia, due linguaggi universali che nel mondo portano il patrimonio culturale dell’Italia.

Il maestro Antonio Pappano, direttore musicale della Royal Opera House, Covent Garden, e dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia, ha interpretato al piano, insieme ad Alessandro Carbonare, primo clarinetto solista dell'Orchestra di Santa Cecilia, una serie di musiche evocativi delle atmosfere risorgimentali tra cui brani dai Puritani e dal Rigoletto. Greta Scacchi, attrice italo-britannica, ha letto da Dante e Petrarca, mentre il maestro Renato Balsadonna, direttore del Coro della Royal Opera House, ha accompagnato al piano il baritono Maurizio Muraro, che ha debuttato recentemente al Covent Garden, in un brano di Gioacchino Rossini.

Alla serata, che si è chiusa con una serie di arie napoletane interpretate dal tenore Enzo Errico, hanno partecipato personalità britanniche e italiane del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo. Tra gli ospiti dell'ambasciatore Alain Giorgio Maria Economides due ministri del Governo Cameron: il ministro per l'Europa David Lidington e il ministro di Stato presso il Foreign Office, Lord Howell of Guildford, a prova del costante rapporto d'amicizia della Gran Bretagna nei confronti del nostro Paese, ma anche Lord Carrington, il politico Tory che è stato a capo del Foreign Office tra 1979 e 1982 e poi segretario generale della Nato, lo storico Denis Mack Smith e il politologo di Oxford Timothy Gordon Ash. (Inform)


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