MONDO SCALABRINIANO
Dalla
rivista “Scalabriniani” n. 1/2011
Benedetto XVI, sentinella vigilante sul
ROMA - A ottobre
il “Dossier Statistico Immigrazione
La più recente
è quella di Natale. Il Papa alza
Il Papa ricorda
che anche “
Più di una volta Benedetto XVI ha espresso il suo inquietante pensiero che proprio nelle terre, in cui il cristianesimo ha avuto origine e un rapido meraviglioso sviluppo, della nostra fede non rimanga più traccia. Questo “appello ad abbandonare le vie dell’odio per… donare alle care popolazioni sicurezza e serenità” non è atto di benevolenza verso una determinata religione ma doveroso rispetto verso i fondamentali diritti umani.
Sul tema il Papa si era soffermato in settembre nell’udienza concessa alla Presidenza dell’Assemblea parlamentare del Consiglio di Europa. Egli ha parole di apprezzamento per l’attenzione dell’Assemblea “alle persone che vivono in situazioni particolarmente difficili o che sono sottoposte a gravi violazioni della loro dignità. Penso… ai bambini vittime di violenza, agli immigrati, ai rifugiati,… a coloro che sono vittime di estremismi o di nuove forme di schiavitù, come il traffico di esseri umani…”.
Non è un hobby ma “un imperativo sviluppare la validità universale di tali diritti come la loro inviolabilità, inalienabilità e indivisibilità”.
Uno sguardo universale
quello del Papa, con particolare attenzione all’Europa che è stata la culla
della dottrina sui diritti umani. E uno sguardo ancora più attento a quanto
avviene in casa nostra così vicina non soltanto geograficamente alla Santa Sede;
Nell’ottobre scorso il Santo Padre ha inviato un messaggio ai partecipanti alla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che aveva incluso fra le cinque fondamentali aree tematiche quella sulle migrazioni.
Qui è importante una citazione più ampia delle sue parole: “Uno dei vostri ambiti di approfondimento riguarda il fenomeno migratorio e, in particolare, la ricerca di strategie e di regole che favoriscano l’inclusione delle nuove presenze. È significativo che, esattamente cinquant’anni fa nella stessa città, una Settimana Sociale sia stata dedicata interamente al tema delle migrazioni…
Ai nostri giorni
il fenomeno ha assunto proporzioni imponenti: superata la fase dell’emergenza,
nella quale
Va soprattutto ai credenti l’appello per uno stile di accoglienza che vede nei migranti non solo i beneficiari, ma i soggetti attivi di una nuova società: “Nel riconoscere il protagonismo degli immigrati, ci sentiamo chiamati a presentare loro il Vangelo, annuncio di salvezza e di vita piena per ogni uomo e ogni donna”.
Il Papa dunque,
punta molto in alto: fare tutto in nome del Vangelo, ma cogliendo anche le occasioni
per annunciare ai fratelli migranti
E nella Esortazione Apostolica “Verbum Domini”, pubblicata in settembre, a due anni dal Sinodo dei Vescovi sulla Bibbia, il Papa dedica un intero paragrafo (n. 105) all’ “Annuncio della Parola di Dio ai migranti”.
Solo qualche spunto: “Il Sinodo, in relazione alla missione evangelizzatrice della Chiesa, ha voluto volgere l’attenzione anche al fenomeno complesso dei movimenti migratori, che ha assunto in questi anni inedite proporzioni… Un grande numero di persone che non conoscono Cristo o che ne hanno un’immagine inadeguata, si inseriscono in Paesi di tradizione cristiana. Contemporaneamente persone appartenenti a popoli segnati in modo profondo dalla fede cristiana emigrano verso Paesi in cui c’è bisogno di portare l’annuncio di Cristo e di una nuova evangelizzazione.
Queste situazioni offrono rinnovate possibilità per la diffusione della Parola di Dio. A tale proposito i Padri sinodali hanno affermato che i migranti hanno il diritto di ascoltare il kerygma, che viene loro proposto, non imposto”.
E aggiunge: “Se sono cristiani, necessitano di assistenza pastorale adeguata per rafforzare la fede ed essere essi stessi portatori dell’annuncio evangelico… È necessario che le diocesi interessate si mobilitino affinché i movimenti migratori siano colti anche come occasione per scoprire nuove modalità di presenza e di annuncio…”.
E finalmente il
Messaggio per
Un principio ovvio, che però fa raddrizzare i capelli a certe correnti ideologiche e politiche anche di casa nostra. L’altro ci porta nel cuore stesso del mistero cristiano, quello che il popolo fedele acclama come “Mistero della Fede”, l’Eucaristia: “È in modo particolare l’Eucaristia a costituire, nel cuore della Chiesa, una sorgente inesauribile di comunione per l’intera umanità. Grazie ad essa, il Popolo di Dio abbraccia ogni nazione, tribù, popolo e lingua (Ap 7, 9)… In effetti l’esercizio della carità, specialmente verso i più poveri e deboli, è criterio che prova l’autenticità delle celebrazioni eucaristiche”.
Ci viene spontaneo
concludere: grazie, Santo Padre, perché i tuoi ripetuti insistenti richiami
sulle diverse forme di mobilità umana ci riportano al senso profondo della nostra
identità cristiana. (Bruno Mioli- Scalabriniani/