MIGRAZIONI
L'impegno del Consiglio Regionale dell'Emigrazione dell’Umbria
Orfeo Goracci: Attraverso la
storia italiana delle migrazioni si rafforza l’identità europea
PERUGIA- “La rappresentazione della storia italiana delle
migrazioni offre la possibilità di mettere in discussione l'immagine centralistica
nazionale e rafforzare una identità europea comune oltre le frontiere politiche”.
Lo afferma il presidente del Consiglio regionale dell'Emigrazione dell’Umbria
(Cre) Orfeo Goracci. Goracci ha oggi preso parte
alla presentazione del volume ‘Emigranti e immigrati nelle rappresentazioni
di fotografi e fotogiornalisti’ di Paola Corti - collana ‘I quaderni del Museo
dell'Emigrazione’ – che si è tenuta oggi a Roma, nella Sala Zanardelli del complesso del Vittoriano.
“L'impegno del Consiglio Regionale dell'Emigrazione,
che da anni collabora con il Museo dell'Emigrazione ‘Pietro Conti’ - ricorda
Goracci - è quello di continuare a promuovere e a sostenere
lo studio e le ricerche che riguardano la storia dell'emigrazione italiana all'estero.
Il Cre lo fa direttamente attraverso questa prestigiosa
collana editoriale, che giunge all'undicesima pubblicazione ed è curata da Alberto
Sorbini, responsabile scientifico del Museo e direttore
dell'Isuc, l'Istituto per la storia dell'Umbria Contemporanea”.
“Un lavoro e una ricerca preziosa condotta da Paola Corti
dell'Università di Torino - rileva il presidente del Cre
-, che da anni si occupa di studi relativi alle tematiche migratorie, con particolare
attenzione alla rappresentazione fotografica dell'emigrazione”.
“Oggi - prosegue Goracci -
dai nostri porti non partono più navi cariche di lavoratori con le loro famiglie,
nella speranza di potersi guadagnare nelle Americhe
quel pane allora scarso in patria. Da alcuni lustri accade esattamente il contrario
e in modo sempre più evidente. E’ un fenomeno nuovo per noi. L'Italia del futuro
è destinata ad essere caratterizzata sempre di più da molteplicità e differenza
di persone, gruppi e culture”. “La pluralità - sottolinea - è e rimarrà una
componente centrale della nostra identità. L'immagine dell'identità italiana,
che in passato è stata contrassegnata da paradigmi e interpretazioni nazionali
omogenei, dando poco spazio ad una immagine multiculturale, è destinata a cambiare.
Oggi ancor più di ieri, appare quindi fondamentale e meritorio il lavoro
di Istituzioni, come musei, stampa, scuole, storiografia, che si prefiggono
il compito di creare una memoria e una coscienza storica europea”.
“Il lavoro di un Museo dell'emigrazione - rileva ancora
il presidente del Cre - rappresenta quindi una possibilità
decisiva per il riconoscimento di una pluralità europea cresciuta storicamente
che infine è anche una pluralità delle popolazioni e dei movimenti migratori.
La rappresentazione della storia italiana delle migrazioni offre, pertanto,
la possibilità di mettere in discussione l'immagine centralistica nazionale
e rafforzare una identità europea comune oltre le frontiere politiche”.
“Auspichiamo - conclude Goracci
- che questa pubblicazione, oltre che una lettura affascinante, coinvolgente,
talvolta anche divertente se si osservano alcune fotografie che ritraggono i
nostri emigranti, rappresenti uno strumento di riflessione e uno stimolo per
la crescita comune”. (