INFORM - N. 10 - 14 gennaio 2011


MIGRAZIONI

L'impegno del Consiglio Regionale dell'Emigrazione dell’Umbria

Orfeo Goracci: Attraverso la storia italiana delle migrazioni si rafforza l’identità europea

 

PERUGIA- “La rappresentazione della storia italiana delle migrazioni offre la possibilità di mettere in discussione l'immagine centralistica nazionale e rafforzare una identità europea comune oltre le frontiere politiche”. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale dell'Emigrazione dell’Umbria (Cre) Orfeo Goracci. Goracci ha oggi preso parte alla presentazione del volume ‘Emigranti e immigrati nelle rappresentazioni di fotografi e fotogiornalisti’ di Paola Corti - collana ‘I quaderni del Museo dell'Emigrazione’ – che si è tenuta oggi a Roma, nella Sala Zanardelli del  complesso del Vittoriano.

“L'impegno del Consiglio Regionale dell'Emigrazione, che da anni collabora con il Museo dell'Emigrazione ‘Pietro Conti’ - ricorda Goracci - è quello di continuare a promuovere e a sostenere lo studio e le ricerche che riguardano la storia dell'emigrazione italiana all'estero. Il Cre lo fa direttamente attraverso questa prestigiosa collana editoriale, che giunge all'undicesima pubblicazione ed è curata da Alberto Sorbini, responsabile scientifico del Museo e direttore dell'Isuc, l'Istituto per la storia dell'Umbria Contemporanea”.

“Un lavoro e una ricerca preziosa condotta da Paola Corti dell'Università di Torino - rileva il presidente del Cre -, che da anni si occupa di studi relativi alle tematiche migratorie, con particolare attenzione alla rappresentazione fotografica dell'emigrazione”.

“Oggi - prosegue Goracci - dai nostri porti non partono più navi cariche di lavoratori con le loro famiglie, nella speranza di potersi guadagnare nelle Americhe quel pane allora scarso in patria. Da alcuni lustri accade esattamente il contrario e in modo sempre più evidente. E’ un fenomeno nuovo per noi. L'Italia del futuro è destinata ad essere  caratterizzata sempre di più da molteplicità e differenza di persone, gruppi e culture”. “La pluralità - sottolinea - è e rimarrà una componente centrale della nostra identità. L'immagine dell'identità italiana, che in passato è stata contrassegnata da paradigmi e interpretazioni nazionali omogenei, dando poco spazio ad una immagine multiculturale, è destinata a cambiare. Oggi ancor più di ieri, appare quindi fondamentale e  meritorio il lavoro di  Istituzioni, come musei, stampa, scuole, storiografia, che si prefiggono il compito di creare una memoria e una coscienza storica europea”.

“Il lavoro di un Museo dell'emigrazione - rileva ancora il presidente del Cre - rappresenta quindi una possibilità decisiva per il riconoscimento di una pluralità europea cresciuta storicamente che infine è anche una pluralità delle popolazioni e dei movimenti migratori. La rappresentazione della storia italiana delle migrazioni offre, pertanto, la possibilità di mettere in discussione l'immagine centralistica nazionale e rafforzare una identità europea comune oltre le frontiere politiche”.

“Auspichiamo - conclude Goracci - che questa pubblicazione, oltre che una lettura affascinante, coinvolgente, talvolta anche divertente se si osservano alcune fotografie che ritraggono i nostri emigranti, rappresenti uno strumento di riflessione e uno stimolo per la crescita comune”. (Inform)

 

 


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