INFORM - N. 245 - 31 dicembre 2010


CASO BATTISTI

Il presidente Brasiliano Lula nega l’estradizione di Battisti

Richiamato in patria per consultazioni l’ambasciatore in Brasile Gherardo La Francesca. Berlusconi: “Considero la vicenda tutt’altro che chiusa”. Frattini: “ Una decisione dalle motivazioni inaccettabili che contraddice i principi fondamentali del diritto”

 

ROMA – Il ministro degli Esteri del Brasile Celso Amorin ha reso noto che il presidente Luiz Inacio Lula Da Silva ha deciso di non concedere l’estradizione verso l’Italia dell’ex terrorista Cesare Battisti attualmente detenuto nelle carceri brasiliane. In una lettera il ministro Amorin spiega che la decisione di Lula non rappresenta un affronto verso l’Italia e che il Brasile, avendo agito sulla base del trattato del 1989 fra i due Paesi, non deve preoccuparsi di eventuali ripercussioni nelle relazioni con l’Italia.

In realtà la situazione appare diversa e la decisione di Lula sta già avendo effetti sui rapporti diplomatici fra Italia e Brasile. La Farnesina si appresta infatti a richiamare in patria l’ambasciatore italiano in Brasile Gherardo La Francesca per consultazioni.  

Da parte del premier Silvio Berlusconi è stata espressa “profonda amarezza” per questa decisione di Lula “che giunge nonostante le insistenti richieste e sollecitazioni a ogni livello da parte italiana. Si tratta – ha proseguito  il Presidente del Consiglio - di una scelta contraria al più elementare senso di giustizia”. Berlusconi, dopo aver espresso solidarietà ai familiari delle vittime, si è impegnato a proseguire la battaglia per l’estradizione in Italia di battisti. “Considero la vicenda – ha concluso Berlusconi - tutt’altro che chiusa”.

Anche il ministro degli Esteri Franco Frattini si è detto deluso per questa decisione “dalle motivazioni inaccettabili”del presidente brasiliano “che contraddice i principi fondamentali del diritto e offende i familiari e la memoria delle vittime dei gravissimi atti di violenza commessi da Cesare Battisti”. Frattini ha inoltre spiegato che le consultazioni in Italia con l’ambasciatore La Francesca saranno volte a definire “il percorso dell’azione giudiziaria del governo italiano in difesa delle proprie legittime aspettative basate sul Trattato bilaterale di estradizione e sulla sentenza del Tribunale supremo brasiliano”.

Anche il ministro della Difesa Ignazio la Russa ha definito la scelta “ingiusta” ed ha sottolineato che il governo italiano non lascerà nulla di intentato per far cambiare questa decisione. Duro il commento di Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso dal gruppo terroristico in cui militava Battisti, che auspica il boicottaggio del Brasile da parte dell’Italia  e parla di “presa in giro” e di “vergogna incomprensibile”.(Inform)

 


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