CASO BATTISTI
Il presidente Brasiliano Lula nega l’estradizione di
Battisti
Richiamato in patria per consultazioni l’ambasciatore
in Brasile Gherardo
ROMA – Il ministro degli Esteri del Brasile Celso Amorin ha reso noto che il presidente Luiz Inacio Lula Da Silva ha deciso di non concedere l’estradizione verso l’Italia dell’ex terrorista Cesare Battisti attualmente detenuto nelle carceri brasiliane. In una lettera il ministro Amorin spiega che la decisione di Lula non rappresenta un affronto verso l’Italia e che il Brasile, avendo agito sulla base del trattato del 1989 fra i due Paesi, non deve preoccuparsi di eventuali ripercussioni nelle relazioni con l’Italia.
In
realtà la situazione appare diversa e la decisione di Lula sta già avendo effetti
sui rapporti diplomatici fra Italia e Brasile.
Da parte del premier Silvio Berlusconi è stata espressa “profonda amarezza” per questa decisione di Lula “che giunge nonostante le insistenti richieste e sollecitazioni a ogni livello da parte italiana. Si tratta – ha proseguito il Presidente del Consiglio - di una scelta contraria al più elementare senso di giustizia”. Berlusconi, dopo aver espresso solidarietà ai familiari delle vittime, si è impegnato a proseguire la battaglia per l’estradizione in Italia di battisti. “Considero la vicenda – ha concluso Berlusconi - tutt’altro che chiusa”.
Anche
il ministro degli Esteri Franco Frattini si è detto deluso per questa decisione
“dalle motivazioni inaccettabili”del presidente brasiliano “che contraddice i
principi fondamentali del diritto e offende i familiari e la memoria delle vittime
dei gravissimi atti di violenza commessi da Cesare Battisti”. Frattini ha inoltre
spiegato che le consultazioni in Italia con l’ambasciatore
Anche
il ministro della Difesa Ignazio