CASO BATTISTI
Il sottosegretario Mantica sulla possibile concessione
del diritto d’asilo da parte del presidente Lula
“Una vergogna a dir poco, uno scandalo giuridico internazionale,
di cui ciascuno si deve assumere la responsabilità”
ROMA
- Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica interviene sul caso Battisti.
“Sono allibito - afferma Mantica - nell’apprendere, da di
Mantica ricorda poi come Battisti abbia goduto di “altolocate, vergognose, protezioni estere” e si sia inventato “la persecuzione politica, il timore di una presunta incolumità fisica in Italia, come se noi fossimo un Paese medievale sotto il profilo della tutela giuridica e del rispetto dei diritti umani”. Per il sottosegretario il fatto che siano passati trent’anni dagli eventi “non può in alcun modo giustificare un atteggiamento di benevolenza istituzionale e giurisdizionale da parte di chiunque, e men che meno di un Paese quale il Brasile che ha appena annunciato che diventerà nel giro di pochissimi anni la quinta potenza economica mondiale”.
“Oneri ed onori - aggiunge Mantica,- il Brasile deve dimostrare di essere all’altezza delle sue aspirazioni anche nel settore del rispetto primordiale dei principî su cui si basano i sistemi giuridici degli Stati che vorrebbero svolgere funzioni di responsabilità nel contesto internazionale, al di là del fatto che deve rispettare gli accordi bilaterali. Una vergogna a dir poco, uno scandalo giuridico internazionale, di cui ciascuno si deve assumere la responsabilità e di cui alcuni, prima o poi, saranno chiamati a render conto, anche se fosse nell’aldilà”.
Mantica
ha anche confermato che l’Italia è pronta a ricorrere alla Corte Suprema contro
l’eventuale decisione presidenziale favorevole alla concessione dell’asilo che,
per la prima volta nella storia del Brasile, andrebbe contro una sentenza dell’Alta
Corte. “Come potrebbe il Brasile - si chiede Mantica - continuare a pretendere
un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU o pretendere di garantire
intese nel settore nucleare internazionale (leggasi Iran) o svolgere operazioni
di peace-keeping se tornasse al medioevo della giustizia ? Con quale legittimità
morale ? Né il successore di Lula potrà far finta di nulla”. Il sottosegretario
ricorda inoltre, prendendone atto positivamente, quanto di
“L’Italia, ed i familiari delle vittime di Battisti, - conclude Mantica - si aspettano giustizia e siamo pronti a far di tutto, in tutte le sedi, nazionali ed internazionali, per ottenerla. Vi sono norme di diritto internazionale cogente, sacri principî del civile convivere, che si impongono sui sistemi giuridici nazionali e che tutti sono obbligati a rispettare ed a far rispettare, al di là di quei meri interessi bilaterali che sembrerebbero essere alla base della preannunciata decisione di Lula”. (Inform)