INFORM - N. 243 - 29 dicembre 2010


RASSEGNA STAMPA

Da “La Stampa.it”, 29.12.2010

Caso Battisti, la stampa brasiliana "Lula verso il no all'estradizione"

La decisione sarebbe già presa". Rabbia dei familiari delle vittime

 

ROMA - Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva annuncerà oggi la sua decisione in merito alla concessione dell’asilo politico a Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac) condannato all’ergastolo in Italia per quattro omicidi, in carcere in Brasile dal 2007.

Secondo il quotidiano brasiliano Folhia de S.Paulo, la decisione di Lula, dopo aver ascoltato il parere dell’Avvocatura generale dello Stato, sarà quella di concedere lo status di rifugiato a Battisti, bloccando così l’estradizione verso l’Italia. La decisione di Lula sarebbe motivata - secondo quanto anticipato dal sito di Globo News - dal fatto che «il governo brasiliano teme che esista un rischio di morte» dell’ex terrorista se «tornerà in Italia».

Una motivazione già emersa quando nel gennaio 2009 l’allora ministro della giustizia Tarso Genro decise di concedere lo status di rifugiato a Battisti. E che fece infuriare le autorità italiane, tanto da spingere il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a scrivere una lettera al collega brasiliano per esprimere «profondo stupore e rammarico» a nome suo e di tutte le forze politiche italiane. Dopo il ricorso presentato dall’Italia, nel novembre 2009 il Supremo tribunale federale brasiliano autorizzò l’estradizione di Battisti ma lasciò l’ultima parola a Lula. Oggi, a due giorni dalla fine del suo mandato presidenziale, l’atteso annuncio.

«Mi aspettavo una decisione simile. Vorrà dire che ci muoveremo in modo molto più deciso», sono state le prime parole di Alberto Torreggiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Pac in un conflitto a fuoco in cui lui stesso fu ferito rimanendo paralizzato. «Sarei stato sorpreso se fosse stato il contrario - ha aggiunto amareggiato Torreggiani - ma non sono deluso perché ero preparato. Non è tanto una questione personale ma la scelta apre un precedente molto pericoloso. Qualsiasi delinquente saprà di poter contare su una scappatoia, e questo non è giusto». E anche se l’annuncio ancora non è stato ufficializzato, anche la politica italiana sta già reagendo. «L’atto di mancata estradizione e la liberazione di Battisti verrebbe vissuto dal nostro paese come un affronto politico e di giustizia davvero grave», ha commentato il senatore Idv Stefano Pedica. (La Stampa.it del 29 dicembre 2010)

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