MONDO SCALABRINIANO
Renato Zilio: “Un augurio differente”
LONDRA - All’inizio del nuovo anno ecco il mio augurio
a te. Non ti prometto la luna, ma solo una salute sufficiente; il resto dipenderà
da te.
Da te dipende risplendere per noi come “una
lampada... sopra il moggio,” sviluppando al massimo i tuoi doni, le capacità
e i talenti che possiedi. Coltivali appassionatamente. E tutto ciò per far vivere
una comunità, la famiglia in cui vivi, l’essere umano che ami. Non per restare
un tesoro geloso o un “giardino segreto”.
Da te dipenderà far crescere il “senso
del noi”, dell’essere insieme con altri, pur nella differenza di età, di
cultura o di punti di vista. Impara ad agire in un insieme in cui nessuno sia
escluso, non seguendo l’istinto del clan, del gruppo chiuso, delle relazioni
esclusive, dove l’alterità e il suo valore sono mortificati o perduti.
Perderesti, allora, il sapore del Vangelo e un suo grande messaggio: l’ospitalità,
l’apertura di mente e di cuore a chiunque.
Da te dipende non dimenticare che chi è superiore
o responsabile sarà sempre il più umile, il più umano, il più concertante
di tutti. Un leader sarà sempre il più appassionato dei valori che ognuno porta.
E sarà superiore non perché sta al di sopra o domina gli altri, ma perché di
qualità superiore: sarà solo un fratello più grande.
Una città si osserva da tre punti di vista:
da dentro, dall’alto o da fuori. Sono tutti ugualmente importanti.
Non ridurti, allora, al tuo unico sguardo, anche se all’interno delle cose o
nel cuore stesso di una situazione. Altri luoghi di osservazione saranno preziosi
e complementari. L’alterità degli altri - il loro punto di vista differente
- ti farà crescere in sintesi, in complessità o in apertura di orizzonte.
La tua differenza è la mia ricchezza: dipenderà da te imparare
a vivere questa difficile, splendida verità. Sarà come la forza di un atomo,
l’energia che sconvolgerà ogni sistema, ogni chiusura, ogni sicurezza identitaria. Si è abituati, infatti, a ripetere dentro di
noi: La tua differenza mi fa paura e, in fondo, non la tollero! Mentre
tu, invece, riporrai l’originalità dell’altro e del suo percorso su un piatto
d’argento, le darai onore, coltivando la curiosità e l’empatia. Esse
ti faranno camminare pacificamente sul territorio degli altri, alla scoperta
dei loro valori. L’intelligenza vera, infatti, è disponibilità a trovarsi sempre
sulla pista di decollo pronto a partire, non tanto rinchiuso in una torre d’avorio,
sazio di nozioni o di se stesso tanto da soffocare ogni novità o idea diversa.
Dipenderà da te imparare a leggere non solo
i libri, ma anche le persone, le situazioni o le novità che incontri. Imparerai
a non essere un fondamentalista - anche senza saperlo - nel ripetere
ciò che hai imparato da sempre; potresti essere un cembalo che suona a vuoto,
buono per altri tempi. Osserva oggi la vita, apri gli occhi, scrutala
fino in fondo. Impara a discernere in essa i segni di Dio o i segni del male.
La vita scorre sotto il tuo sguardo con forme nuove, più sottili o più perverse
di esclusione, di erosione dei valori dell’uomo o di Dio, calpestando il senso
dell’altro. Oppure ti rivela aperture belle ed emergenti, solidarietà nuove
e impensate o ponti inediti e provvidenziali...
Dipenderà da te, in fondo, costruire il bene
più prezioso che esista tra gli uomini: la comunione, l’unità tra di
loro. Sul tuo volto, allora, si potranno leggere i segni della disponibilità,
dell’apertura di spirito, del rispetto dell’altro: una giovinezza vera,
che in te - a qualsiasi tua età - saprà ancora rivivere.
È questo l’augurio che volevo oggi mettere
nelle tue mani. Per un domani differente, più fraterno, più umano. E dirti,
così: “Felice anno nuovo!” (Renato Zilio*-Inform)
* Missionario
a Londra