L’AQUILA FRA PASSATO E FUTURO
Emanuela Medoro:
L’AQUILA
- Notizia consolante, un bel regalo di Babbo Natale:
Ma come si fa a non pensare al vecchio auditorium, quello intitolato a Nino Carloni, ricavato in un’ ala del forte spagnolo, dalle mura di pietra spesse, perfettamente isolato dai suoni del mondo esterno, nicchia generosa ed accogliente per tanti appassionati di musica cui ha regalato indimenticabili ore di ascolto. Pochi posti forse, ma preziosi per l’ascolto.
Non accadrà con questa nuova costruzione che la città acquisti da una parte e perda dall’altra? Cioè, non accadrà che la costruzione di un auditorium ufficialmente definito provvisorio, ma che deve durare per sempre, rimandi di fatto a tempo indeterminato, cioè al mai, il restauro ed il ripristino del vecchio auditorium all' uso precedente il sisma? Significherebbe che noi non ci rimetteremo più piede, poco male, ma neppure i figli ed i nipoti potranno mai vederlo, questa sì che sarebbe una bella perdita per la città.
Voglio sottolineare un aspetto di questo progetto sicuramente positivo per la città, senza le inevitabili riserve provenienti dal conflitto e dall’ oscillazione tra passato e futuro, fra vecchio e nuovo. 200 abeti rossi, tanti quanti ne sono stati necessari per la costruzione della struttura portante dell’edificio, saranno messi a dimora nei dintorni della Casa della Musica. Certamente la città si arricchirà di una zona verde, che sia tenuta ben curata e pulita, per piacere. E come se si realizzasse un frammento del mio sogno di città nuova: verde, pulita, solidale, aperta ed accogliente, dimentica delle tante chiusure gelide e rocciose del suo passato.
Dunque, avanti il nuovo, in questo caso eccellente,
a L’Aquila
Che questa sia motivo di orgoglio per L’Aquila, come quella lo è per Roma. Ma, per piacere, senza dimenticare per sempre l’antico, anche questo qualificante e prestigioso, abbandonandolo alla desolazione ed all'incuria. (Emanuela Medoro-Inform) emedoro@gmail.com