CAMERA DEI DEPUTATI
Amato Berardi (Pdl): Fiducia a Silvio Berlusconi, le forti ragioni del mio
convinto sì
ROMA - E’ stata chiesta ragione del
mio convinto voto di fiducia al Governo Berlusconi a fine settembre, in vista
del nuovo appuntamento di metà dicembre.
Ebbene, appena due anni e mezzo or
sono, quale candidato del Popolo della Libertà ottenni un largo consenso da
parte dei tanti italiani del Nord e Centro America alla ricerca di una voce
che li rappresentasse -voce che non avevano avuto per tanto, troppo tempo.
In questi primi 30 mesi abbiamo prioritariamente
dovuto fronteggiare l’impatto di una crisi devastante che ha colpito le principali
economie del pianeta: gli organismi internazionali danno atto al Governo italiano
di aver tenuto i conti sotto controllo, senza che peraltro si siano registrate
ricadute drammatiche sui livelli occupazionali, viceversa avvenute altrove,
non solo in Europa.
Qui intendo però parlare di cosa è
stato fatto per i connazionali che vivono fuori dall’Italia.
Anzitutto, pur in un quadro reso complesso
dalla crisi, come eletti all’estero abbiamo vinto alcune battaglie cruciali
per gli italiani residenti oltreoceano. Mi limito a elencare tre fatti significativi.
1.Razionalizzazione e informatizzazione
della rete consolare: pure in Nord America tale piano procede senza quei sacrifici
che pure, all’inizio, furono adombrati sulla scorta del progetto abbozzato ai
tempi del Governo Prodi. La nostra ferma posizione in merito ha consentito non
solo di mantenere aperti gli sportelli di Philadelphia e Detroit, di cui era
già stata annunciata la chiusura, ma anche di salvarne altri dalla scure che,
se fosse precipitata, sarebbe andata a totale detrimento delle attività e delle
necessità di buona parte degli italiani del Nord America.
2.Contributi all’editoria all’estero:
in seno alla mia stessa maggioranza, mi sono battuto sia in Commissione che
in Aula al fine di ridurre gli effetti dei drastici tagli fissati a suo tempo,
provvedimento su cui peraltro io non espressi voto favorevole. La nuova Legge
di Stabilità ha ripristinato le risorse per la stampa italiana all’estero, in
vista di una riforma complessiva della normativa sull’editoria.
3.Espansione dell’industria italiana
in America: abbiamo lavorato in campo politico, economico e associativo affinché
Eni, Fiat, Finmeccanica e Impregilo –solo per citare alcune delle più grandi
realtà produttive italiane- trovassero anche all’estero e, segnatamente, nel
continente americano, quelle condizioni e quegli spazi che, in passato, furono
loro incontrovertibilmente sempre preclusi: si tratta non solo dell’apertura
di nuovi importanti mercati, ma pure della creazione di migliaia di posti di
lavoro.
La mia fiducia a Berlusconi è perciò
corroborata da una solida azione di Governo, e non rappresenta dunque soltanto
un atto dovuto in qualità di deputato del Popolo delle Libertà. Certo: anche
gli italiani all’estero si aspettano comportamenti coerenti dai loro eletti.
E ciò, soprattutto, a loro vantaggio: da una prematura crisi politica, l’immagine
dell’Italia uscirebbe compromessa, e parte della finanza internazionale tornerebbe
a speculare contro di noi, danneggiando infine tutti.
Il miglior servizio che, dunque, si
può davvero fare a vantaggio di un italiano all’estero consiste nel mettere
il Governo in condizione di portare avanti la propria azione riformatrice: è
ciò che ho fatto votando la prima fiducia a Berlusconi alla fine di settembre
ed è quello che farò per la seconda fiducia del 14 dicembre. Solo grazie a uno
stabile potere esecutivo i nostri connazionali all’estero manterranno una capacità
di interlocuzione volta a risolvere finalmente i problemi, senza più trascurarli
o, addirittura, rimuoverli come troppo spesso è accaduto in passato. (Amato
Berardi*- Newsletter del 4° trimestre 2010/ Inform
)
*Deputato Pdl, eletto
nella ripartizione Nord e Centro America