INFORM - N. 239 - 23 dicembre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

L’ambasciatore Maccotta termina la sua missione in Venezuela

Su “ La Voce d’Italia” il diplomatico parla della nostra collettività, dei rapporti tra Italia e Venezuela, di  sicurezza e assistenza sanitaria

 

CARACAS – In un’intervista al quotidiano italo-venezuelano “ La Voce d’Italia” l’ambasciatore Luigi Maccotta fa un bilancio della sua missione diplomatica in Venezuela, incarico articolatosi in un momento particolarmente complesso che volge al termine proprio in questi giorni.

Maccotta saluta la collettività con l’auspicio che essa sappia “volare alto, costruire un progetto e non perdersi in inutili liti di condominio”, evidenziando come non sempre abbia brillato al suo sguardo per ruolo “propositivo”. “Ci sono associazioni regionali che dovrebbero fare di più, molto di più per mantenere i legami con le regioni di origine – afferma l’ambasciatore, invitando soprattutto coloro che hanno avuto maggior successo in loco a partecipare attivamente alla vita della collettività.

In un momento difficile e di forte trasformazione sociale del Paese di accoglienza, i connazionali qui presenti possono “dimostrare di saper dare molto. Ma la reazione deve venire dalla base – prosegue Maccotta, – dalla stessa collettività che deve aprire un confronto in cui vengano esposte idee intelligenti, concrete, interessanti. L’importante è avere una posizione, una visione in positivo. Ma non sarà possibile senza una reale unità d’intenti. Questo veramente vorrei che venisse fuori dai nostri connazionali”.

“La collettività in loco si è guadagnata la simpatia, la stima, l’amicizia, la fratellanza dei venezuelani. A tutti gli effetti, è parte integrante del tessuto sociale del Paese; è parte integrante di questa nazione che ha contribuito a costruire, crescere, diventare più moderna. A partire da essa si sviluppano i rapporti classici tra Paesi: quelli di collaborazione e di cooperazione – ricorda Maccotta, citando come esempio del buon auspicio per questi ultimi gli accordi recentemente firmati da Eni e Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana. Un’intesa che potrà avere “benefici per tutti – egli sottolinea, - ricadute positive per la comunità, per il rapporto politico, per la popolazione”. Il rispetto della realtà locale, secondo Maccotta, deve sempre coniugarsi con l’attenzione alle scelte da compiere, nella consapevolezza “che ci sono interessi italiani che vanno tutelati, siano essi della collettività, come delle imprese”.

Sul fronte sicurezza, l’ambasciatore uscente ribadisce che la presenza di un secondo esperto antisequestro, richiesto nella circoscrizione consolare di Maracaibo, “potrà essere possibile solo se ci saranno cambi nei contingenti all’estero” e affronta anche la delicata questione dell’assistenza sanitaria rivolta ai connazionali, in vista dell’imminente scadenza della polizza Rescraven, stipulata per due anni a favore degli anziani indigenti. “Un esperimento che ha aiutato, in particolare perché costituiva motivo di sicurezza per i connazionali interessati, una garanzia e una tranquillità aggiuntiva – afferma Maccotta, segnalando però come occorra su queste questioni “un esame molto rigoroso dei risultati ottenuti”.

“Adesso si torna al sistema precedente – egli puntualizza – e sicuramente ci saranno fondi aggiuntivi per sostituire le polizze e andare incontro ai più bisognosi. Il tema è già stato discusso abbondantemente con rappresentanti dei Comites e del Cgie e sono state indicate alcune strutture che possono offrire piani di salute integrale”. Maccotta assicura dunque che da gennaio sarà messo in campo un sistema capace di venire incontro alle necessità delle persone in difficoltà: “Saranno firmati accordi con strutture ospedaliere e sanitarie e convenzioni con farmacie – dice, pur non potendo quantificare ora le risorse a disposizione. “Il vuoto della polizza Rescraven, strumento che, secondo le statistiche in nostro possesso, sembra non venisse usato – aggiunge Maccotta, – verrà in ogni caso colmato. Il sistema applicato sarà più effettivo ed efficiente e orientato là dove saranno individuate necessità reali, come medicine o interventi ospedalieri”.

Il progetto-pilota insomma verrà modificato, anche perché economicamente non più sostenibile, visti i tagli di bilancio che la crisi e i conti pubblici dell’Italia hanno reso cogenti.

“Tremonti ha detto chiara mente che i tagli lineari costituiscono il modo più spedito per incidere sul deficit – ricorda Maccotta. – In seguito il governo vedrà se potrà fare qualche ritocco nei settori più penalizzati”. ( Inform )


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