ITALIANI ALL’ESTERO
L’ambasciatore Maccotta termina
la sua missione in Venezuela
Su “ La Voce d’Italia” il diplomatico parla della nostra
collettività, dei rapporti tra Italia e Venezuela, di sicurezza e assistenza
sanitaria
CARACAS – In un’intervista al quotidiano
italo-venezuelano “ La Voce d’Italia” l’ambasciatore
Luigi Maccotta fa un bilancio della sua missione diplomatica
in Venezuela, incarico articolatosi in un momento particolarmente complesso
che volge al termine proprio in questi giorni.
Maccotta saluta la collettività con l’auspicio
che essa sappia “volare alto, costruire un progetto e non perdersi in inutili
liti di condominio”, evidenziando come non sempre abbia brillato al suo sguardo
per ruolo “propositivo”. “Ci sono associazioni regionali che dovrebbero fare
di più, molto di più per mantenere i legami con le regioni di origine – afferma
l’ambasciatore, invitando soprattutto coloro che hanno avuto maggior successo
in loco a partecipare attivamente alla vita della collettività.
In un momento difficile e di forte
trasformazione sociale del Paese di accoglienza, i connazionali qui presenti
possono “dimostrare di saper dare molto. Ma la reazione deve venire dalla base
– prosegue Maccotta, – dalla stessa collettività che
deve aprire un confronto in cui vengano esposte idee intelligenti, concrete,
interessanti. L’importante è avere una posizione, una visione in positivo. Ma
non sarà possibile senza una reale unità d’intenti. Questo veramente vorrei
che venisse fuori dai nostri connazionali”.
“La collettività in loco si è guadagnata
la simpatia, la stima, l’amicizia, la fratellanza dei venezuelani. A tutti gli
effetti, è parte integrante del tessuto sociale del Paese; è parte integrante
di questa nazione che ha contribuito a costruire, crescere, diventare più moderna.
A partire da essa si sviluppano i rapporti classici tra Paesi: quelli di collaborazione
e di cooperazione – ricorda Maccotta, citando come
esempio del buon auspicio per questi ultimi gli accordi recentemente firmati
da Eni e Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana.
Un’intesa che potrà avere “benefici per tutti – egli sottolinea, - ricadute
positive per la comunità, per il rapporto politico, per la popolazione”. Il
rispetto della realtà locale, secondo Maccotta, deve
sempre coniugarsi con l’attenzione alle scelte da compiere, nella consapevolezza
“che ci sono interessi italiani che vanno tutelati, siano essi della collettività,
come delle imprese”.
Sul fronte sicurezza, l’ambasciatore
uscente ribadisce che la presenza di un secondo esperto antisequestro, richiesto
nella circoscrizione consolare di Maracaibo, “potrà essere possibile solo se
ci saranno cambi nei contingenti all’estero” e affronta anche la delicata questione
dell’assistenza sanitaria rivolta ai connazionali, in vista dell’imminente scadenza
della polizza Rescraven, stipulata per due anni a
favore degli anziani indigenti. “Un esperimento che ha aiutato, in particolare
perché costituiva motivo di sicurezza per i connazionali interessati, una garanzia
e una tranquillità aggiuntiva – afferma Maccotta, segnalando però come occorra su queste questioni
“un esame molto rigoroso dei risultati ottenuti”.
“Adesso si torna al sistema precedente
– egli puntualizza – e sicuramente ci saranno fondi aggiuntivi per sostituire
le polizze e andare incontro ai più bisognosi. Il tema è già stato discusso
abbondantemente con rappresentanti dei Comites e del
Cgie e sono state indicate alcune strutture che possono
offrire piani di salute integrale”. Maccotta assicura
dunque che da gennaio sarà messo in campo un sistema capace di venire incontro
alle necessità delle persone in difficoltà: “Saranno firmati accordi con strutture
ospedaliere e sanitarie e convenzioni con farmacie – dice, pur non potendo quantificare
ora le risorse a disposizione. “Il vuoto della polizza Rescraven,
strumento che, secondo le statistiche in nostro possesso, sembra non venisse
usato – aggiunge Maccotta, – verrà in ogni caso colmato.
Il sistema applicato sarà più effettivo ed efficiente e orientato là dove saranno
individuate necessità reali, come medicine o interventi ospedalieri”.
Il progetto-pilota insomma verrà modificato,
anche perché economicamente non più sostenibile, visti i tagli di bilancio che
la crisi e i conti pubblici dell’Italia hanno reso cogenti.
“Tremonti ha detto chiara mente che
i tagli lineari costituiscono il modo più spedito per incidere sul deficit –
ricorda Maccotta. – In seguito il governo vedrà se
potrà fare qualche ritocco nei settori più penalizzati”. ( Inform
)