INFORM - N. 239 - 23 dicembre 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

Alla Commissione Esteri l’interrogazione di Angeli (Pdl) sull’assegno sociale per i connazionali nel mondo

Mantica : “Scoglio principale dell’estensione sono le implicazioni finanziarie. Ma esiste l’istituto della maggiorazione sociale e la Farnesina sta provvedendo alla messa in atto di iniziative alternative alle polizze di assistenza sanitaria”

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, ha risposto ieri all’interrogazione presentata da Giuseppe Angeli, deputato eletto per il Pdl nella ripartizione America meridionale, in merito alla corresponsione dell’assegno sociale ai connazionali residenti all’estero, di età superiore ai 65 anni e sprovvisti di un reddito minimo.

Un provvedimento richiesto al fine di garantire ai connazionali nati in Italia ma stabilmente residenti all’estero “le stesse prerogative e gli stessi diritti riservati ai cittadini italiani che vivono in Italia – afferma Angeli nell’interrogazione rivolta, oltre che al Mae, al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e al ministro dell’Economia e delle Finanze – e di assicurare i medesimi trattamenti in materia assistenziale e previdenziale, ai fini della tutela della loro salute e dignità sociale”.

“Presupposto fondamentale per l’erogazione dell’assegno sociale ai cittadini italiani o ai titolari ad essi equiparati è la residenza abituale o il soggiorno continuativo in Italia per dieci anni – ha ricordato Mantica nella sua risposta, segnalando, in merito all’estensione dell’erogazione ai connazionali residenti all’estero, come l’Inps abbia chiarito che “il requisito del soggiorno continuativo di dieci anni può essere soddisfatto in qualsiasi periodo di vita, senza che la permanenza in Italia debba svolgersi negli anni immediatamente precedenti alla presentazione della domanda”. “Ciò permette ad un certo numero di connazionali, prima residenti in Italia e poi emigrati all’estero, di accedere al dispositivo – ha precisato Mantica, aggiungendo che “lo scoglio principale all’estensione generale dell’istituto dell’assegno sociale ai nostri connazionali all’estero è costituito dalle implicazioni finanziarie”. “Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha stimato che iniziative legislative in merito comporterebbero oneri di entità rilevante per la finanza pubblica, valutabili in prima approssimazione in almeno 500 milioni di euro annui – egli ha affermato. – L’attuale congiuntura economica rende di difficile soluzione l’individuazione di idonea copertura finanziaria”. Il sottosegretario fa notare inoltre come “il calcolo del reale volume di potenziali aventi diritto non può che essere approssimativo. È presumibile che, qualora venisse varata una norma in tal senso, si assisterebbe ad un aumento dei richiedenti rispetto a quelli che attualmente si rivolgono ai nostri uffici consolari”. Sarebbe inoltre presumibile, un collegato aumento delle domande di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, “già numerosissime soprattutto nei quattro principali paesi dell’America Latina (Argentina, Brasile, Uruguay e Venezuela) – segnala il sottosegretario.

“Si renderebbe necessario, inoltre, verificare attentamente la soglia di indigenza in relazione alle differenti realtà socio-economiche dei Paesi di residenza dei nostri connazionali: ad esempio, un reddito che in Nord America darebbe diritto all’assegno, - chiarisce Mantica - non lo consentirebbe in Sud America, senza trascurare l’ulteriore aggravio di adempimenti a carico delle nostre rappresentanze diplomatico-consolari che, oltre a fungere da tramite per la presentazione della domanda all’Inps, dovrebbero effettuare «i necessari accertamenti»: Esercizio da ripetersi peraltro su base annuale per ciascun richiedente, essendo l’assegno erogato sulla base della di chiara zione dei redditi presentata dall’interessato”. Per il sottosegretario “appare difficile ipotizzare che gli uffici consolari possano far fronte a tali eventuali nuovi compiti con gli attuali organici che sono, come noto, in costante ridimensionamento a fronte delle restrizioni di bilancio”.

“In positivo - egli ha ricordato, - esiste il cosiddetto ‘istituto della maggiorazione sociale’, il quale prevede che dal 2003 ai cittadini all’estero in pensione che siano in condizioni di difficoltà venga garantito un reddito complessivo, comprensivo dei trattamenti assistenziali e previdenziali anche locali, tale da assicurare un potere d’acquisto equivalente a quello conseguibile in Italia con 516,46 Euro al mese per 13 mensilità, tenendo conto del costo della vita nei rispettivi Paesi di residenza”.

Mantica ha inoltre ricordato, sul fonte dell’assistenza sanitaria, che “l’84% dei 5000 connazionali indigenti beneficiari della polizza assicurativa Swiss Medical, in scadenza alla fine di dicembre, ha diritto ad essere assistito dal PAMI, il sistema sanitario pubblico destinato agli ultra sessantacinquenni titolari di pensione argentina. Per il restante 16%, pari a circa 800 connazionali, la Farnesina ha messo in atto le seguenti iniziative: l’erogazione di finanziamenti per la stipula di atti di cottimo con assistenti sociali per integrare l’attività degli uffici consolari a sostegno dei nostri connazionali; il coinvolgimento di Comites, enti ed associazioni nell’attività di informazione dell’utenza e di assistenza per il disbrigo delle pratiche di adesione al PAMI; la stipula di appositi atti di cottimo con strutture ospedaliere locali, ove possibile coincidenti con quelle utilizzate dal PAMI; l’erogazione di sussidi straordinari a favore degli indigenti che vivono in aree remote di circoscrizioni consolari particolarmente estese; la stipula di apposite convenzioni per la fornitura agevolata dei farmaci agli indigenti con catene di farmacie presenti su tutto il territorio; il rinnovo degli atti di cottimo già in essere con le case di cura geriatriche; interventi mirati laddove gli interventi di cui sopra non fossero in grado di garantire uno standard di assistenza adeguato”.

“Preme, infine, sottolineare che, nonostante la riduzione del 23,46% delle risorse destinate all’assistenza ai connazionali indigenti per il 2011, sulla base di un’attenta valutazione delle esigenze rappresentate dalla rete diplomatico-consolare, la Farnesina ha assegnato ai consolati in America Latina fondi in linea con quelli del 2010 e ha accolto integralmente le richieste pervenute da quelli in Argentina – conclude Mantica.

In sede di replica, Angeli precisa come la sua richiesta di corresponsione dell’assegno sociale riguardi esclusivamente i cittadini residenti all’estero ma nati in Italia, “per cui il relativo numero non dovrebbe essere particolarmente elevato”. “Molti di essi – segnala l’esponente Pdl - percepiscono pensioni inferiori ai cento euro mensili e sono particolarmente bisognosi, soprattutto in America del Sud”. Per quanto riguarda la scadenza delle convenzione con Swiss Medical, Angeli giudica infine “del tutto inaffidabile l’accesso al sistema sanitario nazionale argentino PAMI” e invita il governo “a promuovere un ruolo assistenziale più incisivo da parte della rete degli ospedali italiani nel mondo”. ( Inform )


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