CAMERA DEI DEPUTATI
Alla Commissione Esteri l’interrogazione di Angeli (Pdl) sull’assegno sociale per i connazionali nel mondo
Mantica : “Scoglio principale dell’estensione sono le
implicazioni finanziarie. Ma esiste l’istituto della maggiorazione sociale e
la Farnesina sta provvedendo alla messa in atto di iniziative alternative alle
polizze di assistenza sanitaria”
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri,
Alfredo Mantica, ha risposto ieri all’interrogazione presentata da Giuseppe
Angeli, deputato eletto per il Pdl nella ripartizione
America meridionale, in merito alla corresponsione dell’assegno sociale ai connazionali
residenti all’estero, di età superiore ai 65 anni e sprovvisti di un reddito
minimo.
Un provvedimento richiesto al fine
di garantire ai connazionali nati in Italia ma stabilmente residenti all’estero
“le stesse prerogative e gli stessi diritti riservati ai cittadini italiani
che vivono in Italia – afferma Angeli nell’interrogazione rivolta, oltre che
al Mae, al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e al
ministro dell’Economia e delle Finanze – e di assicurare i medesimi trattamenti
in materia assistenziale e previdenziale, ai fini della tutela della loro salute
e dignità sociale”.
“Presupposto fondamentale per l’erogazione
dell’assegno sociale ai cittadini italiani o ai titolari ad essi equiparati
è la residenza abituale o il soggiorno continuativo in Italia per dieci anni
– ha ricordato Mantica nella sua risposta, segnalando, in merito all’estensione
dell’erogazione ai connazionali residenti all’estero, come l’Inps abbia chiarito
che “il requisito del soggiorno continuativo di dieci anni può essere soddisfatto
in qualsiasi periodo di vita, senza che la permanenza in Italia debba svolgersi
negli anni immediatamente precedenti alla presentazione della domanda”. “Ciò
permette ad un certo numero di connazionali, prima residenti in Italia e poi
emigrati all’estero, di accedere al dispositivo – ha precisato Mantica, aggiungendo
che “lo scoglio principale all’estensione generale dell’istituto dell’assegno
sociale ai nostri connazionali all’estero è costituito dalle implicazioni finanziarie”.
“Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha stimato che iniziative legislative
in merito comporterebbero oneri di entità rilevante per la finanza pubblica,
valutabili in prima approssimazione in almeno 500 milioni di euro annui – egli
ha affermato. – L’attuale congiuntura economica rende di difficile soluzione
l’individuazione di idonea copertura finanziaria”. Il sottosegretario fa notare
inoltre come “il calcolo del reale volume di potenziali aventi diritto non può
che essere approssimativo. È presumibile che, qualora venisse varata una norma
in tal senso, si assisterebbe ad un aumento dei richiedenti rispetto a quelli
che attualmente si rivolgono ai nostri uffici consolari”. Sarebbe inoltre presumibile,
un collegato aumento delle domande di riconoscimento della cittadinanza italiana
iure sanguinis, “già numerosissime soprattutto nei
quattro principali paesi dell’America Latina (Argentina, Brasile, Uruguay e
Venezuela) – segnala il sottosegretario.
“Si renderebbe necessario, inoltre,
verificare attentamente la soglia di indigenza in relazione alle differenti
realtà socio-economiche dei Paesi di residenza dei nostri connazionali: ad esempio,
un reddito che in Nord America darebbe diritto all’assegno, - chiarisce Mantica
- non lo consentirebbe in Sud America, senza trascurare l’ulteriore aggravio
di adempimenti a carico delle nostre rappresentanze diplomatico-consolari che,
oltre a fungere da tramite per la presentazione della domanda all’Inps, dovrebbero
effettuare «i necessari accertamenti»: Esercizio da ripetersi peraltro su base
annuale per ciascun richiedente, essendo l’assegno erogato sulla base della
di chiara zione dei redditi presentata dall’interessato”.
Per il sottosegretario “appare difficile ipotizzare che gli uffici consolari
possano far fronte a tali eventuali nuovi compiti con gli attuali organici che
sono, come noto, in costante ridimensionamento a fronte delle restrizioni di
bilancio”.
“In positivo - egli ha ricordato, -
esiste il cosiddetto ‘istituto della maggiorazione sociale’, il quale prevede
che dal 2003 ai cittadini all’estero in pensione che siano in condizioni di
difficoltà venga garantito un reddito complessivo, comprensivo dei trattamenti
assistenziali e previdenziali anche locali, tale da assicurare un potere d’acquisto
equivalente a quello conseguibile in Italia con 516,46 Euro al mese per 13 mensilità,
tenendo conto del costo della vita nei rispettivi Paesi di residenza”.
Mantica ha inoltre ricordato, sul fonte
dell’assistenza sanitaria, che “l’84% dei 5000 connazionali indigenti beneficiari
della polizza assicurativa Swiss Medical, in scadenza alla fine di dicembre, ha diritto ad
essere assistito dal PAMI, il sistema sanitario pubblico destinato agli ultra
sessantacinquenni titolari di pensione argentina. Per il restante 16%, pari
a circa 800 connazionali, la Farnesina ha messo in atto le seguenti iniziative:
l’erogazione di finanziamenti per la stipula di atti di cottimo con assistenti
sociali per integrare l’attività degli uffici consolari a sostegno dei nostri
connazionali; il coinvolgimento di Comites, enti ed
associazioni nell’attività di informazione dell’utenza e di assistenza per il
disbrigo delle pratiche di adesione al PAMI; la stipula di appositi atti di
cottimo con strutture ospedaliere locali, ove possibile coincidenti con quelle
utilizzate dal PAMI; l’erogazione di sussidi straordinari a favore degli indigenti
che vivono in aree remote di circoscrizioni consolari particolarmente estese;
la stipula di apposite convenzioni per la fornitura agevolata dei farmaci agli
indigenti con catene di farmacie presenti su tutto il territorio; il rinnovo
degli atti di cottimo già in essere con le case di cura geriatriche; interventi
mirati laddove gli interventi di cui sopra non fossero in grado di garantire
uno standard di assistenza adeguato”.
“Preme, infine, sottolineare che, nonostante
la riduzione del 23,46% delle risorse destinate all’assistenza ai connazionali
indigenti per il 2011, sulla base di un’attenta valutazione delle esigenze rappresentate
dalla rete diplomatico-consolare, la Farnesina ha assegnato ai consolati in
America Latina fondi in linea con quelli del 2010 e ha accolto integralmente
le richieste pervenute da quelli in Argentina – conclude Mantica.
In sede di replica, Angeli precisa
come la sua richiesta di corresponsione dell’assegno sociale riguardi esclusivamente
i cittadini residenti all’estero ma nati in Italia, “per cui il relativo numero
non dovrebbe essere particolarmente elevato”. “Molti di essi – segnala l’esponente
Pdl - percepiscono pensioni inferiori ai cento euro
mensili e sono particolarmente bisognosi, soprattutto in America del Sud”. Per
quanto riguarda la scadenza delle convenzione con Swiss Medical, Angeli giudica infine
“del tutto inaffidabile l’accesso al sistema sanitario nazionale argentino PAMI”
e invita il governo “a promuovere un ruolo assistenziale più incisivo da parte
della rete degli ospedali italiani nel mondo”. ( Inform )