I 150 ANNI
DELL’UNITA’ D’ITALIA
Da “Italiani.lu”
Biennale di Venezia 2011: il padiglione Italia nel Mondo
LUSSEMBURGO - Il Ministero degli Affari Esteri, in occasione
dei 150 anni dell'Unità d'Italia intende promuovere quest'anno il progetto “Biennale
di Venezia: il padiglione Italia nel mondo”.
Elaborato su proposta del Curatore del Padiglione Italia
della Biennale, On. Vittorio Sgarbi, il progetto, che presuppone la collaborazione
dell'intera rete degli Istituti Italiani di Cultura (IIC), mira alla valorizzazione
degli artisti italiani contemporanei attivi all'estero, attraverso l'esposizione
delle loro opere negli IIC dal 4 giugno al 27 novembre 2011.
L'interazione con
L'iniziativa sarà pubblicizzata attraverso un catalogo
bilingue, dedicato esclusivamente alla produzione artistica presentata presso
gli IIC, consultabile online e distribuito in Italia presso
I criteri ministeriali richiesti per la candidatura sono
stati la nazionalità italiana dell'artista e l'aver svolto nel Granducato il
proprio lavoro relativamente al decennio 2001 – 2011. "La scelta privilegerà
i giovani che, - si legge ancora nel comunicato del Ministero - seppur di comprovato
talento, non abbiano ancora ottenuto pieno riconoscimento internazionale".
Sotto la supervisione di Sua Eccellenza Raffaele de Lutio, Ambasciatore d'Italia in Lussemburgo,
La probabile scelta avverrà dunque tra i quattro o meglio
le quattro candidate che avrebbero tutti requisiti, nonché le potenzialità per
rappresentare egregiamente la produzione artistica italiana in Lussemburgo al
prossimo appuntamento con
Un grande in bocca al lupo dunque alle nostre Irina Gabiani, Claudia Passeri, Marilena Romano e Sonia Sion, artiste
differenti per supporti, tecniche e filosofia, di cui ancora troppo poco si
conoscono le opere nonché le eccellenti doti artistiche. (Guglielmo Sessa- italiani.lu)
Gli artisti
Irina Gabiani. Nasce a Tbilisi, Georgia, nel 1971.
Dopo l’Accademia a Tbilisi, si trasferisce ad Amsterdam dove studia alla Gerrit
Rietveld Academy (“Free direction” e “Contemporary
jewelry”). Dal 1998 vive e lavora in Lussemburgo.
L’Universo nella sua olistica essenza è al centro della ricerca dell’artista,
secondo la quale noi tutti apparteniamo ad un unico sistema, ad un “grande organismo”
immaginato come una sorta di complicata catena dagli anelli correlati l’uno
con l’altro, del quale noi, e tutto quanto attorno a noi, siamo parte. Cercando
di vedere oltre quanto possiamo percepire con i nostri occhi, andando oltre
la visione del mondo alla quale ci siamo abituati, l’artista ricerca le innumerevoli
somiglianze tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo all’interno
della materia. I due “mondi” sembrano quasi riflettersi vicendevolmente. Più
conosciamo la materia e ne capiamo la complessità che ci sfugge alla visione
semplice e più l’infinitamente piccolo ci conduce all’universo. Per questo motivo,
soprattutto nei suoi ultimi lavori, appaiono immagini di micro e macro universi
vicine le une alle altre e dove, a volte, l’immagine del micro supera la dimensione
del macro. Scoprire infiniti mondi dentro ciò che ci circonda quotidianamente,
conduce l’artista a ritenere che ci sono altre realtà parallele nel tempo e
nello spazio. Nei suoi lavori Irina utilizza disegno, pittura, fotografia e
scultura, spesso in porcellana o ceramica.
Claudia Passeri. Nasce nel
Marilena Romano. Di origini e cultura mediterranea, vive in Lussemburgo
da più di trent'anni. Poiché interpella la grammatica della sostanza cromatica,
la sua pittura trae il linguaggio misterioso da un atto i cui i segni grafici
si librano carichi di un'estetica pienamente assimilata. Inchiostro, sabbia,
foglia d'oro, segni di ideogrammi cinesi, ma anche vecchia carta tibetana, l'artista
rivela l'essenza dei suoi soggetti e dei suoi segni attraverso il dialogo che
stabilisce con le risorse delle sue origini e il loro divenire artistico. "Secrets
d'Atelier", è una recente mostra in cui Marilena Romano traduce nel linguaggio
delle composizioni astratte la metafora di una femminilità primordiale connotata
tra le dissimulazioni delle curve arabeggianti, il fascino dei colori e i segni
primitivi della storia. Un’opera che interpella le vie dello spirito con un
gesto altrettanto rigoroso e sensuale. Radu Vasile
Sonia Sion nasce a Caserta nel 1975. Vive e lavora in Lussemburgo.
Laureata alla Sapienza di Roma in Filosofia, con una tesi intitolata "Percezione
e conoscenza", non ha mai abbandonato la sua vena artistica che la ha portata
ad esporre in Italia (Roma, Torino, L'Aquila, Pisa, Modena...), ma anche in
Belgio, in Portogallo (in occasione della International Biennale Art Exhibition
Montijo), certamente in Lussemburgo e presto anche in Germania,
all'interno di "Moneta Projekt" e a Nairobi
in Kenya al RaMoMa Museum.
E' stata selezionata ed inclusa in diverse reti di artisti tra cui "Cultureinside" un network di artisti in Lussemburgo,
IKV, International Association of
Artists, Cologne, Germany, e il “G.A.I. giovani artisti
italiani / young italian
artist” association and
network, Ministero per i beni e le attività culturali. La sua opera varia tra
la pittura, la scultura e le istallazioni, e una sorta di pittura che conosce
pochi termini di paragone nel mondo: un minuzioso sistema grafico con penna
roller gel di colore argentato o con pennello a punta fine, che lascia apparire
una rete simile ad una trama tessile. Si evoca qui l’arte secolare della tessitura,
ma quest’accurata rete si sgfrangia, si sfibra, rendendo
appena leggibili le immagini che l’opera suggerisce. Sonia Sion gioca con la
nozione di costruzione e decostruzione, di presenza e assenza, di solidità e
fragilità. (Guglielmo Sessa- www.italiani.lu, 21 dicembre/