INFORM - N. 237 - 21 dicembre 2010


SINDACATI

Cgil, Cisl e Uil sulle difficoltà dei lavoratori frontalieri occupati a San Marino

Un richiamo indirizzato ai consiglieri emiliano-romagnoli Lombardo e Piva per il sostegno di coloro che hanno perso o rischiano di perdere il lavoro con la crisi economica

 

RIMINI – Le segreterie provinciali di Rimini di Cgil, Cisl e Uil scrivono ai consiglieri regionali dell’Emilia Romagna Marco Lombardi e Roberto Piva per segnalare la difficile condizione dei lavoratori frontalieri occupati nelle imprese sanmarinesi e stimati in oltre 6.000 persone, per la maggior parte emiliano-romagnoli. “Molti di loro sono stati espulsi dalle aziende già nella prima fase della crisi, negando loro una stabilizzazione attesa da anni – si legge nella nota sindacale segnalata da Claudio Pozzetti, coordinatore nazionale Cgil per i frontalieri e consigliere del CGIE. - Altri si trovano già da mesi in percorsi di cassa integrazione, o di mobilità, che presto termineranno lasciandoli disoccupati, senza prospettiva a San Marino e senza riconoscimento in Italia del loro effettivo status di disoccupazione derivante dalla crisi”.

Le tre single sindacali sollecitano quindi un intervento “in deroga rispetto alla normativa nazionale, per favorire politiche attive equiparando questi lavoratori disoccupati (molto spesso qualificati o specializzati) a coloro che hanno perso il lavoro in Italia, attraverso l’iscrizione alle liste di mobilità ai sensi della L.236/93. In questo modo le imprese italiane potrebbero beneficiare degli stessi incentivi, in caso di assunzione di disoccupati ex frontalieri”.  

“Un ulteriore peggioramento della condizione dei frontalieri deriva dall’approvazione a San Marino di una norma che crea un sistema doppio di imposizione fiscale, discriminante per i lavoratori non residenti, che si vedranno aumentare sensibilmente le tasse trattenute in busta paga, senza possibilità di detrazione – prosegue la nota. Un sistema che costituisce “un’ingiusta inaccettabile disparità dei lavoratori che va denunciata con forza, così come va  superata – si legge nella conclusione - l’insufficienza e l’inadeguatezza della norma italiana inserita nella Finanziaria 2010, che riconosce soltanto una franchigia di € 8.000, e che  scadrà al 31/12/2011”. (Inform)


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