QUIRINALE
Scambio di auguri con il Corpo diplomatico
Napolitano: Con la riforma il Ministero degli Esteri
sarà più agile ed efficiente
ROMA - Uno strumento “più agile, efficiente e in sintonia
con i cambiamenti intervenuti sulla scena mondiale”. Sarà questo, per il presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, il ‘nuovo’ Ministero degli Affari Esteri,
grazie “all'impegnativa riforma, appena entrata in vigore sotto la guida del
ministro Frattini”. Lo ha ricordato lo stesso capo dello Stato, ricevendo al
Quirinale il Corpo Diplomatico accreditato in Italia, per la tradizionale cerimonia
degli auguri di Natale e di fine anno.
“L'importanza che l'Italia attribuisce alla funzione
diplomatica - ha detto Napolitano - è testimoniata dall'impegnativa riforma
del Ministero degli Esteri”. Una riforma che, ha sottolineato, “pur in tempi
di stringenti vincoli finanziari”, punta ad offrire “al Paese e a tutti i nostri
interlocutori internazionali uno strumento più agile, efficiente e in sintonia
con i cambiamenti intervenuti sulla scena mondiale”.
L’Italia, ha sottolineato il presidente della Repubblica,
svolge un “attivo e tenace impegno” a favore della pace e della stabilità internazionale,
che viene riconosciuto unanimemente. Un impegno che “è della nostra intera compagine
nazionale” e “travalica il dibattito politico interno, molto aspro e divisivo”,
ha aggiunto. La collocazione internazionale dell'Italia “è largamente condivisa,
come dicono anche le votazioni parlamentari”. Quello dell'Italia, ha spiegato,
“non è un impegno a cuor leggero”, se si considera che “circa 8.000 militari
italiani sono presenti in 22 missioni di stabilizzazione”. E di questi “ben
4.000 nella missione ISAF in Afghanistan”.
Il presidente Napolitano ha poi ricordato “le linee fondamentali
e strategiche della politica estera italiana: la realistica convinzione della
necessità, oggi più che mai, di proseguire e di approfondire e allargare il
cammino dell'integrazione europea; l'appartenenza atlantica che ci ha garantito
oltre sessant'anni di sicurezza fondata su valori comuni; la fiducia nel multilateralismo;
la fitta rete di amicizie intessute con i Balcani e con i Paesi del Bacino del
Mediterraneo; il costante stimolo e sostegno al processo di pace in Medio Oriente;
l'apertura alle nuove realtà di rilievo internazionale in Asia, in America Latina,
in Africa, con le quali condividere la governance
mondiale”.
Tra le linee guida della politica estera italiana c’è
anche “l'impegno nella lotta al terrorismo che continua a mietere le vite di
innocenti, da ultimo con le stragi di civili e religiosi in Iraq e in Iran”.
E poi, “la determinazione nell'affrontare le sfide globali, nel farsi carico
dei cambiamenti climatici e nel conciliare il consumo di energia con il rispetto
dell'ambiente” e infine “la vocazione umanitaria nell'alleviare le sofferenze
provocate dalle catastrofi e nel sostenere le ricostruzioni”.
Quanto al lavoro dei diplomatici, il presidente ha sottolineato
che “per svolgere il vostro compito avete diritto ad una necessaria riservatezza”.
“Andrà meglio protetta, ma - ha aggiunto - non lasciate che un’occasionale quanto
infelice violazione della confidenzialità vi distolga dalla missione che svolgete”
Alla cerimonia del Quirinale hanno partecipato anche
il ministro degli Esteri Franco Frattini, i sottosegretari Stefania Craxi, Alfredo
Mantica e Vincenzo Scotti, e il presidente della Commissione Politiche dell'Unione
europea della Camera, Mario Pescante. Il saluto inaugurale al presidente Napolitano
è stato rivolto dal decano del Corpo Diplomatico, mons. Giuseppe Bertello.
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