INFORM - N. 235 - 17 dicembre 2010
MONDO TRENTINO
Una
testimonianza con dedica ad un amico
Il Coro Le Fontanelle A New York
Il Coro Le Fontanelle di Lavarone ci racconta
la trasferta di New York e dedica l’esperienza all’amico scomparso Luciano Da
Canal
TRENTO - Il Coro
Le Fontanelle, coro femminile di Lavarone alla soglia del 13° anno di attività
è stato a New York per quella che ad oggi rappresenta la trasferta più importante
della vita del coro.
Ma perché a New
York? L’idea prese forma ad una cena di un anno fa allorquando il Maestro Claudio
con l’amico scomparso Luciano Da Canal pensarono di unire le forze per registrare
quella che sarebbe stata una esperienza comune davvero originale. La nota trasmissione
televisiva di Luciano, “Girovagando in Trentino” si sarebbe vestita di un nome
nuovo per l’occasione; “Girovagando a New York”, questa l’idea. Il nostro coro
avrebbe accompagnato lo staff di Luciano in quel viaggio per portare una immagine
diversa agli emigrati italiani, quella della “Trentinità – donna” che oggi è
certamente diversa dagli anni in cui molti di essi decisero di partire per l’America.
Purtroppo il Signore ha chiamato a Sé Luciano e a noi non rimane che dedicargli
questa fantastica esperienza.
Volevamo essere
certi di far bella figura e quindi per rinforzare il Coro per l’occasione al
nostro gruppo si sono aggiunte alcune coriste del Coro Martinella di Serrada.
La collaborazione con il Coro del Maestro amico Gianni Caracristi non è una
novità. Negli ultimi anni infatti in più occasioni le rispettive coriste hanno
cantato assieme.
Ci aspettano a
New York il Circolo
Trentino, l’associazione dei Friulani (Famee Furlan) e l’Associazione Italian
Carithatis. Si parte da Monaco di Baviera. Arriviamo a New York il giorno 28 ottobre e passiamo
assieme una splendida serata. Il nostro primo appuntamento è fissato per il
giorno seguente. Ci rechiamo nel Queens, quartiere popolare
di New York dove negli anni del dopo guerra molti Trentini si sono insediati
e tuttora vivono. Passare dalla impressionante Manhattam, dove abbiamo soggiornato
per i 5 giorni, ai tranquilli quartieri del Queens è davvero suggestivo. Ci
stanno aspettando gli amici dell’Associazione dei Friulani, “Famee Furlan”.
Ci accolgono Cindy e suo marito Vice e Presidente dell’associazione, splendidi
padroni di casa. Il circolo è davvero accogliente
ed il benvenuto che riceviamo va al di la di ogni attesa. Ceniamo assieme e
poi finalmente con un pizzico di emozione dedichiamo i canti popolari che abbiamo
preparato per l’occasione strappando qualche lacrima e facendo affiorare sui
sorrisi di quella gente i ricordi ormai lontani ma vivi e nitidi delle
nostre terre, della nostra cultura, di quei canti... Una splendida sensazione.
Non è facile descrivere quel momento ma certamente per noi è stata una occasione
unica per poter comunicare cantando un sentimento e vederci restituire intensa
pari emozione. Riceviamo una targa ricordo e strappiamo loro la promessa di
venirci a trovare in Trentino. Una fotografia che rimarrà ben incollata sull’album
dei nostri ricordi più cari.
La notte è lunga
a NewYork e la mattina seguente a fatica rispettiamo la tabella di marcia; ma
troppe le cose da scoprire e l’appuntamento con gli amici trentini programmato
per la domenica è vicino. Alle 14 infatti ci aspetta Josephine Leonardelli,
Presidente del Circolo Trentini nel mondo di New York. Anche il Circolo Trentini è nel Queens.
C’è un’aria fredda a New York quando scendiamo dall’auto molti di noi alzano
il bavero del cappotto. Il cielo è terso e le foglie secche cadute sul marciapiede
antistante la sede dei Trentini vengono di colpo spazzate via dal vento quasi
a farci strada. La prima persona che incontriamo è Joan, segretaria del Circolo,
nativa di Priò in Val di Non; con un trascinante modo di esprimersi, metà “noneso”
e metà americano ci accoglie con un calore incredibile e ci fa accomodare. Anche
la sede dei trentini è molto curata e ricca di quadri, targhe e ricordi. L’intera
casa è di proprietà del Circolo; sono stati davvero bravi i nostri “conterranei”
ad acquistarla. Al piano rialzato dove ci troviamo è stata ricavata una grande
sala, una cucina e altre piccole stanze che ospitano l’attività del circolo.
Al piano superiore ci sono appartamenti che sapientemente la gestione del Circolo
affitta e ne trae ottimi profitti. Dopo alcune parole di benvenuto cantiamo.
Molti di quei trentini emigrati seguono con le labbra i testi delle canzoni
senza cantare forte, quasi per non disturbare, onorando il nostro canto. Le
conoscono tutte quelle canzoni e la tentazione di cantare con noi è forte. Finito
il concerto ufficiale ne inizia un altro… forse migliore. Il nostro Maestro
coinvolge tutti facendo cantare le canzoni del repertorio classico della montagna,
della musica popolare e… perché no di quello “da caneva”, che mediamente riesce
sempre meglio, davvero divertente. Abbiamo un altro appuntamento la stessa sera
ma in realtà sembra che nessuno di noi voglia alzarsi da quella seggiola; ma
dobbiamo andare. Ci scambiamo qualche indirizzo, qualche telefono e poi via.
E’ forte il messaggio che ci hanno lasciato quelle persone. Il coraggio di chi
ad un certo punto della vita decise di staccarsi dalla propria terra natale
per arrivare in un paese così lontano senza nulla in mano, spesso senza un mestiere
lo si legge ancora in quegli occhi scuri della Rosina, la più anziana del gruppo
che ci ha offerto la sua favolosa crostata. Non scorderemo quello sguardo e
quel sorriso incorniciato dalle pieghe del tempo passato.
Ci trasferiamo
al Club Italian Carithatis dove ci esibiremo in serata. Il Club nacque nei primi
anni del ‘900 per aiutare gli emigranti italiani che trovandosi in difficoltà
potevano contare su un riferimento e un pasto caldo. Oggi il Club continua ad
essere gestito da Italiani ma non si occupa solo degli emigranti Trentini e
aiuta la povera gente servendo oltre 200 pasti ogni giorno ai meno fortunati.
La nobiltà dell’attività che svolgono gli amici italiani del Club Carithatis
ha un notevole spessore; ne restiamo colpiti. Ceniamo assieme e poi con non
poca emozione saliamo sul palcoscenico della sala principale del Circolo. Un
imponente dipinto fa da sfondo al Coro che inizia ad esibirsi. Il pubblico “italiano”
non è solamente Trentino e quindi scegliamo un repertorio più vasto. Un successo!
Al termine il maestro apre il vecchio pianoforte ai piedi del palco ed intona
alcuni classici della musica Italiana. “O sole mio” per finire; tutti cantano
ed ancora una volta la musica si conferma il vero unico linguaggio universale
al di là del tempo, delle religioni e delle razze.
Il Coro Le Fontanelle
a New York. Davvero sembrava una trasferta complicata. Quando però abbiamo cominciato
a cantare per quella gente tutto è divenuto più semplice, normale per l’alto
valore che può rappresentare la normalità in una città così frenetica come la
Grande Mela. Non è facile portare avanti una formazione femminile
per tutti questi anni ma certamente questa esperienza ci fortifica e rinfranca.
Grazie alla Federazione dei Cori nella figura del Presidente Franceschinelli
che ha presentato la nostra idea all’Assessorato alla Cultura di Trento. Grazie
all’Ufficio Emigrazione della Provincia Autonoma di Trento e a tutti coloro
che ci hanno sostenuto. Un particolare grazie all’amico Paolo Pedri che ci ha
aiutati ed accompagnati nella trasferta. Non perdeteci di vista! Ne varrà la
pena.
Ciao Caro Luciano.
(Coro le Fontanelle di Lavarone-Mondo Trentino)
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