INFORM - N. 235 - 17 dicembre 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

On line il nuovo numero della rivista italo brasiliana Forum Democratico

L’editoriale: Il Brasile elegge la sua Presidente

 

RIO DE JANEIRO - E’ in rete il nuovo numero della rivista italo brasiliana Forum Democratico, dell’Associazione Interscambio Culturale Anita e Giuseppe Garibaldi. La versione integrale in formato pdf può essere letta all'indirizzo www.forumdemocratico.org.br

Di seguito l'editoriale sulla costituzione del nuovo governo in Brasile dopo le elezioni presidenziali e per il Parlamento.

Eletta con 56% dei voti validi, Dilma Rousseff ha rapidamente messo mano alla composizione del suo governo che inizierà il primo gennaio 2011. Sarà un governo caratterizzato dalla continuità come dimostra la riconferma di Guido Mantega (Ministero Fazenda), Marco Aurélio Garcia (consigliere speciale affari esteri), Nelson Jobim (Ministro della Difesa) e la nomina di Gilberto Carvalho alla Segreteria Generale della Repubblica dopo essere stato per 8 anni il segretario particolare del Presidente Lula. Anche le novità non mancano quali la nomina di Alexandre Tombini (presidente Banco Centrale) e di Miriam Belchior (Ministero Pianificazione) e l'annuncio di una presenza femminile di almeno il 30%.

Dilma Rousseff ha di fronte sfide importanti compresa quella di succedere al presidente Lula che arriva alla fine del secondo mandato con livelli di approvazione straordinari. In primo luogo deve continuare a garantire le condizioni di uno sviluppo economico sostenibile anche dal punto di vista ambientale e che garantisca la continuità del processo di redistribuzione di rendita; negli 8 anni di Lula sono usciti dalla miseria 30 milioni di cittadini, ma ancora nel 2009 -secondo i dati dell'IBGE (Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica)- 11,2 milioni di persone soffrivano di insicurezza alimentare grave; il che significa in poche parole che non riescono a mangiare il necessario tutti i giorni; mettere la parola fine alla miseria estrema è una delle mete prioritarie indicate dalla Rousseff. Occorre inoltre fare passi avanti nell'ambito del PAC (Piano Accelerato Sviluppo) e affrontare la questione delle infrastrutture: porti, areoporti, rete viaria e soprattutto - dopo i grandi risultati del piano "Luce per tutti", che ha portato l'energia elettrica praticamente in tutte le residenze- la rete idrica e fognaria, che attualmente ha percentuali di copertura molto basse. Risultati significativi su questi punti avrebbero, ovviamente, ricadute importanti sui livelli di impiego, in particolare di occupazione regolare.

Altra riforma necessaria è quella fiscale; in Brasile pochi pagano molto e comunque i grandi patrimoni pagano meno della classe media, la quale sopporta di fatto il peso del trasferimento di risorse ai settori più poveri e del finanziamento di servizi di cui usufruisce in misura ridotta come la sanità e l'istruzione. Obiettivo della riforma dovrebbe essere ampliare la platea dei contribuenti - anche con l'uscita dalla informalità di strati consistenti di lavoro autonomo e dipendente-, diminuire la pressione fiscale e aumentare la progressività incidendo finalmente sulle grandi fortune, fino ad oggi ben protette anche durante l'era Lula. Altro grande fronte che ha riflessi sul piano strettamente economico, ma anche della qualità della vita, è quello della corruzione e della criminalità, che spesso sono fra di loro collegati. La corruzione si conferma un cancro nella amministrazione pubblica e aumenta i costi dei servizi offerti alla popolazione, dato che aumentano le risorse impiegate mentre non migliora la qualità. La vera e propria guerra scatenata dal narcotraffico a Rio de Janeiro e la risposta esemplare della società civile e dello Stato dimostra quanto sia urgente definire una politica integrata di sicurezza pubblica modificando se necessario il precetto costituzionale che affida agli stati della federazione la responsabilità della polizia civile e militare. Invertire la privatizzazione della sanità e del sistema educativo è una ulteriore sfida del governo.

Dopo le elezioni il quadro politico non è molto fluido. L'opposizione ha rinunciato al cosiddetto "terzo turno", che sarebbe stata la contestazione dell'elezione di Dilma per il fatto di essere stata appoggiata dal presidente Lula in maniera impropria (e per questo fu multato dal Supremo Tribunale Elettorale). Appare divisa e indecisa. I DEM (eredi del Partito Fronte Liberale), partito conservatore, stanno per perdere uno dei loro rappresentanti più importanti, il sindaco di San Paolo Kassab. Il PSDB (Partito Socialdemocrazia Brasiliana) del candidato a presidente José Serra, non sembra aver digerito la sconfitta, nel senso che non ha tracciato una linea di condotta. I partiti che hanno eletto Dilma Rousseff sono attualmente impegnati in primo luogo nella composizione del nuovo governo. (Forum Democratico/Inform)


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