RIFUGIATI
ANCI e ministero dell’Interno
Presentazione del “Rapporto annuale del
Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati 2009/2010”
ROMA - L’ANCI e il ministero dell’Interno presentano oggi a Roma il “Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Anno 2009/2010”, che ripercorre dieci anni di interventi realizzati dagli enti locali per garantire “accoglienza integrata” a quanti arrivati in Italia per cercare protezione, in fuga da persecuzioni, conflitti, violazioni di diritti umani.
Il Rapporto, curato dalla fondazione Cittalia, presenta le statistiche, le testimonianze e i racconti del lavoro sul campo dei 138 progetti di accoglienza che hanno composto lo SPRAR negli ultimi due anni, tracciando il bilancio del primo decennio di vita del sistema italiano.
«Oltre che con dati e statistiche, abbiamo scelto di raccontare dieci anni di sistema di accoglienza anche attraverso la voce dei diretti protagonisti - operatori, enti locali, enti del terzo settore – che hanno contribuito a costruirlo, rafforzarlo e migliorarlo nel corso del tempo», commenta Daniela Di Capua, direttrice del Servizio centrale dello SPRAR «Molti passi avanti sono stati fatti nella capacità dei progetti di far fronte all’aumento di criticità socio-economiche e all’emergere di vulnerabilità gravi; ma sempre di più i nostri sforzi devono essere indirizzati verso la costruzione di un sistema che sappia rispondere a una presa in carico globale della persona».
Il sistema di accoglienza, avviato in via del tutto sperimentale nel luglio del 2001, è stato istituzionalizzato nel 2003 con la legge n.189/2002. Sono gli enti locali in collaborazione con le realtà del terzo settore a portare avanti le attività dello SPRAR grazie alle risorse assegnate dal ministero dell’Interno, dipartimento Libertà Civili e Immigrazione.
Inizialmente gli enti locali aderenti al Sistema erano solo 50 per un totale di 1.365 posti di accoglienza. Dieci anni dopo gli enti locali sono più che raddoppiati: 123 tra comuni, province e unioni di comuni, per un complessivo di 138 progetti e 3.000 posti.
I dati raccontano un Sistema capillare e diffuso, con una copertura regionale che agli esordi era pari al 75% del territorio nazionale e che nel 2009 è salita al 95%.
«Dal Rapporto emerge un dato interessante» sostiene Flavio Zanonato, sindaco di Padova e vice presidente di ANCI con delega all’Immigrazione «I risultati migliori in termini integrazione si ottengono dai Comuni medi e piccoli, mentre sui territori con più di 250.000 abitanti si riscontrano percorsi più faticosi… la via italiana all’integrazione va costruita a partire dalla valorizzazione delle comunità locali, nel rispetto del principio di sussidiarietà e del ruolo di Province e Comuni anche piccoli e medi. In questo contesto, lo SPRAR rappresenta un fondamentale laboratorio per l’integrazione, che ci permette di sperimentare strumenti utili anche per il complesso dei cittadini stranieri».
Tra il 2002 e il 2009 sono stati accolti nella rete SPRAR 26.432 richiedenti e titolari di protezione internazionale, per il 74% uomini e per il 26% donne. Sono, inoltre, 529 sono i bambini e le bambine che, dal 2005 al 2009, sono nati in Italia da una mamma accolta nei progetti SPRAR.
Nel decennio i Paesi maggiormente rappresentati nel Sistema di protezione sono stati Eritrea, Somalia, Afghanistan, Etiopia, Nigeria e Turchia. E’ inoltre aumentata esponenzialmente la presenza dei minori non accompagnati richiedenti asilo: nel 2006 gli accolti erano 31, mentre nel 2009 sono stati ben 320.
Conclude il prefetto
Angela Pria, capo del Dipartimento Libertà civili e Immigrazione. «E’ la solidarietà
che deve costituire la base delle legislazione dei Paesi giuridicamente più
evoluti in tema di riconoscimento e tutela dello status di rifugiato...Nelle
politiche nazionali di assistenza e integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati,
lo SPRAR costituisce un collaudato sistema che, anche per la sinergica ed efficace
collaborazione fra lo Stato, gli enti locali e