INTERVENTI
Vagiti e ruggiti. Ovvero voto di fiducia ed i parlamentari
eletti all’estero: il parere di Franco Santellocco
ALGERI- Le
battaglie si ingaggiano per vincerle.
Si analizzano
situazioni, elementi in campo, avversari, circostanze favorevoli, tempi e si
scatena l’offensiva. Per vincere, non per il piacere di combattere.
Sono ormai
due anni che un giorno sì e l’altro pure i parlamentari della opposizione eletti
all’estero, ed anche chi all’opposizione è appena arrivato, sfogano tutta la
loro capacità dialettica, talvolta a ragione, contro il governo: articoli, comunicati,
mozioni, ordini del giorno con l’accusa di aver dimenticato l’esistenza degli
italiani all’estero, le loro esigenze, le aspettative, i bisogni degli anziani,
degli indigenti, delle scuole e forse non è tutto.
La maggioranza
parlamentare, tuttavia, era talmente imponente da non consentire alla loro esile
voce, per una questione puramente numerica, di farsi ascoltare dal “potere”,
per sottoporre all’attenzione gli argomenti che più stavano a cuore.
C’è stato un
momento, tuttavia, non più tardi di due giorni fa, in cui l’esile voce avrebbe
potuto diventare un ruggito ed ottenere quell’ascolto che finora è mancato.
Era necessario,
però, tenere fermo l’ago della bussola nella direzione dell’unico interesse
che dovrebbe muovere i parlamentari eletti all’estero, gli italiani all’estero
per l’appunto.
Se i dodici
deputati ed i sei senatori si fossero presentati insieme al Presidente Berlusconi
assicurando il loro voto favorevole in occasione della recente mozione di sfiducia
promossa dall’on. Fini in cambio della pubblica assicurazione di un rifinanziamento
delle decine di milioni di euro sottratti con la recente legge di stabilità
sarebbero stati respinti?
E’ fantapolitica?
Forse, ma le opportunità e le circostanze favorevoli si colgono al volo, si
afferrano, si sfruttano, se si hanno a cuore, nella realtà, gli interessi che,
a parole, si asserisce di voler difendere.
Ed ora si sprecano
le motivazioni: “opposizione ad una politica che finora ha semplicemente ignorato
gli italiani all’estero tagliando drasticamente tutti i capitoli di bilancio
che ci riguardano", “ per noi italiani residenti all'estero, per le nostre
associazioni, per il Cgie e i Comites
solo tagli e bugie, per l'assistenza, la previdenza, la scuola, la cultura,
solo falsità", “crediamo che il premier debba dimettersi e si passi una
volta per tutte a risolvere i veri problemi del paese”.
Tutte giustificazioni
di tipo politico, che fanno riferimento a problemi ideologici o di collocamento
parlamentare, ma che nulla hanno a che vedere con la difesa degli interessi
degli italiani all’estero.
La realtà è
che i parlamentari hanno dimenticato i loro elettori, si nascondono dietro l’articolo
67 della Carta Costituzionale e nella sostanza si preparano una solida nicchia
nel partito per garantirsi un posto in lista in vista delle prossime elezioni.
E gli italiani
all’estero? Per dirla con Di Pietro, “ma che ci azzecca”, meglio un posto sicuro
in lista. (Franco Santellocco*/
*Presidente V Commissione CGIE, vice presidente Cram