INFORM - N. 233 - 15 dicembre 2010


ASSOCIAZIONI

Mirko Tremaglia (Ctim): La mia contestazione al presidente Berlusconi è una protesta per aver dimenticato gli italiani nel mondo

“Continueremo la nostra battaglia per far vincere i diritti dei nostri connazionali all’estero”

 

ROMA - “La mia contestazione al Presidente del Consiglio Berlusconi, fatta a lui personalmente, costituisce una protesta di fondo perché, anche durante altri lavori della Camera, il Presidente si è dimenticato dei problemi degli Italiani nel mondo: una vergogna”.

E’ quanto afferma in una nota Mirko Tremaglia (Fli), nella sua veste di segretario generale del Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo, ricordando che “gli Atti parlamentari per gli Italiani nel mondo si sono conclusi dopo oltre 40 anni di dibattito nel 2001 con l’approvazione di due articoli della Costituzione, da me proposti, che introducono i nuovi diritti eccezionali sul piano costituzionale per gli Italiani all’estero: il diritto ad avere la rappresentanza di 6 Senatori al Senato ed il diritto ad avere 12 Parlamentari alla Camera dei Deputati”.

Oggi occorre mantenere il voto all’estero - prosegue Tremaglia - introducendo il necessario voto segreto presso Ambasciate, Consolati e Istituti di Cultura, confermando la spedizione postale via aerea in Italia per lo scrutinio. Occorre anche mantenere le pensioni, sempre da me proposte, concesse ai nostri emigranti con altro provvedimento.

Siamo scesi anche in campo per difendere i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese di origine per ragioni di sopravvivenza sua e della propria famiglia contro il reato di immigrazione clandestina che vuole colpire emigranti che non hanno commesso alcun reato specifico contro la legge e che non hanno offeso alcun diritto altrui. E’ un reato che in termini legali non “esiste”.

Tremaglia ricorda poi che circa 4 milioni di cittadini italiani vivono e lavorano all’estero; che vi sono all’estero 60 milioni di cittadini di origine italiana; che abbiamo fatto eleggere 12 deputati e 6 senatori della Circoscrizione Estero nel Parlamento italiano; che abbiamo proposto una grandissima operazione turistica in Italia con il sostegno dell’Alitalia; che operiamo nel Consiglio Generale degli Italiani all’estero – CGIE, in perfetta sintonia con il presidente Carozza, per porre i problemi dei nostri connazionali all’estero non ascoltati dal Governo attuale; che il presidente Berlusconi ha chiuso 16 Consolati e una Ambasciata, taglio che è continuato con la decurtazione dei finanziamenti alle nostre rappresentanze; che ci sono 71 Camere di Commercio italiane all’estero, 390 testate giornalistiche italiane, 60.000 ristoranti italiani, 48 ospedali italiani nel mondo, per i quali lo stesso Tremaglia, quando era ministro per gli Italiani nel mondo, ha siglato un patto di alleanza con gli Ospedali italiani in Italia. Ricorda inoltre che circa mille scienziati e ricercatori italiani sono stati da lui convocati in Italia e ogni anno continuano ad incontrarsi per confrontarsi e sviluppare nuove teorie; che ha Ho costituito la CIIM – Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo.

Ho chiesto da almeno due anni  - continua Tremaglia - che si approvi una proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare bicamerale per gli Italiani all’estero in modo che i nostri parlamentari eletti all’estero possano discutere e trattare i “problemi Italia-resto del mondo” con i parlamentari di origine italiana eletti all’estero.

Avviandosi alla conclusione, Tremaglia ricorda ancora a Berlusconi che abbiamo 395 parlamentari di origine italiana eletti all’estero e con i quali, attraverso la Commissione bicamerale da lui proposta si potrà e si dovrà prendere contatti per parlare di politica, di cultura, di commercio e fare le alleanze indispensabili. A tale proposito rammenta i convegni con i parlamentari “esteri” e con i giovani dei vari Paesi di emigrazione, fatti successivamente dai presidenti della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini, con la partecipazione del presidente della Repubblica.

Queste sono delle indicazioni che, secondo il segretario generale del Ctim,  dimostrano come il presidente Berlusconi non si occupi affatto di queste realtà che fanno onore all’Italia ed agli Italiani.

Questo - conclude Tremaglia - è il senso della mia protesta sperando che anche il presidente Berlusconi finalmente si accorga degli Italiani all’estero. Noi facciamo il nostro dovere con il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo - CTIM - in alleanza con il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero - CGIE.  Vi è un riconoscimento generale dell’opera da noi svolta per gli Italiani che è riportata in un bellissimo articolo di congratulazioni di America Oggi del 30 settembre 2010.

Questa è la nostra linea che svilupperemo con spirito di alleanza e comunione con tutti i parlamentari italiani eletti all’estero senza distinzione di colore politico. Noi proseguiremo nella nostra battaglia anche se il presidente Berlusconi dovesse continuare a dimenticarsi degli Italiani nel mondo. (Inform)

 

 


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