STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore Marco Basti dedicato ai
rapporti Italia-Argentina
Comincia il disgelo?
BUENOS AIRES - Sembra essere iniziato un periodo di disgelo nei tradizionali profondi rapporti tra l’Argentina e l’Italia, dopo l’incontro, giovedì scorso a Roma, tra i ministri degli Esteri dei due Paesi.
Infatti, la lunga parentesi nei rapporti tra i governi argentino e italiano, iniziata con la presidenza di Néstor Kirchner e durata fino a quest’anno quando ha avuto luogo il precedente incontro tra l’italiano Franco Frattini e l’argentino Héctor Timerman nella sede dell’Onu a New York, si avvia verso una ripresa che per forza di cose non partirà in quarta, ma lentamente, serenamente.
In questi ultimi
anni ci furono pochi, inconcludenti incontri, protocollari quasi tutti, tra
l’ex presidente argentino e il suo successore alla “Casa Rosada” e i capi del
governo italiano o i loro ministri. La visita di Kirchner a Roma, in occasione
delle esequie di Giovanni Paolo II, l’incontro che ebbe a New York con Romano
Prodi nel
Si può dire che dopo anni di lavoro certosino dei diplomatici per rilanciare un rapporto che storicamente ha avuto pochi momenti di calo, ora è giunto il momento del dialogo visto che, tra l’altro, gli interessi dei due Paesi cominciano un’altra volta a convergere.
Da parte argentina in particolare, si registra la volontà di superare il default con il Club di Parigi, necessario per ottenere, se necessario, l’accesso al mercato internazionale per finanziarsi.
Da parte italiana, la soluzione almeno parziale del problema dei risparmiatori italiani colpiti dal default e della vicenda Telecom, apre la possibilità di un ritorno di investimenti italiani con il sostegno della struttura dello Stato, particolarmente dei grandi gruppi, a cominciare da Eni ed Enel, colossi italiani del petrolio e del gas, e dell’energia rispettivamente. Non va dimenticato inoltre che l’Argentina è una delle principali porte di accesso al Mercosur e che tra Roma e Buenos Aires c’è una grande identità di vedute sul tema della riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, così come in altre problematiche internazionali.
In questi anni molti piccoli e medi industriali italiani hanno tentato di investire in Argentina, molti con successo, ma alcuni costretti alla ritirata. Inoltre si è mantenuta o, addirittura e cresciuta, la cooperazione sia nella ricerca e nell’alta tecnologia nel campo della fisica e dello spazio, che nel campo della produzione cinematografica e della multimedialità, senza dimenticare l’agenda di diffusione della cultura italiana in ambito argentino fatta attraverso l’Istituto Italiano di Cultura. Infine si sono mantenuti e sviluppati tanti progetti di formazione, di riqualificazione nel campo del lavoro e della promozione sociale per la popolazione argentina lanciati al tempo della grande crisi del 2001, oltre a quelli diretti specificamente agli emigrati italiani e ai loro discendenti, dallo Stato italiano e da numerosi governi regionali, provinciali e comunali del Bel Paese.
Dietro a quella miriade di iniziative economiche, sociali, culturali, politiche, ora ricomparirà anche il rapporto - c’è da augurarsi in intensa crescita - tra i governi dei due Paesi, al di là di chi ne sarà titolare, visto che in queste ore c’è un passaggio fondamentale per la continuità della legislatura italiana e che il Presidente Cristina Kirchner si accinge ad affrontare l’ultimo anno dei suoi quattro e l’anno prossimo ci saranno elezioni generali in Argentina.
Comincia il disgelo,
sperando che sia l’annuncio della primavera nei rapporti italo-argentini. (Marco
Basti-Tribuna Italiana/
marcobasti@tribunaitaliana.com.ar