CAMERA DEI DEPUTATI
Un’interrogazione di Porta (Pd) per il ripristino dei
fondi destinati all’Istituto Italo-Latino Americano (IILA)
La richiesta, rivolta al ministro Frattini, firmata anche
dai colleghi di partito eletti all’estero Narducci, Bucchino, Garavini e Fedi
ROMA – Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale, ha inoltrato un’interrogazione scritta al ministro degli Esteri, Franco Frattini in cui chiede il ripristino dei fondi che in questi anni hanno consentito il regolare funzionamento dell’Istituto Italo-Latino Americano (IILA).
Nell’interrogazione, firmata anche dai deputati del Pd eletti all’estero Gino Bucchino, Franco Narducci, Laura Garavini e Marco Fedi, si domanda se “non si ritenga di disporre almeno la conferma del livello di contribuzione del corrente anno e per gli anni successivi la reintegrazione di una parte delle risorse venute a mancare negli ultimi anni”, “in coerenza con le affermazioni rese dallo stesso Frattini, per il quale l’IILA rappresenta un prezioso strumento operativo” della politica estera italiana verso l’America latina.
Il contributo dell’Italia all’Istituto, costituito nel 1966 con trattato internazionale stipulato tra governo italiano e quelli dei Paesi latino-americani, “è sceso progressivamente da 8 miliardi di lire (nel 1995) ai 2.359.764 euro dell’anno corrente, di cui 820.000 per la sede, con la realistica prospettiva – si legge nel testo dell’interrogazione - di un’ulteriore riduzione del 10% per il 2011, che porterebbe la dotazione complessiva a 2.100.000 euro”.
La contrazione
dei finanziamenti ha determinato una serie di trasferimenti della sede, “dagli
iniziali
Ma la di là delle concrete difficoltà operative, l’interrogazione segnala che “la contrazione dell’impegno italiano potrebbe essere interpretato come un segnale negativo, di ridimensionamento dell’interesse del nostro Paese verso una regione nella quale sono vivi e persistenti i legami storici e culturali e che nell’attuale congiuntura mondiale presenta indici di sviluppo positivi”.
“Proprio nel momento
in cui tutti i Paesi latino-americani stanno sostenendo con convinzione questo
vero e proprio ‘fiore all’occhiello’ nella politica internazionale dell’Italia
– ha di
Di seguito il testo completo dell’interrogazione:
“Con un trattato internazionale del 1966 tra il governo italiano e i governi dei Paesi dell’America latina è stato costituito l’Istituto Italo-Latino Americano (IILA) con il compito di svolgere una funzione di conoscenza e di collegamento con la regione latinoamericana;
nel corso degli anni, l’attività dell’Istituto si è sviluppata e articolata nel campo culturale, in quello socio-economico e in quello tecnico-scientifico mediante numerosi progetti che hanno interessato di fatto tutti i Paesi dell’America Latina;
la presenza italiana in America Latina, anche grazie al radicamento di consistenti comunità d’origine e alla rilevanza crescente delle attività economiche, commerciali e professionali in quell’area, si è andata progressivamente rafforzando a partire dal 2006;
l’Italia organizza
con cadenza biennale
l’articolo 9 del trattato istitutivo prevede che l’IILA sia annualmente finanziato con una quota ordinaria di tutti gli Stati membri e con una quota speciale dell’Italia, a cui spetta anche l’onere di mettere a disposizione i locali idonei allo svolgimento delle attività di istituto;
il contributo dell’Italia, che nel 1995 è stato di 8 miliardi di lire, di cui 3 per la sede, è sceso progressivamente fino ai 2.359.764 euro dell’anno corrente, di cui 820.000 per la sede, con la realistica prospettiva di un’ulteriore riduzione del 10 per cento per il 2011, che porterebbe la dotazione complessiva a 2.100.000 euro;
la riduzione del
sostegno italiano ha comportato una serie di trasferimenti della sede, che è
passata dagli iniziali
al di là delle concrete difficoltà operative, la contrazione dell’impegno italiano potrebbe essere interpretato come un segnale negativo, di ridimensionamento dell’interesse del nostro Paese verso una regione nella quale sono vivi e persistenti i legami storici e culturali e che nell’attuale congiuntura mondiale presenta indici di sviluppo positivi:
Chiediamo se,
in coerenza con le affermazioni rese dal Ministro degli affari esteri, per il
quale «l’IILA rappresenta un prezioso strumento operativo», non si ritenga di
disporre, almeno la conferma del livello di contribuzione del corrente anno
e per gli anni successivi la reintegrazione di una parte delle risorse venute
a mancare negli ultimi anni”. (