INFORM - N. 231 - 13 dicembre 2010


IMMIGRAZIONE

La Regione Toscana rilancia i consigli e le consulte degli stranieri

L’assessore Allocca: “Nell’attesa che qualcosa accada a livello nazionale sviluppiamo queste esperienze”

 

FIRENZE - Una nuova spinta alla diffusione dei consigli e delle consulte degli stranieri in Toscana per creare condizioni effettive di partecipazione. “Visto che finora i tentativi di riconoscere il diritto di voto alle elezioni amministrative ai cittadini stranieri non sono andati a buon fine, vediamo almeno di potenziare gli strumenti a disposizione per stimolare ed accrescere il loro coinvolgimento alla vita sociale e politica”.

L'assessore regionale al welfare Salvatore Allocca ha chiuso all'Istituto degli Innocenti il convegno organizzato da Regione, Upi e Anci sugli strumenti di partecipazione politica degli stranieri. Durante il convegno l'assessore ha rilanciato il ruolo dei consigli e delle consulte, attraverso un'espansione delle esperienze esistenti (fissando un election day a maggio 2011) ed un forte lavoro di qualificazione. Ha poi presentato una lettera che, a partire dalle prossime settimane, sarà spedita da tutti i sindaci toscani ai ragazzi nati in Italia da genitori stranieri per ricordare il loro diritto a diventare cittadini italiani una volta raggiunta la maggiore età.

“Chi vive, lavora e studia nel nostro paese – ha detto Allocca - ha pieno diritto a partecipare attivamente alle decisioni della comunità di cui fa parte. Lo strumento naturale sarebbe il diritto di voto ma visto che per ora, a livello nazionale, è tutto fermo, sarebbe opportuno dare impulso a quelle esperienze già attive sul nostro territorio”. Attualmente in Toscana sono stati formati due consigli provinciali (Firenze e Pisa), e nove consigli o consulte comunali (Calenzano, Certaldo, Empoli, Firenze, Fucecchio, Livorno, Poggibonsi, Pontedera, Tavarnelle Val di Pesa). Dal 2007 esiste anche un Coordinamento regionale degli stranieri.

“Circa dieci anni fa – ha aggiunto Allocca - nascevano i primi consigli, come surrogato temporaneo in attesa del diritto di voto, pronti a sciogliersi una volta che questo fosse stato sancito. A distanza di 10 anni, per vari motivi, questi organismi si sono dimostrati insufficienti a rappresentare il livello di integrazione raggiunto dai migranti sul nostro territorio. Per diventare luoghi di partecipazione e rappresentanza vanno superati tutti i limiti operativi finora incontrati”.

Dopo la firma del protocollo d'intesa, nel marzo 2009, per il potenziamento degli organismi di rappresentanza degli stranieri da parte di Regione, Coordinamento regionale di Consigli e Consulte, Upi e Anci, poco è stato fatto. Adesso viene riproposto il rilancio del documento e l'effettiva realizzazione delle priorità in esso contenute: rafforzamento organizzativo degli organismi, miglioramento dei canali di comunicazione, maggiore incisività delle azioni e formazione dei presidenti. “La partecipazione degli stranieri alla vita politica – ha concluso Allocca - oggi è elemento imprescindibile. Non possiamo continuare a vivere nella speranza che qualcosa si muova a livello nazionale, rischiando magari di vanificare tutto ciò che finora è stato fatto. Ci aspettiamo da tante amministrazioni locali toscane un aiuto concreto per sviluppare un percorso verso la piena inclusione degli stranieri nella nostra società”. (Inform)


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