INFORM - N. 231 - 13 dicembre 2010


PARTITI

A Montreal il primo congresso unitario del Partito democratico

Dopo la relazione di Rapanà (segretario politico), approvata all’unanimità, l’elezione del consiglio direttivo, presieduto da Vera Rosati

 

MONTREAL – Si è svolto martedì 7 dicembre il primo congresso unitario del Partito democratico di Montreal, evento a cui hanno partecipato oltre 150 tra iscritti e simpatizzanti che mantengono un vivo interesse per le vicende politiche italiane e le sorti dei connazionali all’estero.

Ha presieduto l’assemblea Alberto Mario DeLogu, scrittore e consultore in Canada della Regione Sardegna. Ad aprire gli interventi, Gian Luca Galletto da New York, componente delle Direzione nazionale del Pd per la ripartizione America centrale e settentrionale, il quale ha segnalato la continua emorragia di laureati e ricercatori italiani costretti ad emigrare per trovare lavoro e proseguire negli studi e nella ricerca.

Un messaggio di saluto è stato inviato per l’occasione da Giovanna Giordano, presidente del Comites di Montreal, che pur non prendendo parte ai lavori ha voluto formulare “l’auspicio che il dialogo iniziato nel Partito democratico di Montreal stimoli il dibattito tra le diverse forze politiche affinché possano emergere proposte concrete e soluzioni adeguate alle esigenze degli italiani all’estero”.

La relazione introduttiva è stata svolta da Giovanni Rapanà, segretario politico del Pd di Montreal. In essa, approvata all’unanimità, egli ha ribadito che “il Pd di Montreal sarà una casa aperta a tutti, senza padroni né ospiti, nella quale tutti entrano dalla porta principale. Sarà una struttura di servizio a fianco delle persone che hanno più bisogno, e di tutta intera la nostra collettività”.

Guardando alla stretta attualità politica, per il segretario politico “è difficile prevedere quali saranno gli sbocchi politici in Italia e l’esito parlamentare sulla mozione di sfiducia che sarà votata in Parlamento il 14 dicembre, ma possiamo fin da ora dire che è entrato in crisi profonda il sistema di governo berlusconiano”, un sistema di cui ha evidenziato i limiti rispetto al meccanismo di protezione sociale dei connazionali all’estero, alle istituzioni di rappresentanza, ai servizi consolari e gli istituti di lingua e cultura italiana. “Il governo Berlusconi, al di là della propaganda, non ha mai messo in atto una vera politica per gli italiani all’estero – ha aggiunto Rapanà, - lasciando mano libera a Tremonti che ha disposto, a fianco dei tagli già compiuti del 60% dei fondi destinati ai capitoli di spesa per gli italiani all’estero, un’ulteriore riduzione del 20% nell’attuale finanziaria”. Provvedimenti a cui lo stesso Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si è opposto, organizzando da ultimo una manifestazione nel corso dell’ultima assemblea plenaria a Roma, nello scorso mese di novembre. “L’Italia vista da fuori è un paese in declino, totalmente estraneo alle grandi decisioni – ha proseguito il segretario, stigmatizzando i tagli operati dal governo per il risanamento di bilancio e la crisi finanziaria globale. “Solo i paesi che puntano sulla cultura, sul sapere, sulla formazione, sulla ricerca e sull’innovazione sono in grado di far fronte alla crisi, creare occupazione, lavoro e valorizzare i giovani quali soggetti indispensabili per il futuro – egli aggiunge, citando come esempi di tale intervento costruttivo il Canada e il Quebec in particolare.

 “Vogliamo ricostruire l’unità della nostra comunità come l’abbiamo sperimentata nella battaglia per Rai International e in tante altre occasioni, - ha concluso Rapanà dopo aver criticato l’operato dei parlamentari eletti all’estero nelle file della maggioranza - anche come contributo per far diventare l’Italia un paese più giusto, un paese più unito, un paese che sa valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale, i propri giovani, i propri cittadini, come dice la Costituzione,  ovunque essi residenti. In Italia e nel mondo”

Nel corso dell’incontro è stata anche ricordata la mobilitazione per i diritti e la dignità dei pensionati italiani all’estero, programmata per venerdì 10 dicembre: Salvatore Martire, presidente dello Spi Cgil, ha invitato a partecipare alla manifestazione indetta presso Consolati e Ambasciate di 29 Paesi, mentre Vera Rosati, direttrice del Patronato Inca e neo-eletta presidente del Pd di Montreal, ha segnalato come il problema degli indebiti pensionistici colpisca quasi 40.000 pensionati italiani all’estero.

Il regista Gianni Princigalli ha ribadito l’assenza, in questo governo, di una vera politica per impedire la fuga di giovani talenti italiani verso l’estero.

L’assemblea ha eletto all’unanimità il seguente comitato direttivo: Vera Rosati (presidente) Giovanni Rapanà (segretario politico e portavoce), Alda Viero (tesoriere), Alberto Mario DeLogu (responsabile comunicazione), Vincenzo Donato Caivano, Cosimo Colella, Marco Coniglione, Maria D’Alessio, Vincenzo Galati, Mario Galella, Salvatore Martire, Franco Masella, Gennaro Panzera, Santino Quercia, Carlo Rosati, Demetrio Santoro. (Inform)


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