IMMIGRAZIONE
Permessi
di soggiorno
Al via le prenotazioni per i test di lingua
Patronato Acli: “Facciamo fare i test di
italiano agli stranieri senza aver mai fatto i corsi di lingua”
ROMA - E’ entrato in vigore il decreto del ministero dell’Interno che subordina il rilascio del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo (la ex carta di soggiorno) al superamento di un test di conoscenza della lingua italiana. I cittadini stranieri possono effettuare la prenotazione online della prova d’esame attraverso il sito web http://testitaliano.interno.it .
Gli uffici del patronato Acli diffusi in tutti il territorio italiano sono organizzati per garantire ai cittadini immigrati le opportune informazioni e l’assistenza eventualmente necessaria per inoltrare le domande di prenotazione per lo svolgimento dei test. Gli esami è previsto che inizino a febbraio, entro 60 giorni dalle prime richieste.
«E’ probabile – afferma il responsabile del servizio immigrazione del Patronato Acli Pino Gulia – che il nuovo sistema avrà bisogno di un periodo di rodaggio, malgrado l’impegno profuso dai funzionari delle amministrazioni coinvolte: il ministero dell’Interno e quello dell’Istruzione, le questure e le prefetture, i centri provinciali per l’istruzione degli adulti. Di fatto questo test aggrava il lavoro già oneroso dell’amministrazione pubblica e rischia di prolungare ulteriormente le procedure per il rilascio della ordinaria documentazione necessaria ai cittadini stranieri, creando problemi in particolare a quanti hanno oggi in scadenza il permesso di soggiorno e sono in possesso dei requisiti per richiedere il permesso per lungo-soggiornanti».
«L’anomalia di
questa procedura – aggiunge Antonio Russo, responsabile immigrazione per le
Acli - è quella di istituire una “prova” della conoscenza elementare della lingua
senza aver prima mai previsto e progettato un piano articolato per l’insegnamento
della lingua italiana. Chiediamo cioè agli immigrati di fare i test senza avergli
mai fatto fare i corsi, se non quelli affidati all’iniziativa dei soggetti di
volontariato. E’ evidente che i test non garantiscono di per sé l’effettiva
integrazione degli immigrati né certo soddisfano l’esigenza di sicurezza della
popolazione italiana. Il rischio è che si configurino come l’ennesima complicazione
sul percorso di regolarizzazione e integrazione dei cittadini stranieri». (