INFORM - N. 230 - 10 dicembre 2010


PARTITI

Da “PD Cittadini nel Mondo”, l’editoriale di Marco Fedi

Le tante buone ragioni per essere insoddisfatti di questo Governo

 

ROMA - Nella legge di stabilità economica e finanziaria non c’è nulla, ma proprio nulla, di cui essere soddisfatti. Per una serie di buone ragioni, la prima ragione è di merito e riguarda tutte le scelte fino ad oggi adottate dal Governo: non si può sostenere oggi la tesi “eguali diritti e doveri” se i tagli arrivano sempre a colpire le comunità italiane nel mondo.

Il Governo e la maggioranza che lo sostiene hanno introdotto l’esonero ICI sulla prima casa escludendo da tale norma i residenti all’estero. Le detrazioni fiscali per carichi di famiglia sono state prorogate solamente di un anno, con condizioni peggiorative rispetto ai residenti in Italia, grazie all’azione parlamentare degli eletti all’estero. Ma non solo non si è passati al definitivo inserimento nel panorama fiscale italiano, o ad una proroga significativa, ma non ci si potrà avvalere delle detrazioni durante l’anno ma solo a conguaglio: il che significa trasferire il recupero delle detrazioni in un lontano futuro a causa dei problemi dei residenti all’estero nel poter utilizzare il modello 730.

I pensionati italiani residenti all’estero subiscono un trattamento inaccettabile per quanto attiene al sistema di pagamento delle pensioni, agli indebiti insorti per ritardi oggettivi dell’INPS nel condurre le campagne RED ed al recupero degli stessi indebiti: il tema dei diritti, inclusi quelli previdenziali, viene considerato marginale quando riguarda italiani all’estero o immigrati.

Il ripristino dei fondi all’editoria, anche questo grazie all’azione parlamentare degli eletti all’estero, arriva dopo due fatti emblematici: il taglio che aveva riguardato tutto il settore - disconoscendo l’unicità della editoria di lingua italiana nel mondo - ed il ripristino dei fondi unicamente all’editoria prodotta in Italia. Oggi si ristabilisce una forma di equità ma nell’antiquato, lento e farraginoso sistema di erogazione dei contributi, non solo si perde un anno, ma il taglio come il ripristino, arriveranno ai destinatari con qualche anno di ritardo. Speriamo in tempo utile per un vero investimento in questo settore, cioè l’adeguamento delle norme e l’aumento delle risorse.

Il dato politico è che il Governo ha fatto ben poco per arrivare a questi due risultati insufficienti ed il  quadro complessivo degli investimenti per le comunità italiane nel mondo è stato sostanzialmente dimezzato in tre finanziarie del Governo Berlusconi. Governo e maggioranza hanno oggi delle responsabilità precise rispetto a questo quadro drammatico.

Ma la responsabilità più pesante è di non aver saputo e voluto costruire un quadro di riforme. Un vuoto che è stato solo riempito dai tagli, dal ridimensionamento della rete diplomatico-consolare e da una proposta di riforma di Comites e Cgie che non piace ad alcuno ed il cui unico aspetto positivo, líeventuale aumento della dotazione di bilancio, è fortemente contrastato dalla Commissione Bilancio del Senato, come ampiamente previsto.

Il Consiglio Generale degli Italiani all’estero denuncia una insoddisfazione generale nei confronti del Governo e chiede, giustamente, maggiore attenzione a tutte le forze politiche. Disattenzione e distanza che hanno caratterizzato l’azione del Governo. La questione riguarda tutti noi, indipendentemente dalle forze politiche di appartenenza e ci richiama ad un impegno coerente verso le comunità italiane nel mondo. Impegno coerente, atti concreti e scelte condivise: esattamente ciò che non abbiamo visto con il Governo Berlusconi. (Marco Fedi*-PD Cittadini nel Mondo/Inform)

* Deputato eletto nella ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide


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