UGANDA
Assistenza sanitaria da parte dell’Italia
Conclusa con successo la missione del Sistema Paese a
Kitgum
ROMA - Si è conclusa “Quattro stelle
per l’Uganda”, la missione per l’assistenza sanitaria alla popolazione di Kitgum
che ha visto operare, per la prima volta insieme, medici e infermieri di Esercito,
Marina, Aeronautica e Carabinieri, al fianco della Fondazione AVSI, in partnership
con
Il team italiano
- 20 militari, tra medici, infermieri e addetti alla logistica, e due medici
civili - ha operato per due settimane presso l’ospedale St Joseph di Kitgum,
cittadina del nord Uganda vicina al confine con il Sudan. Tra i partner dell’iniziativa
anche
Oltre cento interventi chirurgici, 230 endoscopie digestive, centinaia di visite ginecologiche ed ostetriche, ecografie, colposcopie e visite ortopediche. Più di 500 analisi microscopiche e test di laboratorio. Questo il bilancio finale dell’attività ospedaliera. Grande soddisfazione per i risultati ottenuti nel campo della formazione. Una sessantina di operatori dell’ospedale St Joseph, soprattutto le figure professionali di supporto ai pochi medici presenti nella struttura, hanno potuto lavorare a stretto contatto con il personale italiano, acquisendo la capacità di fornire autonomamente dei servizi di assistenza sanitaria alla popolazione non disponibili prima dell’arrivo della missione.
In particolare, anche grazie ad una serie di apparecchiature donate all’ospedale - un elettrobisturi per la chirurgia, un apparecchio completo per endoscopia, una bilancia elettronica per la pesatura del plasma e grandi quantitativi di medicinali e materiale sanitario per pronto soccorso e sala operatoria - l’ospedale sarà ora in grado di fornire il servizio per la diagnosi endoscopica di base, un’accresciuta esperienza in campo ecografico e nuove tecniche in campo chirurgico e clinico-diagnostico. Soprattutto per una serie di patologie come gozzi tiroidei ed ernie addominali, malattie da queste parti endemiche e fortemente invalidanti sia per gli uomini che per le donne.
È stata inoltre
condotta un’attività didattica nei settori della prevenzione e diagnosi del
cancro della mammella e nel primo soccorso cardio-polmonare di base. Prezioso
anche il contributo fornito per la gestione di un caso epidemiologico sospetto,
a seguito della comparsa in alcune zone rurali del Nord del Paese di casi sporadici
di una malattia non diagnosticata. (