PATRONATI
Bruzzese (Inca-Cgil) sulla giornata di mobilitazione
per la difesa dei diritti dei pensionati italiani all’estero
“Necessaria una legge di sanatoria degli indebiti pensionistici
che fermi definitivamente questa ingiustizia. Occorrono, da parte dell’Inps,
rilevazioni reddituali all’estero con cadenza annuale per risolvere a monte
il problema”
BUENOS AIRES –
Verrà celebrata domani, davanti alle ambasciate e ai consolati italiani
nel mondo,
“Quella della sanatoria degli indebiti – spiega Bruzzese - e’ tra le richieste prioritarie delle nostre collettività all’estero, in particolare in America Latina. ..Anche quest’anno, come sanno bene i nostri connazionali e come accade oramai da tempo tutti gli anni, decine di migliaia di pensionati italiani residenti all’estero in seguito alle campagne reddituali dell’Inps, hanno ricevuto una lettera dell’Istituto previdenziale italiano che li informa che l’importo della loro pensione verrà ridotto e chiede loro la restituzione di somme indebitamente percepite. Queste somme richieste dall’Inps variano da poche centinaia a migliaia di euro. Conosciamo tutti oramai lo stato di ansia e spesso di disperazione che pervade i nostri pensionati i quali ricevono queste lettere e che non capiscono per quale motivo lo Stato italiano si accanisca contro di loro visto che non hanno commesso alcun reato. Ma la richiesta di restituzione delle rilevanti somme, che essi non hanno a disposizione nella maggior parte dei casi, é aggravata dalla contestuale riduzione di una pensione che é già esigua in partenza e con la quale non saranno più in grado di soddisfare quei bisogni di base propri e della loro famiglia”.
“Sono anni che mi batto in prima persona, attraverso il patronato dell’Inca e per un periodo di tempo come membro del Cgie, - prosegue Bruzzese dopo essersi detto certo che i mandanti gli esecutori degli indebiti non possano rimanere indifferenti al grido di aiuto dei nostri pensionati all’estero - per sensibilizzare e sollecitare il Parlamento italiano ad introdurre una legge di sanatoria degli indebiti che condoni il passato e fermi definitivamente questa ingiustizia, e allo stesso tempo chiedo all’Inps di effettuare le rilevazioni reddituali all’estero con cadenza annuale per risolvere a monte il problema. Con me si stanno battendo numerosi parlamentari i quali hanno presentato in questa legislatura una proposta di legge, di cui il deputato Gino Bucchino é primo firmatario e cha ha trovato il consenso di deputati dell’opposizione e della maggioranza, per una sanatoria degli indebiti che si sono costituiti fino al dicembre del 2008 e che noi dobbiamo appoggiare in tutti i modi”.
“Ricordo – aggiunge
Bruzzese - che sulla materia degli indebiti pensionistici si sono succedute
numerose disposizioni. Per i pagamenti indebiti di pensione effettuati dal 1
gennaio 2001 trova applicazione la disciplina di cui all’articolo 13 della legge
n. 412 del 1991. Tale norma consente il recupero dell’indebito nel caso in cui
esso sia stato determinato dall’omessa o incompleta segnalazione da parte dell’interessato
di fatti che incidono sul diritto o sulla misura della pensione ‘goduta’, che
non siano già conosciuti dall’Inps e dispone inoltre che (proprio per conoscere
la situazione reddituale del pensionato) l’Inps debba procedere annualmente
alla verifica della situazione reddituale dei pensionati e provvede, entro l’anno
successivo, al recupero di quanto eventualmente pagato in eccedenza. Per quanto
riguarda le pensione pagate all’estero, l’Inps solo da questo anno ha cominciato
ad applicare con cadenza annuale, si spera con sistematicità anche in futuro,
le rilevazioni dei redditi. Nel passato, e fino a quest’anno, l’Inps ha effettuato
le rilevazioni reddituali all’estero in maniera sporadica, con intervalli a
volte di molti anni, o cumulativa come nel caso della campagna per il 2003,
2004 e 2005 e quella per il 2006, 2007 e 2008 da poco conclusasi. Questa lentezza
delle rilevazioni e delle ricostituzioni delle pensioni – precisa Bruzzese -
é la prima causa delle situazioni debitorie, perché ha evidenziato con ritardo
la titolarità di redditi o di prestazioni previdenziali da parte dei pensionati
residente all’estero, e spesso comporta una revisione o una revoca del trattamento
minimo, della maggiorazioni sociali o del trattamento di famiglia. Attribuirne
la diretta responsabilità agli interessati può essere dal punto di vista giuridico
formalmente corretto (il recupero dell’indebito é consentito quando esso sia
stato determinato dall’omessa o incompleta segnalazione da parte dell’interessato
di fatti che incidono sul diritto o sulla misura della pensione) ma é
Da Bruzzese vengono infine illustrate le modalità di recupero degli indebiti alle quali l’Inps deve attenersi e che vengono regolamentate da una normativa che tutela le esigenze di vita e di sussistenza dei pensionati i quali hanno riscosso delle somme non dovute in perfetta buona fede e senza dolo.
“La materia delle garanzie a favore del pensionato legate al recupero degli indebiti é disciplinata – spiega Bruzzese - dall’articolo 69 della legge n. 153, attualmente ancora in vigore e che prevede quanto segue: a) L’ammontare delle trattenute sulle prestazioni pensionistiche deve essere limitato ad un quinto dell’importo della prestazione medesima; b) Il recupero delle prestazioni pensionistiche deve far salvo in ogni caso l’importo corrispondente al trattamento minimo; c) Le somme da recuperare non possono essere gravate da interessi salvo che l’indebita percezione sia dovuta al dolo dell’interessato; d) Nel caso in cui il debitore sia titolare di più trattamenti pensionistici la trattenuta di un quinto deve essere operato su ciascun trattamento, fermo restando il limite del trattamento minimo, che deve essere salvaguardato sul totale delle prestazioni. Ciò significa, ed é bene che i diretti interessati e gli operatori di patronato ne siano al corrente, che sulle pensioni in convenzione dei nostri emigrati l’Inps, anche se il debitore non restituisce la somma dovuta tramite rimessa in denaro, non può trattenere più di un quinto dell’importo della pensione e deve in ogni caso salvaguardare e garantire il trattamento minimo italiano (garanzia basata sull’art. 38 della Costituzione italiana) considerando a tal fine anche la prestazione estera e sempre che ovviamente il trattamento minimo sia dovuto ed erogato.
Dopo aver ribadito
l’esigenza di continuare a lottare per ottenere dal Governo e dal Parlamento
la sanatoria degli indebiti dei nostri pensionati all’estero, Bruzzese evidenzia
come oggi sia in atto una sostanziale cancellazione dell’assistenza sanitaria
per gli indigenti. “Grazie alla decisione del governo Prodi e all’azione dei
parlamentari allora presenti, - ricorda Bruzzese - ci fu in Argentina uno stanziamento
di 14 milioni di euro. L’assistenza ha soddisfatto nel 2009, 8.800 connazionali.
Nel 2010 si é scesi a 5.500, mentre per il 2011 gli indigenti spariranno per
decreto”. Il presidente del patronato Inca Argentina conclude la sua riflessione
auspicando sia una rapida soluzione della questione degli indebiti, sia un ripensamento
che permetta di rimettere mano all’assistenza medica per gli indigenti.(