INFORM - N. 229 - 9 dicembre 2010


DIRITTI

XIV Meeting dei diritti umani a Firenze

Il presidente della Regione Toscana Rossi: “Libertà è ribellarsi contro i diritti calpestati”. L’assessore Nencini ai ragazzi: “State fuori dalla folla e giudicate con la vostra testa”

 

FIRENZE - «Avete il diritto di ribellarvi se i diritti sono calpestati e avete diritto a sperare per il futuro». Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi si è rivolto ai quasi novemila ottomila ragazzi provenienti da tutta la Toscana che hanno partecipato al quattordicesimo Meeting dei diritti umani organizzato dalla Regione al Mandela Forum di Firenze.

«La festa di oggi – ha proseguito il presidente – ricorda che nel 1948, in un mondo distrutto dalla guerra, con milioni di morti, si decise di dar vita alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, che ha questo stupendo inizio: gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Purtroppo dopo 62 anni ancora questa carta non è realizzata. Se lo fosse ci sarebbero meno guerre, meno povertà, meno arroganza, più giustizia, più libertà, più cultura, più salute. Non ci sarebbero persone perseguitate, come in Italia Roberto Saviano e in Cina il premio Nobel per la pace, oggi in carcere, Liu Xiaobo, un paese dove i ragazzi come voi non sono liberi di andare su internet».

Poco prima l'assessore alla promozione dei diritti umani della Toscana, Riccardo Nencini, aveva provato a spiegare cos’è la libertà. «Otto secoli fa – racconta - un commerciante senese scrisse questa parola nel suo diario, dopo aver saldato un debito con un commerciante provenzale. Oggi, annotò, traggo libertà. Ma la libertà come oggi la intendiamo, libertà come libero arbitrio, libertà di fare senza invadere la libertà degli altri, è quella di cui parla Dante Alighieri nel Paradiso».

Nencini ricorda anche la costituzione e il compleanno di Carlo Azeglio Ciampi, uno dei suoi presidenti. «La libertà - dice l'assessore ai ragazzi - è anticonformismo: stare fuori dalla folla e giudicare con la propria testa. Ricordatevelo».

«In Toscana – prosegue sul palco il presidente Rossi - accogliamo molti scrittori perseguitati, e facciamo bene. Ma la libertà – dice – da sola non basta. Ci vuole anche la giustizia, e con la giustizia il diritto al lavoro, a una retribuzione equa, alla salute, al riposo e allo svago, all’istruzione. Oggi un miliardo di persone vivono in baracche e bidonville in condizioni inimmaginabili, 25.000 bambini nel mondo muoiono giorno per malnutrizione, venti uomini ricchissimi concentrano nelle loro mani quanto un miliardo di altri uomini faticano a guadagnare tutti insieme. Un operaio dovrebbe lavorare 400 anni per guadagnare quello che spetta a un top manager dell’alta finanza. Questa non è giustizia. I giovani come voi hanno il diritto di ribellarsi a tutto questo e a impegnarsi perché le cose cambino e si possa sperare nel futuro». (Inform)


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