DIRITTI
XIV Meeting dei diritti umani a Firenze
Il presidente della Regione Toscana Rossi:
“Libertà è ribellarsi contro i diritti calpestati”. L’assessore Nencini ai ragazzi:
“State fuori dalla folla e giudicate con la vostra testa”
FIRENZE - «Avete
il diritto di ribellarvi se i diritti sono calpestati e avete diritto a sperare
per il futuro». Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi si è rivolto
ai quasi novemila ottomila ragazzi provenienti da tutta
«La festa di oggi
– ha proseguito il presidente – ricorda che nel
Poco prima l'assessore alla promozione dei diritti umani della Toscana, Riccardo Nencini, aveva provato a spiegare cos’è la libertà. «Otto secoli fa – racconta - un commerciante senese scrisse questa parola nel suo diario, dopo aver saldato un debito con un commerciante provenzale. Oggi, annotò, traggo libertà. Ma la libertà come oggi la intendiamo, libertà come libero arbitrio, libertà di fare senza invadere la libertà degli altri, è quella di cui parla Dante Alighieri nel Paradiso».
Nencini ricorda anche la costituzione e il compleanno di Carlo Azeglio Ciampi, uno dei suoi presidenti. «La libertà - dice l'assessore ai ragazzi - è anticonformismo: stare fuori dalla folla e giudicare con la propria testa. Ricordatevelo».
«In Toscana –
prosegue sul palco il presidente Rossi - accogliamo molti scrittori perseguitati,
e facciamo bene. Ma la libertà – dice – da sola non basta. Ci vuole anche la
giustizia, e con la giustizia il diritto al lavoro, a una retribuzione equa,
alla salute, al riposo e allo svago, all’istruzione. Oggi un miliardo di persone
vivono in baracche e bidonville in condizioni inimmaginabili, 25.000 bambini
nel mondo muoiono giorno per malnutrizione, venti uomini ricchissimi concentrano
nelle loro mani quanto un miliardo di altri uomini faticano a guadagnare tutti
insieme. Un operaio dovrebbe lavorare 400 anni per guadagnare quello che spetta
a un top manager dell’alta finanza. Questa non è giustizia. I giovani come voi
hanno il diritto di ribellarsi a tutto questo e a impegnarsi perché le cose
cambino e si possa sperare nel futuro». (