INFORM - N. 228 - 7 dicembre 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Presentato a Roma il progetto del primo “Dizionario dell’emigrazione italiana”

Il battesimo di un volume ancora work in progress, la cui pubblicazione è prevista entro la metà del 2011, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia

 

ROMA – E’ stata presentata ieri a Roma, presso la Camera dei Deputati, l’iniziativa del primo “Dizionario dell’Emigrazione italiana. 1861-2011 – Semantica di una storia tricolore”, volume ideato per raccogliere le parole che raccontano la storia della diaspora italiana all’estero, curato dalla giornaliste ed esperte di emigrazione Mina Cappussi e Tiziana Grassi in uscita tra i mesi di aprile e giugno del prossimo anno, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Un volume la cui realizzazione ha già ricevuto il sostegno della presidenza del Consiglio dei Ministeri, di Senato e Camera e del Ministero degli Esteri. In occasione della presentazione hanno inviato messaggi di saluto le principali cariche istituzionali italiane: Renato Schifani e Gianfranco Fini per i due rami del Parlamento, il ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni, il sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Alfredo Mantica, il sottosegretario di Stato all’istruzione, università e ricerca, Giuseppe Pizza. Una nota di ringraziamento è giunta anche da Amedeo di Savoia Aosta, invitato all’evento.

“Con l’approssimarsi delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia risulta particolarmente importante porre la questione dell’emigrazione italiana quale punto focale della nostra storia – ha detto il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, aprendo la serie di interventi coordinati da Patrizia Angelini, giornalista di Rai International e presidente del premio “Globo tricolore” dedicato alle eccellenze italiane nel mondo. “Un fenomeno che non deve essere confinato nei ricordi del passato – egli ha aggiunto – ma fornire il cardine di una riflessione per il presente e il futuro del nostro Paese”. Per Scotti, infatti, “le nove sfide dell’integrazione, ultima frontiera dell’Italia, non possono essere in alcun modo affrontate senza la consapevolezza di ciò che è stata la storia della nostra emigrazione”. Per mettere a frutto l’esperienza passata rispetto ai temi del presente il sottosegretario preannuncia entro i primi mesi del 2011 la realizzazione di una conferenza internazionale dedicata alla nuova città interetnica, interculturale e interreligiosa. “Proprio della contaminazione tra le culture, processo attraverso il quale ciascuno di noi non rimane identico a se stesso, ma si arricchisce con un qualcosa in più – ha concluso Scotti, - il Dizionario costituisce un primo tassello, che potrà fornirci un contributo importante in termini di analisi, conoscenza e riscoperta di valori e ideali in cui riconoscere noi stessi e la nostra storia”.

Anche Franco Narducci, vice presidente della Commissione Esteri della Camera, deputato eletto nella ripartizione Europa, ha segnalato l’importanza della realizzazione di un Dizionario “che ha l’ambizione di voler fissare i punti cardine del fenomeno ed aiutarci a riflettere su questioni a cui il nostro Paese non ha ancora compiutamente provveduto”. Egli si riferisce sia al fenomeno migratorio in sé, vista l’assenza di una governance globale della mobilità contemporanea e le aspre ricadute delle difficoltà economiche e sociali sulle fasce più deboli della popolazione, sia alla variegata realtà dei cittadini italiani residenti all’estero, “alcuni dei quali – afferma – versano in situazioni di difficoltà, vivono momenti difficili e meritano il sostegno delle istituzioni italiane”. Narducci si rallegra che l’incontro possa inoltre apportare un contributo al work in progress della realizzazione del volume, “affinché ne risulti un’opera divulgativa costruita dal basso” e auspica che essa, una volta ultimata possa “entrare nelle scuole italiane, per far conoscere la storia dell’emigrazione italiana, e nelle scuole italiane all’estero”. “Noi parlamentari eletti all’estero – conclude – promuoveremo tutte le azioni che si vorranno intraprendere con le istituzioni estere per la diffusione di questa nostra storia, anche tenendo conto di quella domanda di lingua e cultura italiana che registra una crescita negli ultimi anni nel mondo, non solo da parte dei connazionali o dei figli dei connazionali nati all’estero”.

Tiziana Grassi e Mina Cappussi hanno quindi illustrato il progetto del volume, “che raccoglierà – ha detto quest’ultima – una serie di parole che compongono il lessico del fenomeno, a cui si affiancheranno le emozioni e i progetti di tutti quei cittadini che hanno lasciato l’Italia ma vi si sentono ancora così saldamente legati. Sarà una raccolta di parole legate all’appartenenza e alle radici di questi italiani, elementi in primo luogo emozionali che devono essere alimentati per non divenire asfittici e senza vita”.

Sono inoltre intervenuti Franco Pittau, coordinatore del Dossier statistico Immigrazione di Caritas/Migrantes, che si è soffermato su alcune parole chiave del lessico migratorio, come “cittadinanza”, “solidarietà”, “emigrazione di ritorno” e “immigrazione” e Giuseppe Abbati, vicepresidente nazionale dell’Associazione Italiana Tutela Emigrati e Famiglie onlus, che ha rimarcato il ruolo dell’associazionismo tra gli emigrati italiani all’estero, sollecitando una maggior attenzione verso questi ultimi da parte dello Stato. Salvo Iavarone, presidente dell’Associazione Mezzogiorno Futuro, ha ricordato una recente missione del sodalizio in Brasile e segnalato come il Dizionario debba aiutare a comprendere la particolare identità degli emigrati italiani nel mondo. Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università Sapienza di Roma, ha ribadito come il volume potrà contribuire al recupero di una memoria collettiva, affinché si possano superare fenomeni di intolleranza e xenofobia alimentati anche da un diffuso atteggiamento dei media nei confronti dell’immigrazione in Italia. Egli sottolinea il ruolo della formazione nella promozione di valori positivi entro la società italiana: “la scuola è il luogo in cui l’apertura alla storia dell’emigrazione italiana può dare i frutti migliori, dove possiamo sperare in un successo speculare alle buone pratiche di integrazione in essa quotidianamente messe in campo”. La critica ai media viene condivisa da Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, che ricorda come l’Italia abbia dato poco ai suoi emigrati, rispetto a quanto ricevuto. “Questo Dizionario potrà essere utile nella misura in cui ci costringerà a pensare a noi stessi ed alla nostra storia – afferma Fara. – La riscoperta del Paese ricomincia da ciò che sono state le radici, della propria storia e cultura”.

Ha concluso la presentazione Lorenzo Prencipe, scalabriniano, coordinatore del comitato scientifico del Museo dell’Emigrazione Italiana, che ha ricordato come “il compito attuale della comunità internazionale sia quello di gestire la differenza non attraverso la creazione di ulteriori barriere, ma favorendo occasioni di dialogo, incontro ed azione comune”. “Oggi è urgente ribadire che la storia dell’emigrazione italiana è parte fondamentale dello storia del nostro Paese – ha concluso Prencipe. – Recuperare una memoria di questa realtà, non solo attraverso le sue parole, ma riflettendo sul vissuto migratorio in tutti i suoi aspetti, vuol dire dotarsi di uno strumento indispensabile per affrontare le nuove sfide dell’Italia di oggi, rappresentate dalla nuova emigrazione all’estero e dall’immigrazione”. (Viviana Pansa – Inform)


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