ITALIANI ALL’ESTERO
Da
America Oggi, 5.12.2010
Cambio al vertice. Caputo nuovo presidente dell'American
Society of the Italian Legion of Merit
NEW YORK - Passaggio di consegne al vertice della American Society of the Italian Legions of Merit durante il tradizionale incontro tra decorati di venerdì, giunto al 45.mo appuntamento annuale, presso The Union League Club sotto il patronato del Grande Ufficiale, ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata.
Il presidente uscente dell'Associazione, Cavaliere di Gran Croce, Dominic Massaro giudice della Supreme Court di New York, ha presentato ai 300 ospiti il nuovo leader eletto nella persona del Cav. di Gran Croce Lucio Caputo, presidente del Gruppo Esponenti Italiani, che ha fatto da maestro di cerimonie della serata.
I decorati nell'occasione indossavano le insegne di riconoscimenti e onorificenze ricevute, sia dalla Repubblica italiana che da altri Stati e influenti organizzazioni internazionali.
Tra gli ospiti erano presenti diplomatici di diversi Paesi, il console generale Francesco Talò, il presidente dell'Ice ambasciatore Umberto Vattani, i direttori dell'Istituto di Cultura Riccardo Viali, dell'Enit Riccardo Strano, dell'Ice Aniello Musella, della Camera di Commercio Claudio Bozzo e il vescovo della diocesi di Brooklyn, Grande Ufficiale Nicholas Di Marzio.
Durante la serata sono state consegnate due onorificenze: di Cavaliere al finanziere Joseph Perella, considerato da Forbes uno dei più ricchi italoamericani con una fortuna di un miliardo di dollari e di Cavaliere di Gran Croce all'influente deputato democratico Frank Guarini, già rappresentante del New Jersey alla Camera, a cui sono stati dedicati anche l'ufficio postale e la bilioteca di Jersey City.
Ha effettuato la consegna dell'onorificenza a Perella il ministro Talò che porto l'indirizzo di saluto al pubblico.
"Voi siete veramente l'èlite, coloro che hanno ricevuto riconoscimenti per meriti speciali dal presidente della Repubblica italiana. Desidero esprimere il mio apprezzamento al giudice Dominic Massaro per aver guidato l'Associazione per anni, nel momento in cui consegna la leadership a Lucio Caputo, un altro protagonista della vita italiana a New York".
Il Console Generale ha definito Perella - la cui famiglia ha radici in Abruzzo - l'impersonificazione dello spirito cavalleresco, per la sua generosità, amore per la cultura, la gente e le radici.
"È un riconoscimento meritato - ha aggiunto Talò -, deciso dal presidente Giorgio Napolitano, di Cavaliere al Merito della Repubblica. Perella non è solo un uomo di grande successo nel mondo della finanza, è anche un grande filantropo".
È seguito un breve concerto della cantante Cristina Fontanelli, accompagnata dal maestro David Maiullo al piano e da John La Barbera alla chitarra, con brani del repertorio classico napoletano.
"Al suo quinto decennio - ha esordito il presidente uscente Massaro -, la Society comprende oltre settecento decorati dalla Repubblica italiana per meriti speciali e si pone al vertice delle organizzazioni più eminenti italoamericane della nazione".
L'ambasciatore Giulio Terzi ripercorre la storia per parlare degli stretti rapporti Italia-Usa e dell'impegno prossimo dei decorati .
"È veramente il momento in cui i decorati che partecipano a questo evento tradizionalmente, lo fanno col pensiero rivolto alle celebrazioni del 150.mo anniversario dell'Unione d'Italia".
Poi passa a parlare delle manifestazioni già avviate per l'appuntamento col 2011.
"È un percorso iniziato già da un paio di mesi con delle tappe molto significative nel mondo dell'arte e della cultura, ma anche delle ricerche su quelli che sono i punti di contatto fra il pensiero politico italiano e americano di fine Settecento. Citerei per tutti quella splendida ricerca che è stata presentata alla Library of Congress qualche settimana fa sulla corrispondenza fra Gaetano Filangeri e Beniamino Franklyn fra il 1783 e 1786. Lì - spiega l'ambasciatore Terzi -, troverei proprio il punto di partenza, il Dna culturale sul quale poi si è mossa tutta l'esperienza del Risorgimento, l'amicizia e i contatti fra Giuseppe Garibaldi e Lincoln e che poi prosegue nell'impegno vitale, dinamico attuale, di tutta questa comunità dei decorati italiani negli Stati Uniti per diffondere la nostra cultura". L'ambasciatore ricorda anche la crociata dell’Associazione per il ripristino degli esami AP nelle scuole.
"È stata la prima a muoversi, ad insistere affinché il College Board di New York facesse rientrare l'esame AP negli insegnamenti curricolari delle high school e college. Devo dire che per questo - ha aggiunto Terzi - ho ricevuto molta corrispondenza da parte di insegnanti e di famiglie. Oggi è l'insegnamento dell'italiano, come ieri era il pensiero politico, l'altro ieri erano le amicizie personali fra i nostri grandi leader della storia e quindi, l'impegno di continuare nella comunanza di vedute e di valori dei nostri due popoli, in questo sforzo culturale".
Sullo
scompiglio provocato nella capitale dalle rivelazioni del sito Wikileaks anche
in merito alla politica italiana, l'ambasciatore sottolinea che "la diplomazia
prosegue"."Questo è un fenomeno che ha riguardato tutto il mondo. Segnalerei
due cose: uno un discorso di una straordinaria, forte chiarezza fatto dal segretario
di Stato Hillary Clinton
L'ambasciatore sottolinea che il discorso di Hillary Clinto è servito a chiarire i punti.
"Mi è piaciuto molto il discorso della Clinton, perché ha chiarito i punti, la rotta che deve proseguire con fiducia, nonostante una manovra che onestamente non si capisce quali finalità, quali motivi, quali obiettivi da destabilizzare si proponesse.
Il secondo punto è stato la riaffermazione, molto forte, che è emersa proprio dalla chemistry che si è dimostrata nell'incontro fra il segretario di Stato e il presidente del Consiglio Berlusconi, proprio ad Astana".
L'amicizia tra i due paesi resta solida, ha assicurato Terzi.
"Un'amicizia
con l'Italia vista come un alleato, come un Paese di straordinaria affidabilità,
un amico senza pari, un Paese che guarda con fiducia al futuro di una relazione
strettissima con gli Stati Uniti". (Riccardo Chioni-America Oggi/