PREMI LETTERARI
La cerimonia si è tenuta nella sede del Consiglio regionale della Toscana
Scrittore toscano dell’anno: edizione 2010 alla giovanissima
Francesca Petrizzo per “Memorie di una cagna”
Studia all’Università inglese di Oxford. Tra i premiati
Antonia Guarnieri per “Cinque anni con Mario Tobino”
FIRENZE - “L’autrice ha il talento di prendere
un personaggio, arcinoto e abusato come Elena di Troia, farlo suo e presentarlo
oltre la mitologia, in una storia altra, malinconica, piena di passione, attuale.
Il ritmo incalzante, con sottolineature poetiche, contribuisce a rendere piacevole
la lettura”. Con questa motivazione, letta dal presidente dell’associazione
Fiera del libro toscano, Franco Polidori, è stato
assegnato a Francesca Petrizzo, 20 anni, il premio
Scrittore toscano dell’anno per il
Francesca Petrizzo è giovanissima.
E’ nata a Empoli il 17 maggio 1990. Dopo la maturità classica si è iscritta
alla facoltà di storia dell’Università di Firenze. Ma è stata ammessa anche
all’Università di Oxford. Ha avuto modo di dire: “Il mio sogno è fare la storica.
Amo leggere, scrivere, cantare. Sono un’appassionata di cinema, e il mio tempo
libero se ne va tra i miei hobby e i miei amici. Metto sempre passione in quello
che faccio. Come in questo mio primo romanzo”. Premio speciale a Miriam Serni
Casalini per “Il Buglione” (Sarnus) “L’autrice anche
in questo libro (l’altro è “Dal tetto al pagliaio”) ha raccolto ricordi, proverbi,
racconti, versi e mangiari (come lei li definisce),,
che fanno rivivere una Toscana scomparsa, in gran parte contadina. E lo fa,
com’è nelle sue corde, con garbo, freschezza e ironia. Miriam Serni Casalini, nata a Firenze nel 1928, ora abita nel Chianti,
esattamente a Panzano in Chianti, non lontano dal
macellaio più f0amoso della Toscana: Dario Cecchini. Per il quale scrive non
poche cose. Alcune si ritrovano nel “Buglione”. Avrebbe
dovuto fare l’insegnante. Invece, sposatasi giovanissima, e andando – come afferma
– contracqua, cioè dalla città alla campagna, ha fatto
la moglie, la nuora, la mamma, la nonna - evita di dire - la suocera, con quel
che comporta. E’ appassionata cultrice di memorie, di vita paesana, che le piace
far rivivere nero su bianco.
Premio speciale a Mauro Pagliai per l’impegno costante
nell’editoria ”Negli oltre cinquant’anni d’attività come stampatore ed editore,
Mauro Pagliai ha sempre valorizzato gli autori toscani e il libro toscano, arrivando
a fargli conquistare anche gli scaffali dei supermercati”. L’editore Mauro Pagliai
nasce nella campagna di Signa nel 1943. Per studiare,
viste la povertà della famiglia, deve andare in collegio, dai Salesiani, a Firenze.
A dodici anni decide che farà il tipografo. Dieci anni dopo apre una piccola
tipografia. Nasce così Polistampa. Dapprima lavora
per conto terzi, poi diventa casa editrice. L’attività è intensa. Diventa amico
di Mario Luzi, Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi,
Fosco Maraini, Luigi Baldacci, Giorgio Luti, Fernando Botero, Cosimo Ceccuti, Ennio Di Nolfo. La nomina
a cavaliere è conseguenza dei suoi meriti in ambito culturale. Dall’unione con
Piera, sono nati Costanza e Antonio, il quale lo segue nell’attività a partire
dal
Premio selezione ad Angela Galli e Jacqueline Monica
Magi per “Il corpo di una donna” (Marco Del Bucchia
editore) “Il libro – primo passo d’un discorso più ampio - nasce dalla riflessione
delle due autrici sul loro essere donne. Il taglio scelto - l’uso del metodo
storiografico – e il tema (il corpo, forma-sostanza dell’anima femminile) consentono
d’avere un panorama sufficientemente ampio sull’argomento e, di conseguenza,
idee più chiare sul ruolo della donna nei secoli. Si tratta, in sostanza, di
uno studio non organizzato in senso classico, ma interiore, profondo, che coniuga
il cervello e la pancia”. Jacqueline Monica Magi abita a Montecatini Terme.
E’ giudice del lavoro presso il tribunale di Livorno, con un passato di sostituto
procuratore della repubblica a Pistoia. Insegnante di criminologia e diritto
penale in alcuni master universitari, è - oltre che scrittrice - pittrice, illustratrice
di fiabe e fotografa. Angela Galli è un’artista di Portoferraio. Vive tra Capoliveri
e Cannes. Art director di mostre e di eventi, insegnante
d’arte e scrittrice.
Premio selezione a Roberta Lepri per “La ballata della
Mama Nera” (Avagliano editore)
“Giallo atipico, ci porta nel mondo di quelli che la morale comune chiama i
diversi (in questo caso, gli zingari), con contorno di paure, angosce, pregiudizi,
ma anche di coraggio. Un andare a fondo del problema con capacità narrativa
non indifferente. Di grande spessore la figura della Mama Nera, che dà il titolo al romanzo”. Roberta Lepri è una
toscana d’adozione. Infatti è nata a Città di Castello nel 1965. Da tempo, vive
e lavora a Grosseto. Laureata in lettere con lode, è autrice anche dei romanzi
“Sulla terra, a caso” (2003), “L’ordine inverso di Ilaria” (2005, vincitore
del premio letterario Cimatile) e “L’amore riflesso” (2006).. Predilige il genere
giallo. Numerosi racconti suoi si trovano in antologie e hanno ottenuto premi
in concorsi nazionali. Ha scritto anche il monologo teatrale “Confetti e delitti”,
premiato al “Giallo toscano”, nel
Premio selezione ad Antonia Guarnieri
per “Cinque anni con Mario Tobino” (Edizioni dell’Erba)
“Racconto di memorie in grado di catturare l’attenzione del lettore. Si fa apprezzare,
in modo particolare, per la sincerità, frutto non di mancanza di riguardo, ma
di un grande affetto per lo scrittore Mario Tobino,
“fotografato” nella vita d’ogni giorno,, negli ultimi anni della sua esistenza
Ne viene fuori un ritratto di grande umanità, realizzato senza orpelli.
Antonia Guarnirei è nata, per combinazione, a Timisoara in Romania, quando il padre – il critico e narratore
Silvio – vi dirigeva l’Istituto di cultura italiana. E, per seguire il padre,
ha frequentato le scuole elementari a Bruxelles e nel Veneto, a Feltre. Nel
1963, s’iscrive alla facoltà di lettere dell’Università di Pisa, dove si laurea
nel 1968. Insegnante di scuole medie superiori, amica di scrittori e artisti
italiani e romeni, vive da tanto tempo, ormai, a Pisa. Collabora alle riviste
“Erba d’Arno” e “L’immaginazione”. Nel 2009, per le Edizioni dell’Erba, ha pubblicato
“Le storie della zia Maria Vittoria”, libro per bambini. Premio selezione dei
lettori A Erika Bianchi per “Sassi nelle scarpe” (Dario Flaccovio editore) Il voto dei lettori premia il primo romanzo
di una traduttrice, scritto con umorismo raffinato, amato dalle donne, ma destinato
ad essere apprezzato anche dagli uomini. Erika Bianchi nata a Vada, località
balneare della provincia di Livorno, vive a Firenze e insegna storia antica
nelle università americane del capoluogo toscano. Fa traduzioni per l’editore
milanese Marcos y Marcos. Avrebbe voluto dare un altro titolo al suo romanzo
d’esordio. Questo: “Rospi all’arsenico, mute di serpi”. Ma il suo editore –
il palermitano Flaccovio – non ne ha voluto sapere
e ha scelto quello più facile, più orecchiabile; “Sassi nelle carpe”. E chi
non ne ha e vorrebbe toglierseli, non riuscendoci spesso. Erika Bianchi ha una
grande passione per il teatro nata sui banchi del liceo classico Fermi di Cecina.
Scrive da sempre e vede molto cinema. (