RASSEGNA STAMPA
Sul
“Piccolo” di Trieste intervista al sottosegretario agli Affari Esteri
Mantica: “Nel dopo-Assange servizi segreti
più potenti”
TRIESTE - «Questo australiano è un genio, un genio del male». Va giù duro il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica con il responsabile del ciclone Wikileaks, quel Julian Assange a cui mezzo mondo ormai dà la caccia. E che, secondo Mantica, innescherà a breve un giro di vite nei controlli e nell'attività dei servizi segreti. Perchè, a causa di Assange, «il mondo non è più come prima».
Senatore
Mantica, che ripercussioni avranno sull'Italia le rivelazioni di Wikileaks?
Intanto chiariamone la portata. Le notizie pubblicate non sono di prima mano. E’ come dire, ho incontrato la cameriera della mia vicina di casa che mi ha detto che la vicina è una "zoccola". Alla fine io non ho detto che la mia vicina è una "zoccola", l'ha detto solo la cameriera.
E quindi?
Quindi dico che siamo davanti alla tecnica diplomatica di un grande sistema di disinformazione per cui, prima di giudicare, starei molto attento.
Chi
è Julian Assange?
Io dico che questo australiano è un genio, un genio del male. Non è né un uomo che lotta per la libertà né una persona che cerca la trasparenza, bensì un genio hacker di queste cose terribili che sono i sistemi informatici.
Un genio
che lascerà il segno?
Un uomo che ha rivoluzionato il mondo. Perché è chiaro che da quando ha pubblicato quei file, cioè da pochi giorni, tutto è cambiato. Il mondo non sarà più quello di prima, nel senso che evidentemente scatterà un meccanismo di difesa rispetto ad un altro Assange.
Che
ricadute pratiche avrà questo sulla vita di tutti i giorni?
Ritorneremo a regole più stringenti. Personalmente, da sottosegretario agli Esteri, credo che quanto successo in termini di sicurezze privata darà maggior peso ai servizi segreti. E’ chiaro che la gestione di un'informazione smette di essere, come dire un'assunzione di responsabilità, ci si dovrà difendere utilizzando altri sistemi.
Quali?
Il principio è un po' quello dei controlli agli aeroporti. Se sono sicuro che non esista alcun terrorista in giro, non ho alcun bisogno di togliermi le scarpe e la cintura. Ma, nella presunzione che tutti possano essere terroristi, evidentemente scatteranno meccanismi di prevenzione che finiscono per punire tutti, anche coloro che non hanno alcuna responsabilità. Questa, a mio parere, sarà la reazione dei governi i quali, per usare una battuta, rispolvereranno la legge fondamentale della mafia di Provenzano.
E sarebbe?
Pizzini e contanti. Perché ormai nei sistemi di oggi qualunque azione, dal bonifico bancario al massaggino, resta segnata per tutta la vita. Quindi ci inventeremo nuovi modi alla "pizzini e contanti", per far sì che non resti traccia da nessuna parte.
Infine
una considerazione sul futuro del governo, in vista della fiducia del 14 dicembre.
Cosa succederà?
Rispondo come farebbe Rossella O'Hara: "Domani è un altro giorno". Onestamente non lo so, credo siano possibili tutte le illazioni. Possiamo fare tante ipotesi di scuola. (Maddalena Rebecca- Il Piccolo del 3 dicembre 2010 )