INFORM - N. 226 - 3 dicembre 2010


STAMPA ITALIANA PER L’ESTERO

Dal Messaggero di sant’Antonio, dicembre 2010

Ambasciatori di italianità

Toscana. Una mostra e un concorso letterario per non dimenticare la storia italiana e quella migrante. È iniziata la razionalizzazione degli interventi in favore dei toscani all’estero. Più attenzione alle esigenze concrete dei corregionali

 

FIRENZE - 150 anni di unità d’Italia. Un evento da festeggiare anche fuori dai confini italiani, magari con i corregionali residenti nei vari paesi dei Cinque Continenti. La Toscana vuole coinvolgere i suoi conterranei che vivono all’estero. L’anniversario è troppo importante per non investire risorse ed emozioni su chi ha scelto di lasciare la Penisola lasciandovi, però, il suo cuore.

«I toscani all’estero sono ambasciatori dell’italiano – racconta Riccardo Nencini, a cui il governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi ha dato la delega ai rapporti con i toscani all’estero – e diffondere e valorizzare la lingua italiana attraverso le comunità dei toscani all’estero è molto più di un momento rievocativo; direi che è un nostro dovere civile».

Il legame con il passato, in questa regione, in Toscana è fortissimo e  non è un caso che proprio in questi mesi lo stesso Nencini è riuscito a scongiurare la chiusura di un ufficio postale centenario a Montefegatesi, frazione montana di Bagni di Lucca. Aperto nel 1911, ha visto transitare attraverso i suoi sportelli la posta che ininterrottamente andava e tornava dai luoghi di emigrazione dei lucchesi.

«Questa piccola comunità – spiega Nencini – può essere definita come una delle capitali dell’emigrazione toscana. È infatti da qui che partivano e arrivavano le corrispondenze da tutto il mondo. Qui arrivavano le rimesse in denaro capaci di aiutare le famiglie di tanti nostri emigrati». Tutto questo, però, non esclude una nuova visione della gestione «emigrazione» da parte della Regione.

«Occorre investire per il futuro e operare un cambiamento per rendere più efficaci e produttivi i rapporti tra i toscani e i corregionali all’estero. Gli stessi soldi possono essere spesi in maniera ancor più produttiva e si può tagliare sulle spese per gli organismi direttivi e le riunioni».

Investito anche della delega al Bilancio e ai rapporti istituzionali, Riccardo Nencini ha fatto dell’ottimizzazione il suo cavallo di battaglia e in tale direzione muove le sue pedine con i toscani nel Mondo.

«Abbiamo deciso di accorpare le iniziative che si tenevano in varie date, inserendole tutte nella Festa della Toscana che si tiene a novembre.

Stiamo pensando anche a una riforma più concreta della legge che regola gli interventi per i Toscani all’estero, in maniera da renderla più snella e rispondente ai principi dello statuto regionale che garantisce la partecipazione di tutti i residenti e dei toscani all’estero alle scelte politiche regionali, e per rendere più stretti i rapporti con il mondo della cultura, delle professioni e delle imprese.

Taglieremo anche viaggi e missioni all’estero dei rappresentanti nei vari organismi. E nei prossimi bandi per le borse di studio e i soggiorni in Italia ci saranno requisiti tassativi che favoriranno i soggetti meritevoli e bisognosi. In questo modo, con gli stessi soldi si potranno rendere più efficaci gli interventi e magari finanziarne di più. Continueremo a investire nei giovani e con i risparmi sulle spese di rappresentanza potremo investire più risorse destinate alla formazione e agli stage in aziende per i giovani, in modo da dare impulso ad un rapporto sempre più virtuoso fra le comunità residenti all’estero e la Toscana».

La Regione ha già iniziato il progetto di razionalizzazione chiudendo le proprie sedi di rappresentanza a New York, Shanghai, Mosca, Francoforte, San Paolo, Buenos Aires, Abu Dhabi e risparmiando, secondo il presidente Enrico Rossi, 404 mila euro. Riccardo Nencini è invece volato a Melbourne lo scorso ottobre per prendere contatto con la Monash University (che in Toscana ha una sede distaccata a Prato) e dare inizio a una serie di collaborazioni future che potrebbero favorire scambi culturali con i toscani di Melbourne.

«In primavera – ha spiegato Nencini – porteremo in Australia una mostra itinerante sui 150 anni dell’Unità d’Italia, che abbiamo realizzato in collaborazione con la Fondazione Spadolini e la cui cura è stata affidata ai professori Ceccuti, Cardini, Schiavone e Baldacci. La mostra viaggerà, in seguito, anche nelle Americhe per non disperdere le memorie dei numerosi emigrati (e dei loro avi) e la Regione ha deciso di bandire un concorso letterario riservato a tutti coloro che risiedono all’estero. Si chiamerà «Maledetti toscani» e raccoglierà diari di viaggio sulla storia dell’emigrazione vissuta dalle famiglie toscane: racconti di figli e nipoti affinché le storie degli avi non si perdano». (Laura Napoletano-Messaggero di sant'Antonio, edizione italiana per l'estero/Inform)


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