ITALIANI ALL’ESTERO
Narducci (Unaie): il Rapporto Italiani
nel Mondo è diventato uno strumento prezioso per l’Italia e per le comunità
italiane nel mondo
ROMA - Il Rapporto Italiani nel Mondo 2010, curato dalla Fondazione Migrantes e pubblicato il 2 dicembre a Roma, ha rivelato anche in questa quinta edizione molti aspetti inediti o meno conosciuti dell'emigrazione italiana all'estero. Accanto alla consolidata capacità di fornire dati statistici aggiornati e documentati, il Rapporto 2010 fornisce infatti tantissime testimonianze e indicazioni sull'associazionismo a carattere regionale, sulla fuga dei cervelli e relativo successo che molti giovani laureati italiani raccolgono all'estero, ma anche sui fenomeni linguistici di esclusione-inclusione sociale e scolastica dei connazionali italiani residenti all'estero, in particolare in età scolastica. Ma anche informazioni utilissime sui nuovi linguaggi dei giovani italiani nati all'estero, come pure sulla crescente avanzata di molti nostri connazionali nel campo dell'imprenditoria e del lavoro autonomo.
Un capitolo di grande interesse è rappresentato dagli approfondimenti tematici che spaziano dalla condizione degli italiani in Irlanda all'emigrazione nella canzone d'autore italiana e l'influenza del tango sulla nostra cultura.
Franco Narducci, parlamentare del Pd eletto all’estero e presidente dell'UNAIE (Unione nazionale associazioni immigrati ed emigrati), è intervenuto alla presentazione del Rapporto 2010 per illustrare i tratti salienti del dossier “La scuola italiana all'estero: difficoltà economiche e mancanza di pianificazione”, da lui curato e in linea con i contributi di analisi e riflessione offerti anche negli ultimi anni al Rapporto della Migrantes.
“Ci sono tante
buone ragioni per dare impulso e sostanza alla diffusione della lingua e della
cultura italiana nel mondo” ha sostenuto in apertura dell'intervento il Deputato
eletto all'estero, auspicando che sulla scia delle cinque “ragioni” illustrate
si possano focalizzare le difficoltà che frenano anziché incentivare gli interventi
culturali, che innegabilmente “aprono le porte del mondo”. Ha poi ricordato
che i giovani italiani all'estero nel
Dopo avere illustrato
le tipologie di scuole italiane all'estero, Narducci ha elencato una serie di
dati sul numero di scuole all'estero, sui di lingua e cultura, sulle scuole
europee e sui lettorati di Italiano, inclusi i dati relativi al bacino di utenza,
e ha concluso evidenziando i danni prodotti dalla politica dei tagli lineari,
concludendo poi col alcune proposte su una nuova politica d'intervento per rilanciare
la scuola e la cultura italiana all'estero. Terminando il proprio intervento
Narducci ha sottolineato l'incredibile indifferenza dei Governi che si sono
succeduti, ostinatamente protesi a “mantenere nei cassetti le innumerevole proposte
di legge che nel tempo hanno posto la necessità assoluta di riformare la legge
153/1971 e la legge 4010/90 sugli Istituti Italiani di Cultura”. (