MOSTRE
A Viareggio dal 22 gennaio
“Garibaldi a Palermo. Una memorabile pagina del Risorgimento
nel capolavoro di Fattori”
VIAREGGIO - Una mostra intorno ad un capolavoro. La propone
dal 22 gennaio al 13 marzo il Centro Matteucci per
l'Arte Moderna nella sede di Viareggio.
Il capolavoro è il celebrato “Garibaldi a Palermo” dipinto
intono al 1860, quindi quasi in presa diretta con l'evento raccontato da Giovanni
Fattori.
Il grande olio è una delle raffigurazioni più famose
sul tema dell'Epopea dei Mille e di certo è la più "cinematografica"
fra esse.
E' del resto documentato come grandi registi quali Blasetti e Visconti si siano rifatti alle inquadrature di
Fattori e a questa specifica opera per grandi film, da
La scelta dei curatori della mostra “Garibaldi a Palermo.
Una memorabile pagina del Risorgimento nel capolavoro di Fattori” Giuliano Matteucci,
Francesca Panconi e Roberto Viale non si è risolta in una semplice e scontata
mostra sul Risorgimento, bensì in quello che, data l'unicità dell'opera, potrebbe
esse definito un vero e proprio dossier storico-pittorico.
E' il caso di parlare, insomma, di un capolavoro che,
dopo essere stato recentemente esposto al Musée d'Orsay di Parigi in occasione della grande mostra Voir l'Italie et
mourir (2009), viene ora messo sotto la lente per
essere da ciascuno interpretato secondo la propria ottica e sensibilità. Contestualizzato
nel susseguirsi dei principali fatti d'arme e episodi artistici all'origine
dell'idea: l'arrivo delle truppe di Napoleone III a Firenze, fissate da Fattori
nei primi studi dal vero, il sentimento popolare che animò i fiorentini nei
giorni della cacciata del Granduca Leopoldo, il fervore patriottico dei Macchiaioli
nello schierarsi tra le file dei volontari, le grandi battaglie della Madonna
della Scoperta e di Palestro e gli scontri dei Mille in Sicilia .
Il Garibaldi è affiancato, nella mostra viareggina, da
una serie di opere di Borrani, Buonamici,
Bechi e dello stesso Fattori. Opere che, strettamente
correlate e scaturite da una comune cultura figurativa, invitano a riflettere
su come la strada verso la modernità battuta da quella generazione d'artisti
sia tratteggiata di spaccati di profonda umanità.
Il rapporto cinema-pittura è cosa nota. Ripetutamente
citato dalla critica come esempio paradigmatico di trasposizione pittorico-filmica è, come si accennava, proprio il Garibaldi
a Palermo, dipinto dal livornese quando andava esemplando
il lessico su un personalissimo archetipo iconografico.
Riscoperto alla metà del secolo scorso dopo anni di oblio,
lo si può considerare punto cruciale della maturazione dell'artista, un'icona
in quel genere di rappresentazioni emotive ove, prendendo a pretesto i grandi
eventi bellici nei quali "il grido di dolore" dei soldati italiani
si era elevato più alto e più forte, egli, a suo modo, se ne fa portavoce, tramandandone
la memoria in immagini di straordinaria intensità. Incentrato su uno degli episodi
cruenti della campagna di Garibaldi in Sicilia, al di là di ogni retorica, documenta
il momento in cui le truppe con le camicie rosse sono impegnate il 27 maggio
negli scontri all'ingresso di Palermo nei pressi Porta Termini, oggi Porta Nuova.
Tagliata sullo sfondo, se ne riconosce la massiccia linea architettonica avvolta
nei fumi degli spari e circondata dalle macerie, mentre, alla destra, si distingue
netta la sagoma del Generale, attorniata, probabilmente, da quelle dei collaboratori
Bixio,
Ed è con l'intento di far conoscere questa pietra miliare
della partecipazione emotiva dei Macchiaioli alla causa italiana e del sentimento
intimo e profondo che ha corroborato l'opera di uno dei suoi maggiori protagonisti
espresso, in questo caso, oltre che con la nuova tecnica della "macchia",
attraverso inquadrature di un dinamismo e di un taglio, si potrebbe dire, cinematografico,
che il Centro Matteucci per l'Arte Moderna presenterà
nei propri spazi espositivi .
La mostra “Garibaldi a Palermo. Una memorabile pagina
del Risorgimento nel capolavoro di Fattori” è promossa dal Centro Matteucci per l'Arte Moderna in coproduzione con Comune di
Viareggio, Società di Belle Arti, Istituto Matteucci.
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