ASSOCIAZIONI
L’Istituto Fernando Santi sul rinnovo del Consiglio dei
Toscani nel mondo
ROMA - Il dibattito sviluppatosi in occasione del
rinnovo degli organismi del Consiglio dei Toscani nel Mondo avvenuto ieri
ha messo in evidenza un elemento di discontinuità rappresentato dalla forte
attenzione a far evolvere la rappresentanza dei toscani nel mondo in direzione
innanzitutto di azioni strutturate volte alla valorizzazione delle
peculiarità del sistema produttivo toscano.
E’ questa una impostazione che senza sminuire l’impegno
volto alla valorizzazione della lingua italiana e della cultura della Regione
Toscana nelle intenzioni dovrebbe far crescere nelle nuove generazioni
la voglia di intermediare nei paesi d’accoglienza il valore aggiunto rappresentato
dalle eccellenze espresse dalla Toscana , con ricadute positive a vasto
raggio.
Per i giovani in specie.
L’impostazione è parsa convincente se alla fine della
riunione la votazione ha espresso come figura vicaria dell’assessore
il rappresentante della Confindustria toscana.
I fatti diranno se una impostazione che presenta numerosi
elementi di innovazione potrà avere successo. Di certo sarà necessaria
la collaborazione di tutto il Consiglio.
Va evitato tuttavia l’errore di assumere come driver
dell’azione una analisi standardizzante storie di emigrazione e percorsi
di integrazione che invece hanno sortito esiti diversi in aree territoriali
diverse e dentro le stesse aree e come tali vanno affrontate.
Non possiamo rimuovere dall’orizzonte della nostra iniziativa
un mondo consistente di toscani anziani, italiani fuori della madrepatria, talora
non autosufficienti che non hanno alcuna copertura assistenziale, anche “leggera”.
Per questi il tema “diritti” ha una forte valenza non inferiore al tema “innovazione”
Il bilancio di previsione 2011 dei toscani nel mondo
non consentirebbe oggi interventi sui nostri anziani fragili in America Latina.
Tuttavia il richiamo ad una sinergia regionale intere assessorile, così come
proposta per la promozione della produzione toscana andrebbe ricercata anche
a favore degli anziani fragili e con basso reddito.
Il coordinamento delle regioni per l’emigrazione,
del quale
L’associazionismo certamente nel suo impegno per rinnovarsi
deve tuttavia conservare il massimo del radicamento , deve comprendere
al suo interno la estesa tipologia di italiani che sono emigrati dando tutte
le risposte che è possibile dare. I documenti della Consulta Nazionale della
Emigrazione come quelli finali della Conferenza mondiale dei giovani danno
precise indicazioni che mantengono per intero il loro valore propositivo.
Gli stimoli venuti dal recente documento dei giovani
toscani “Innovare e rendere più efficaci le politiche per le comunità dei toscani
all’estero” mostrano infine che negli anni si è seminato bene e che non ci sono
remore giovanilistiche ma molta consapevolezza della irrinunciabilità del tessuto
associativo e della necessità di misurasi sulla sostenibilità finanziaria
degli assetti organizzativi del Consiglio ma senza mettere in pericolo
la rete delle associazioni.
Dalla discussione sui singoli temi, prevista per la giornata
di mercoledì prossimo, si vedrà quali saranno le linee guida definitive
per i prossimi anni e gli aggiustamenti strutturali dell'articolato sistema
dei toscani nel mondo (Santi News/