INFORM - N. 224 - 1 dicembre 2010


ASSOCIAZIONI

L’Istituto Fernando Santi sul rinnovo del Consiglio dei Toscani nel mondo

 

ROMA - Il dibattito sviluppatosi in occasione  del rinnovo degli organismi del Consiglio dei Toscani nel Mondo  avvenuto ieri ha messo in evidenza un elemento di discontinuità rappresentato dalla forte attenzione a far evolvere la rappresentanza dei toscani nel mondo in direzione  innanzitutto di azioni  strutturate volte  alla valorizzazione delle peculiarità del sistema  produttivo toscano.

E’ questa una impostazione che senza sminuire  l’impegno volto alla valorizzazione della lingua italiana e della cultura della Regione Toscana nelle intenzioni dovrebbe  far crescere nelle nuove generazioni la voglia di intermediare nei paesi d’accoglienza il valore aggiunto rappresentato dalle eccellenze espresse dalla Toscana , con ricadute positive  a vasto raggio.

Per i giovani in specie.

L’impostazione è parsa convincente se alla fine della riunione  la votazione ha espresso come figura vicaria dell’assessore  il rappresentante della Confindustria toscana.

I fatti diranno se una impostazione che presenta numerosi  elementi  di innovazione potrà avere successo. Di certo sarà necessaria la collaborazione di tutto il Consiglio.

Va evitato tuttavia l’errore di assumere come driver dell’azione  una analisi standardizzante storie di emigrazione e percorsi di integrazione che invece hanno sortito esiti diversi in aree territoriali diverse e dentro le stesse aree  e come tali vanno affrontate.

Non possiamo rimuovere dall’orizzonte della nostra iniziativa un mondo consistente di toscani anziani, italiani fuori della madrepatria, talora non autosufficienti che non hanno alcuna copertura assistenziale, anche “leggera”. Per questi il tema “diritti” ha una forte valenza non inferiore al tema “innovazione”

Il bilancio di previsione 2011 dei toscani nel mondo non consentirebbe oggi interventi sui nostri anziani fragili in America Latina. Tuttavia il richiamo ad una sinergia regionale intere assessorile, così come proposta per la promozione della produzione toscana andrebbe ricercata anche a favore degli  anziani fragili e con basso reddito.

Il  coordinamento delle regioni per l’emigrazione, del quale la Toscana  è un componente attivo, a tal fine potrebbe inoltre sviluppare una sussidiarietà istituzionale rivolta agli italiani delle diverse regioni come da impegno in occasione di una iniziativa pubblica della CNE in Roma.

L’associazionismo certamente nel suo impegno per rinnovarsi deve tuttavia conservare il massimo del radicamento , deve comprendere  al suo interno la estesa tipologia di italiani che sono emigrati dando tutte le risposte che è possibile dare. I documenti della Consulta Nazionale della Emigrazione  come quelli finali della Conferenza mondiale dei giovani danno precise indicazioni che mantengono  per intero il loro valore propositivo.

Gli stimoli venuti dal  recente documento dei giovani toscani “Innovare e rendere più efficaci le politiche per le comunità dei toscani all’estero” mostrano infine che negli anni si è seminato bene e che non ci sono remore giovanilistiche ma molta consapevolezza della irrinunciabilità del tessuto associativo  e della necessità di misurasi sulla sostenibilità finanziaria degli assetti organizzativi del Consiglio  ma senza mettere in pericolo la rete delle associazioni.

Dalla discussione sui singoli temi, prevista per la giornata di mercoledì prossimo, si vedrà quali  saranno le linee guida definitive per i prossimi anni e gli aggiustamenti strutturali  dell'articolato sistema dei toscani nel mondo (Santi News/Inform)

 

 


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