INFORM - N. 224 - 1 dicembre 2010


RASSEGNA STAMPA

Intervista del ministro degli Esteri ad “Affaritaliani.it”

Frattini: “Arriveranno tantissimi nuovi documenti”

 

ROMA - "Le preoccupazioni americane che sono emerse le avevamo affrontate molto tempo fa". Lo rivela il ministro degli Esteri Franco Frattini, che sceglie Affaritaliani.it per un'intervista a tutto campo sul caso Wikileaks. Altre rivelazioni che magari riguarderanno il Centrosinistra? "Sono stati annunciati circa 280 mila documenti e ne saranno usciti un decimo. Attendiamo l'altro 90 per cento". E sull'annuncio dell'attacco alle banche: "In un mondo che sta faticosamente uscendo dalla crisi, sarebbe un danno sul danno". Infine su Assange: "Dovrebbe essere catturato e interrogato per capire che gioco fa e per capire chi c'è dietro. Mi sembra strano che l'atto illegale di una singola persona possa nascere dal nulla e solo dalla volontà di destabilizzare rapporti globali".

Le carte diffuse da Wikileaks hanno confermato un ruolo chiave dell'Italia nei rapporti con la Russia e la Libia?

"Quello che noi sapevamo già non c'era bisogno di confermarlo. L'Italia ha svolto un ruolo chiave sulla Russia sia per il suo avvicinamento alla Nato - e questa è storia recente e parte dal vertice di Pratica di Mare - sia con la Libia promuovendo una collaborazione in materia migratoria sul Mediterraneo e questo è testimoniato dalle intese che l'Europa sta cercando ora con la Libia e che l'Italia ha già da tempo firmato. Quindi non c'era bisogno di Wikileaks ma evidentemente le preoccupazioni americane che sono emerse noi le avevamo affrontate molto tempo fa, perché gli americani ce le avevano lealmente comunicate e noi avevamo parlato con loro della questione energetica, di come non riteniamo alternativa la questione South Stream rispetto al gasdotto Nabucco. Avevamo affrontato il tutto con spirito di estrema amicizia come sempre accade ed ecco perché ho confermato ancora una volta che la nostra amicizia con gli Stati Uniti d'America non è assolutamente intaccata da questi documenti che per altro trattandosi di un'attività gravemente illegale non devono essere commentati ma devono essere condannati come hanno fatto tutti i Paesi del mondo".

In un dispaccio diffuso da Wikileaks si parla di una sua frustrazione per il doppio gioco di espansione verso Europa e Iran da parte della Turchia...

"Ovviamente non glielo commento. Si dicono molte altre cose, per altro. Non solo questa...".

Potrebbero esserci nuove rivelazioni che riguardano anche il passato governo di Centrosinistra guidato da Romano Prodi?

"Io non lo so. Ma è evidente che Wikileaks ha annunciato circa 280 mila documenti e ne saranno usciti un decimo. Attendiamo l'altro 90 per cento con lo stesso spirito, qualunque sia la notizia e chiunque riguardi. Dico solo che per alcuni Paesi del mondo evidentemente, accanto al'imbarazzo, c'è stata oggettivamente una reazione di durissima condanna perché sono esternate rivelazioni e conversazioni su materie delicatissime, scivolosissime e anche pericolose. Quando Hillary Clinton ha detto 'non mettiamo in pericolo la vita di tante persone che hanno collaborato a scrivere questi dossier' ha detto una cosa che io condivido".

Assange ha annunciato che ci saranno nuove rivelazioni sulle banche. Dobbiamo preoccuparci?

"Considerata la gravità di quello che ha già fatto, non mi meraviglierei. Quando io ho parlato di effetti devastanti dipinti in modo piuttosto forte e - lo dico da solo - piuttosto efficace, non avevo immaginato che adesso si annunciassero documentazioni pure sulle banche. Se questo fosse, in un mondo che sta faticosamente uscendo dalla crisi, sarebbe un danno sul danno. E quindi ancora di più evitiamo per cortesia di fare commenti sulla sostanza. Questo sarà l'appello a tutti i colleghi che incontrerò. Ora sono negli Emirati Arabi e poche ore fa ho incontrato il collega afghano e tutti coloro che vedo mi dicono assolutamente 'no comment'. Nessuno di noi commenterà queste notizie che sono frutto di un grave reato".

Secondo lei il signor Assange dovrebbe essere arrestato?

"In primo luogo dovrebbe essere catturato e interrogato per capire che gioco fa e per capire chi c'è dietro di lui. Mi sembra strano che l'atto illegale di una singola persona possa nascere dal nulla e solo dalla volontà di destabilizzare rapporti globali. Credo che i processi servano a questo, a interrogare una persona, a capire se c'è dietro qualcosa, a trarne le conseguenze e a consegnarlo ai giudici. E' quello che l'America vuole fare, ma questa persona è ricercata in almeno altri dieci Paesi al mondo. Ci sono parecchi magistrati che si stanno interessando a lui".

Chi c'è dietro Assange?

"Francamente non voglio avventurarmi in delle ipotesi. Non commento i fatti, si figuri se parlo su questa materia". (Affaritaliani.it del 30 novembre 2010)

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