INFORM - N. 223 - 30 novembre 2010


SOLIDARIETA’

Oggi conferenza stampa con un testimonial d'eccezione, Francesca Dallapé

Haiti, il Trentino rilancia il suo impegno

Beltrami: “Raccolti 320.000 euro, vogliamo arrivare a 500.000 entro Natale”

 

TRENTO -Continua e si rinnova l'impegno del Trentino nei confronti di Haiti, colpita nel gennaio di quest'anno da un disastroso terremoto al quale si è aggiunta, recentemente, l'epidemia di colera. Il Tavolo trentino per Haiti - costuitosi sull'esperienza del Tavolo trentino per l'Abruzzo - ha raccolto fino ad oggi circa 320.000 euro; l'obiettivo adesso è di arrivare a 500.000 euro entro natale. Stamani la conferenza stampa in Provincia con l'assessore Lia Giovanazzi Beltrami, i rappresentanti di Croce Rossa, Nuvola e di alcune associazioni coinvolte e con un testimonial d'eccezione: la campionessa di tuffi trentina Francesca Dallapé.

Haiti vive un'emergenza continua, che fa ogni giorni decine, forse centinaia di vittime. Al trauma del terremoto si somma adesso l'emergenza colera, particolarmente virulenta nelle tendopoli degli sfollati, dove anche un bicchiere di acqua (di dubbia potabilità) lo si paga caro. Il Trentino vuole continuare ad essere solidale con quella terra martoriata; per farlo ci vogliono le risorse necessarie, sia umane che materiali. Sulle prime, istituzioni e mondo del volontariato sono allineati, pronti a dare il loro contributo; per quanto riguarda i fondi, il Tavolo trentino per Haiti, costituito subito dopo il sisma di gennaio sulla scorta dell'esperienza del Tavolo trrentino per l'Abruzzo, ha già raccolto circa 320.000 euro: l'obiettivo, come spiegato dall'assessore provinciale alla solidarietà internazionale Lia Giovanazzi Beltrami, è di arrivare per Natale a 500.000. A questi si aggiungono i fondi delle associazioni: in particolare "We hope for Haiti", che ha organizzato alcuni concerti (fra cui quelli apprezzatissimi del Coro dell'Armata Rossa) e raccolto le donazioni soprattutto dalla zona dell'Alto Garda, ha già "in cassa" circa 100.000 euro. Anche qui, l'obiettivo è di arrivare ad almeno 150.000, anche grazie alle donazioni raccolte con un calendario a tema.

Stamani si è tenuta dunque in Provincia una conferenza stampa per rilanciare l'appello ai trentini a sostenere i progetti del Tavolo, presenti, oltre all'assessore Beltramil il dirigente del Servizio foreste e fauna Romano Masé, che ha visitato Haiti anche su delega della Protezione civile, il commissario della Croce rossa trentina Alessandro Brunialti, il presidente dei Nuvola Giuliano Mattei, il responsabile di "We hope for Haiti" Andrea Zampedri, la responsabile del Mlal Emilia Ceolan ed un testimonial d'eccezione, Francesca Dallapé, che oltre ad eccellere nello sport è anche sensibile al richiamo della solidarietà.

I progetti che il Trentino si appresta a realizzare ad Haiti sono sostanzialmente tre: il primo, curato dalla Croce Rossa, riguarda la sanità, e punta a formare una cinquantina di operatori haitiani all'anno, per tre anni, sul posto e anche con stages in Trentino. Il personale haitiano che si va a formare sembra non avere nozioni di primo soccorso né tanto meno di soccorso avanzato. Per una migliore preparazione si intende procedere iniziando il percorso formativo "dalle fondamenta", scegliendo operatori volontari in zona ed istruendoli, passo a passo, sulle tecniche di primo soccorso e rianimazione, al fine di dare una base di conoscenza sufficientemente solida per poter poi passare ad una formazione più approfondita. Su questo versante la situazione è drammatica: basti pensare che se in Trentino un intervento con il defibrillatore può essere realizzato nell'arco di 5 minuti ad Haiti si può arrivare anche a due ore e mezza. Questo progetto sarà realizzato da personale volontario trentino; il costo totale si aggira attorno ai 140.000 euro.

Il secondo progetto riguarda il settore agricolo, di vitale importanza anch'esso per assicurare l'approvvigionamento alimentare delle popolazioni. A farsene carico è soprattutto il Mlal-Movimento laici America latina, che già era attivo nell'isola, in particolare nel distretto di Leogane, prima del sisma, lavorando assieme alle cooperative locali. Dopo il terremoto è venuto a mancare quasi tutto: l'intervento dei volontari trentini punta da un lato a ripristinare le condizioni preesistenti, rimettendo a coltura i campi e ripristinando la rete dellle canalizzazioni, e a realizzare alcuni interventi di formazione alimentare. Si punta anche a recuperare e potenziare le strutture comunitarie per la trasformazione di prodotti agricoli (è molto presente ad esempio la coltura della canna da zucchero per la commercializzazione), al fine di consentire alle famiglie di accedere ad un reddito monetario. 28.000 circa i beneficiari previsti, 190.000 euro la pesa.

Il terzo progetto riguarda l'acqua, che oggi viene fornita con camion cisterna, dopo essere stata prelevata da pozzi che attingono a falde non sempre salubri. Si vogliono acquistare dei potabilizzatori (costo per ognuno, circa 20-25.000 euro), per consentire alla gente che vive soprattutto nelle aree rurali di raggiungere l'autosufficienza. Infine "We hope for Haiti": qui l'intervento è a supporto di suor Marcella Catozza, che opera in una tendopoli dove le condizioni di vita sono disastrose. Anche qui acqua e sanità sono le prime emergenze a cui fare fronte.

"Siamo tutti coinvolti in questa tragedia - ha detto l'assessore Beltrami nel chiedere aiuto anche ai mass media -, dobbiamo tutti impegnarci in prima persona, consapevoli che il Trentino è piccolo ma la sua generosità è grande." (Inform)

 

 


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