SOLIDARIETA’
Oggi conferenza stampa con un testimonial d'eccezione, Francesca Dallapé
Haiti, il Trentino rilancia il suo impegno
Beltrami: “Raccolti 320.000 euro, vogliamo arrivare a
500.000 entro Natale”
TRENTO -Continua e si rinnova l'impegno del Trentino
nei confronti di Haiti, colpita nel gennaio di quest'anno da un disastroso terremoto
al quale si è aggiunta, recentemente, l'epidemia di colera. Il Tavolo trentino
per Haiti - costuitosi sull'esperienza del Tavolo
trentino per l'Abruzzo - ha raccolto fino ad oggi circa 320.000 euro; l'obiettivo
adesso è di arrivare a 500.000 euro entro natale. Stamani la conferenza stampa
in Provincia con l'assessore Lia Giovanazzi Beltrami,
i rappresentanti di Croce Rossa, Nuvola e di alcune associazioni coinvolte e
con un testimonial d'eccezione: la campionessa di tuffi trentina Francesca Dallapé.
Haiti vive un'emergenza continua, che fa ogni giorni
decine, forse centinaia di vittime. Al trauma del terremoto si somma adesso
l'emergenza colera, particolarmente virulenta nelle tendopoli degli sfollati,
dove anche un bicchiere di acqua (di dubbia potabilità) lo si paga caro. Il
Trentino vuole continuare ad essere solidale con quella terra martoriata; per
farlo ci vogliono le risorse necessarie, sia umane che materiali. Sulle prime,
istituzioni e mondo del volontariato sono allineati, pronti a dare il loro contributo;
per quanto riguarda i fondi, il Tavolo trentino per Haiti, costituito subito
dopo il sisma di gennaio sulla scorta dell'esperienza del Tavolo trrentino
per l'Abruzzo, ha già raccolto circa 320.000 euro: l'obiettivo, come spiegato
dall'assessore provinciale alla solidarietà internazionale Lia Giovanazzi
Beltrami, è di arrivare per Natale a 500.000. A questi si aggiungono i fondi
delle associazioni: in particolare "We hope for Haiti", che ha organizzato
alcuni concerti (fra cui quelli apprezzatissimi del
Coro dell'Armata Rossa) e raccolto le donazioni soprattutto dalla zona dell'Alto
Garda, ha già "in cassa" circa 100.000 euro. Anche qui, l'obiettivo
è di arrivare ad almeno 150.000, anche grazie alle donazioni raccolte con un
calendario a tema.
Stamani si è tenuta dunque in Provincia una conferenza
stampa per rilanciare l'appello ai trentini a sostenere i progetti del Tavolo,
presenti, oltre all'assessore Beltramil il dirigente
del Servizio foreste e fauna Romano Masé, che ha visitato
Haiti anche su delega della Protezione civile, il commissario della Croce rossa
trentina Alessandro Brunialti, il presidente dei Nuvola
Giuliano Mattei, il responsabile di "We hope for
Haiti" Andrea Zampedri, la responsabile del Mlal Emilia Ceolan ed un testimonial
d'eccezione, Francesca Dallapé, che oltre ad eccellere
nello sport è anche sensibile al richiamo della solidarietà.
I progetti che il Trentino si appresta a realizzare ad
Haiti sono sostanzialmente tre: il primo, curato dalla Croce Rossa, riguarda
la sanità, e punta a formare una cinquantina di operatori haitiani all'anno,
per tre anni, sul posto e anche con stages in Trentino.
Il personale haitiano che si va a formare sembra non avere nozioni di primo
soccorso né tanto meno di soccorso avanzato. Per una migliore preparazione si
intende procedere iniziando il percorso formativo "dalle fondamenta",
scegliendo operatori volontari in zona ed istruendoli, passo a passo, sulle
tecniche di primo soccorso e rianimazione, al fine di dare una base di conoscenza
sufficientemente solida per poter poi passare ad una formazione più approfondita.
Su questo versante la situazione è drammatica: basti pensare che se in Trentino
un intervento con il defibrillatore può essere realizzato nell'arco di 5 minuti
ad Haiti si può arrivare anche a due ore e mezza. Questo progetto sarà realizzato
da personale volontario trentino; il costo totale si aggira attorno ai 140.000
euro.
Il secondo progetto riguarda il settore agricolo, di
vitale importanza anch'esso per assicurare l'approvvigionamento alimentare delle
popolazioni. A farsene carico è soprattutto il Mlal-Movimento
laici America latina, che già era attivo nell'isola, in particolare nel distretto
di Leogane, prima del sisma, lavorando assieme alle
cooperative locali. Dopo il terremoto è venuto a mancare quasi tutto: l'intervento
dei volontari trentini punta da un lato a ripristinare le condizioni preesistenti,
rimettendo a coltura i campi e ripristinando la rete dellle canalizzazioni, e a realizzare alcuni interventi di
formazione alimentare. Si punta anche a recuperare e potenziare le strutture
comunitarie per la trasformazione di prodotti agricoli (è molto presente ad
esempio la coltura della canna da zucchero per la commercializzazione), al fine
di consentire alle famiglie di accedere ad un reddito monetario. 28.000 circa
i beneficiari previsti, 190.000 euro la pesa.
Il terzo progetto riguarda l'acqua, che oggi viene fornita
con camion cisterna, dopo essere stata prelevata da pozzi che attingono a falde
non sempre salubri. Si vogliono acquistare dei potabilizzatori
(costo per ognuno, circa 20-25.000 euro), per consentire alla gente che vive
soprattutto nelle aree rurali di raggiungere l'autosufficienza. Infine "We hope for
Haiti": qui l'intervento è a supporto di suor Marcella Catozza,
che opera in una tendopoli dove le condizioni di vita sono disastrose. Anche
qui acqua e sanità sono le prime emergenze a cui fare fronte.
"Siamo tutti coinvolti in questa tragedia - ha detto
l'assessore Beltrami nel chiedere aiuto anche ai mass media -, dobbiamo tutti
impegnarci in prima persona, consapevoli che il Trentino è piccolo ma la sua
generosità è grande." (Inform)