INFORM - N. 223 - 30 novembre 2010


MISSIONI UMANITARIE

Uganda:  medici militari e civili italiani all’ospedale St Joseph’s di Kitgum

 

ROMA – Prosegue la missione umanitaria “Quattro stelle per l’Uganda”, che vede impegnati al fianco dell’Ong italiana Fondazione AVSI medici ed infermieri di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, per la prima volta insieme in Africa. Il gruppo è composto da 20 militari, tra medici, infermieri ed addetti alla logistica, e 2 chirurghi civili, con mezzi di trasporto messi a disposizione dalla Cooperazione Italiana (v. Inform n.220 http://www.mclink.it/com/inform/art/10n22023.htm )

Il personale militare è in questi giorni a Kitgum, nel nord del Paese e ha partecipato ai festeggiamenti per l’anniversario dell’ospedale St Joseph’s, che il 27 novembre ha celebrato i suoi primi 50 anni di attività.

“In Africa non si è mai visto un ospedale come il St Joseph’s”, ha raccontato Piero Narilli, chirurgo della missione umanitaria, prima di entrare in sala operatoria dell’ospedale. “Ero abituato a operare in situazioni disastrose da un punto di vista igienico, di attrezzature, e soprattutto di preparazione del personale medico locale. Qui c’è estrema pulizia e soprattutto tanta voglia di imparare. Il St Joseph’s è una sorta di isola felice nel mondo della sanità africana”, ha spiegato il dottor Narilli.

La missione umanitaria delle Forze Armate italiane, in collaborazione con Alenia Aeronautica, partita il 20 novembre e che si ferma a Kitgum per 17 giorni, prevede numerosi interventi chirurgici, insieme ad attività di formazione. La missione, coordinata dalla Direzione Generale della Sanità Militare, è stata pianificata dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) dello Stato Maggiore Difesa, che ne detiene anche il comando operativo. Il coordinamento dei voli militari di andata e ritorno è stato invece effettuato dalla Sala Situazioni dello Stato Maggiore Aeronautica. (Inform)

 

 


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