MISSIONI UMANITARIE
Uganda: medici militari e civili italiani all’ospedale
St Joseph’s di Kitgum
ROMA – Prosegue la missione umanitaria “Quattro stelle
per l’Uganda”, che vede impegnati al fianco dell’Ong
italiana Fondazione AVSI medici ed infermieri di Esercito, Marina, Aeronautica
e Carabinieri, per la prima volta insieme in Africa. Il gruppo è composto da
20 militari, tra medici, infermieri ed addetti alla logistica, e 2 chirurghi
civili, con mezzi di trasporto messi a disposizione dalla Cooperazione Italiana
(v. Inform n.220 http://www.mclink.it/com/inform/art/10n22023.htm )
Il personale militare è in questi giorni a Kitgum, nel nord del Paese e ha partecipato ai festeggiamenti
per l’anniversario dell’ospedale St Joseph’s, che
il 27 novembre ha celebrato i suoi primi 50 anni di attività.
“In Africa non si è mai visto un ospedale come il St
Joseph’s”, ha raccontato Piero Narilli,
chirurgo della missione umanitaria, prima di entrare in sala operatoria dell’ospedale.
“Ero abituato a operare in situazioni disastrose da un punto di vista igienico,
di attrezzature, e soprattutto di preparazione del personale medico locale.
Qui c’è estrema pulizia e soprattutto tanta voglia di imparare. Il St Joseph’s
è una sorta di isola felice nel mondo della sanità africana”, ha spiegato il
dottor Narilli.
La missione umanitaria delle Forze Armate italiane, in
collaborazione con Alenia Aeronautica, partita il 20 novembre e che si ferma
a Kitgum per 17 giorni, prevede numerosi interventi chirurgici,
insieme ad attività di formazione. La missione, coordinata dalla Direzione Generale
della Sanità Militare, è stata pianificata dal Comando Operativo di Vertice
Interforze (COI) dello Stato Maggiore Difesa, che ne detiene anche il comando
operativo. Il coordinamento dei voli militari di andata e ritorno è stato invece
effettuato dalla Sala Situazioni dello Stato Maggiore Aeronautica. (Inform)