ITALIANI ALL’ESTERO
A Firenze dal 2 al 10 dicembre. Poi a giro per i cinque continenti
Una mostra sull’Unità d'Italia per i toscani nel mondo
Riccardo Nencini: “Un omaggio
ed un monumento vivo, soprattutto per i giovani”
FIRENZE -
La mostra, dai fiorentini e da chi nei prossimi dieci
giorni si troverà a Firenze, potrà essere visitata dal 2 al 10 dicembre: dalle
10 alle 16, ingresso gratuito, a Palazzo Cerretani in piazza dell'Unità d'italia. Poi inizierà un viaggio attraverso i cinque continenti,
dove più numerose sono le comunità dei corregionali che vivono stabilmente all'estero.
«Fin dall'inizio del mio mandato ho sostenuto che i festeggiamenti
per i 150 anni dall'Unità d'italia avrebbero dovuto
coinvolgere attivamente anche le comunità dei Toscani all'estero – spiega l'assessore
ai rapporti con i Toscani nel mondo, Riccardo Nencini - Un appuntamento così emozionante non può infatti
escludere quei toscani che vivono stabilmente all'estero ma continuano a mantenere
un legame strettissimo con la loro terra d'origine, facendo della 'toscanità'
il loro tratto identitario più forte”.
“Finora i toscani che non risiedono in Toscana
non avevano mai potuto godere di una celebrazione che li rendesse partecipi
– prosegue l'assessore - E' quello che faremo con questa mostra itinerante
sulla Toscana nel Risorgimento: un modo per trasmettere la memoria del passato
e del presente ai tanti toscani che vivono nel mondo. Un omaggio ed un 'monumento':
un monumento vivo, aperto, fatto di immagini e scritti che avranno il compito
di suscitare emozioni, in particolare nei giovani”.
Dai Lorena a capitale, per cinque anni, del Regno d'Italia.
Firenze,
Venti pannelli con sostegno, un altro che ricorda la
cronologia degli avvenimenti - tutti alti due metri e larghi uno, facilmente
ripiegabili e trasportabili– e poi due teghe con alcuni
cimeli: dagli anni di Pietro Leopoldo ai primi vagiti del Regno d'Italia.
La mostra, che dal 2 al 10 dicembre 2010 potrà
essere visitata a Palazzo Cerretani a Firenze e che poi inizierà un viaggio
nei cinque continenti, è stata curata dai professori Valentino Baldacci
e Cosimo Ceccuti, entrambi docenti presso l'Università
di Firenze, e si compone di due sezioni: una destinata all’illustrazione del
periodo granducale, l’altra che ripercorre le tappe economico e sociali, oltreché
politiche, fino all’Unità e a tutto il periodo in cui Firenze è stata capitale.
Il filo conduttore della mostra è il ruolo centrale che
La rassegna parte dai Lorena, ricorda il progetto politico,
poi naufragato, di una confederazione italiana che portasse ad un'unificazione
economica, culturale e linguistica senza sconvolgere però l'assetto politico
della penisola ed arriva fino agli anni di Firenze capitale e del dibattito
sulla lingua italiana. Dei Lorena si sottolineano la spinta riformatrice
ma anche le contraddizioni: come quella di una dinastia che, anche se profondamente
radicata nella tradizione toscana, era pur sempre un ramo della casa regnate
nell'impero austriaco. Vengono ricordate le riforme nel campo agrar
io e del commercio, le bonifiche e lo sviluppo delle infrastrutture: prima le
strade e poi e le ferrovie che furono realizzate, facendo della Toscana una
regione all'avanguardia. Si parla anche della scuola e dell'educazione
popolare, che fu al centro della riflessione e dell’attività di personaggi come
Gino Capponi, Cosimo Ridolfi e Raffaello Lambruschini,
e dei movimenti di opposizione di ispirazione carbonara e mazziniana.
La seconda parte della mostra è dedicata agli anni dopo
il 1848, con il progressivo emergere di una opposizione non solo di tendenza
democratica e repubblicana ma formata dalla stessa classe dirigente liberale
moderata, la trasformazione di Firenze negli anni in cui fu capitale, non senza
qualche malumore per l'arrivo di trentamila piemontesi e gli affitti schizzati
alle stelle, e alla questione della lingua. Su www.regione.toscana.it altri materiali
sulla mostra (Walter Fortini/