INFORM - N. 222 - 29 novembre 2010
INTERVENTI
Dino Nardi (Uim, Cgie): “Il filone d’oro della destra svizzera: gli stranieri!”
ZURIGO - Così, ancora una volta, la Destra populista elvetica
rappresentata egregiamente dall’Unione Democratica di Centro (UDC) ha vinto
l’ennesima votazione popolare avente per oggetto gli stranieri in Svizzera.
Indubbiamente il suo cavallo di battaglia politica, alla quale ha partecipato
il 53% dell’elettorato: una percentuale più che buona per le tradizioni svizzere.
Questa volta, dopo quella contro le naturalizzazioni facilitate degli stranieri
di seconda e terza generazione e quella più recente per il divieto di costruzione
dei minareti (entrambe accolte), l’oggetto della votazione è stata l’espulsione
degli stranieri criminali condannati per gravi reati come, per esempio: l’omicidio,
la rapina, il traffico d’esseri umani e gli stupri ma anche perfino chi abusa
illecitamente dell’assistenza sociale o di prestazioni delle assicurazioni sociali
elvetiche (sic!). Ed essendo, quello dei crimini degli stranieri, un tema molto
sentito dalla popolazione elvetica più conservatrice, questo non poteva che
trovare il consenso della maggioranza dell’elettorato ed infatti l’iniziativa
dell’UDC è stata accolta dal 52,9% degli elettori.
Adesso il Consiglio Federale ed il Parlamento svizzeri
dovranno tradurre in legge il risultato dell’iniziativa popolare e qui arriva
il difficile perchè vi sono accordi e vincoli internazionali
della Confederazione che renderà problematica, in tanti casi, l’effettiva espulsione
di molti stranieri. Quello che ci consola, come UIM, è che comunque la vittoria
dei si è stata contenuta e che molti giovani svizzeri, evidentemente molto più
aperti nei confronti degli stranieri dei loro genitori e nonni, subito dopo
la conoscenza dei risultati dell’iniziativa popolare dell’UDC sono scesi per
le strade delle maggiori città elvetiche per dimostrare il loro dissenso nei
confronti di questo risultato e la loro solidarietà agli stranieri. (Dino Nardi*/Inform)
*Coordinatore UIM per l’Europa, consigliere CGIE
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