INFORM - N. 222 - 29 novembre 2010
EVENTI
A Bruxelles, il 3 dicembre
Lo spettacolo di teatro e ballo “Cosa danza in pentola?”
Un’iniziativa organizzata dall’IIC per le celebrazioni
dei 150 anni dell’Unità d’Italia
BRUXELLES – E’
in programma venerdì 3 dicembre presso il Théâtre Saint-Michel di Bruxelles
(Rue Père Eudore Devroye 2), alle ore 19.30 , lo spettacolo “Cosa danza in pentola?”,
organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con il Teatro
in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La Compagnia EgriBiancoDanza
si esibirà in un balletto suddiviso in 12 “portate” di varie Regioni italiane,
con dieci ballerini e un attore, su musiche di Giuseppe Verdi e canti popolari,
affiancati a testi di Lucia Zandrino recitati da Bruno Gambarotta.
La compagnia,
diretta da Susanna Egri, e la Fondazione Egri per la Danza intendono dedicare alcuni
spettacoli in cartellone ad un traguardo importante della storia italiana che
può essere anche stimolo per bilanci e riflessioni. Si tratta di una celebrazione
che però, in questo caso, non scomoda eroi o fasti reali, ma le radici più popolari,
dalla terra coltivata e vissuta dal popolo eterogeneo. Attraverso uno spregiudicato
viaggio gastronomico alla scoperta di antiche e più recenti ricette, verranno
presentati caratteri e società italiani differenti, attraverso il cibo proprio
della loro cultura. Cibi che oggi appartengono alle più sofisticate e rinomate
tavole della cucina italiana, provengono spesso da piatti contadini radicati
in una società a noi oggi ignota. E’ appunto in quelle radici più o meno note
che si snoderà un percorso burlesco e a volte amaro sulla nascita e il destino
di una nazione relativamente giovane, ancora lacerata da conflitti e contraddizioni,
eredità di un’unione non del tutto completata, ma che nella diversità culturale
e gastronomica e nei conseguenti intrecci alimentari trova forse espressione
l’unità dello spirito italiano.
Uno spettacolo
nel complesso “leggero” ma non privo di momenti di riflessione, aperto ed accessibile
ad un vasto ed eterogeneo pubblico, ricalcando l’idea di uno spettacolo totale,
dove il messaggio e la coreografia non sono mai disgiunte dalla fruibilità e
accessibilità per il più ampio pubblico. (Inform)