RIFUGIATI
Dal CIR un appello per la liberazione dei profughi sequestrati
al confine tra Egitto e Israele
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ROMA – Il Consiglio Italiano per i Rifugiati ha lanciato un appello al Consiglio Nazionale Egiziano per i Diritti Umani, presieduto da Boutros Boutros Ghali, e al delegato dell’UNHCR in Egitto, Dayri Mohamed, affinché si interessino immediatamente alla condizione dei profughi intrappolati da oltre un mese al confine tra Egitto e Israele.
Il CIR chiede di fare quanto possibile per risolvere la drammatica situazione denunciata dall’Agenzia Habeshia da alcuni parenti dei profughi, che sarebbero ostaggio di trafficanti di uomini che esigono un pagamento per la loro liberazione.
“Chiaramente non
c’è più un minuto da perdere - dichiara Christopher Hein, direttore del CIR.
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“Stiamo assistendo a una delle tante terribili conseguenze della chiusura delle frontiere e della politica dei respingimenti indiscriminati – prosegue Hein. - I rifugiati continuano a esistere, anche se arrivano molto meno nel nostro Paese. Stanno studiando nuove vie di fuga per raggiungere l’Europa, sempre più pericolose: dalla Libia verso l’Egitto e li a risalire i Paesi del Mediterraneo. Notizie allarmanti parlano di 600 profughi provenienti dal Corno d’Africa che si trovano nel deserto del Sinai. Uno dei confini più pericolosi al mondo”.
“Questo nuovo scenario ci preoccupa davvero molto - conclude Christopher Hein. - Oggi al parlamento Europeo ci sarà un’audizione in cui verrà discussa la condizione dei rifugiati Eritrei. Ci aspettiamo delle risposte umanitarie per garantirne la protezione. Risposte che non possono più essere rimandate”. (Inform)