CONVEGNI
Presso il Consiglio regionale della Liguria
“Genova porto di emigranti ai tempi dell’Unità d’Italia”
Monteleone: “L'emigrazione è anche una ricchezza.
Occorre trovare il giusto equilibrio fra legalità e diritti umani”. Dall'archivio
del Cisei salta fuori il progetto di Garibaldi per
il porto di Genova
GENOVA - “Genova porto di emigranti ai tempi dell’Unità
d’Italia”: è il convegno che si è tenuto presso il Consiglio regionale della
Liguria, a Genova.
Il convegno - promosso con il Centro internazionale studi
sull'emigrazione italiana - è stato introdotto dal presidente dell'Assemblea
regionale Rosario Monteleone.
“L'emigrazione assume un particolare rilievo nella storia
della nostra città” ha detto Monteleone ricordando
che il fenomeno iniziò già dagli ultimi anni della Repubblica di Genova con
picchi importanti nei primi anni del regno. “Complessivamente dai porti italiani
quasi venti milioni di persone si imbarcarono per emigrare nelle Americhe”.
Le navi generalmente partivano da Napoli, facevano scalo a Genova dove completavano
il loro carico di esseri umani. “Un mondo dalle dimensioni sconvolgenti di cui
Genova fu il centro. L'emigrante allora, come spesso oggi, era una merce su
cui si esercitava la speculazione degli intermediari. I liguri - ha proseguito
Monteleone - che avevano anticipato di molti decenni
il flusso migratorio verso le ‘Meriche’ quali emigranti modello già negli anni 30 dell'ottocento
divennero imprenditori di un trasporto di emigranti caratterizzato, come emerge
con amara chiarezza dalle fonti dell'epoca, da uno sfruttamento e una ghettizzazione
sconosciute ad altre realtà consimili quali Amburgo, Le Havre
o Marsiglia”. Sono cose su cui occorre studiare e riflettere perché – ha aggiunto
il presidente “la crisi economica internazionale odierna rischia di far precipitare
nuovamente centinaia di migliaia di uomini e donne verso vecchi soprusi e antichi
sfruttamenti. È tempo che i diritti degli uomini, e in primo luogo quelli dei
migranti, trovino il giusto equilibrio con la legalità e la sicurezza sociale,
secondo un patto di responsabilità che resta l'unica risposta che una società
civile è chiamata a dare a un fenomeno, quello dell'immigrazione, avvertito
troppo spesso nella sua problematicità e raramente come ricchezza” .
Giovanni Enrico Vesco, assessore
alle politiche dell'immigrazione e dell'emigrazione, ha ricordato che “gli emigranti
italiani e liguri hanno portato in America competenze importanti e hanno dato
un contributo a realizzare produzioni allora ben poco diffuse: il vino, ma anche
i vetri tipici di Altare prodotti in Argentina da una famiglia di liguri, o
a realizzare importanti istituzioni come
Giorgio Devoto, assessore provinciale alla Cultura, ha
sottolineato che
Andrea Ranieri, assessore comunale alla Promozione della
Città, ha detto: “Oggi Genova può diventare il futuro porto d’Africa,
la porta attraverso la quale, grazie alle autostrade del mare, si collega l’Europa
a paesi come quelli del Mahgreb che ormai hanno tassi
di sviluppo del 4 per cento e da dove partiranno i futuri traffici che possono
ridare slancio e sviluppo all'economia ligure”.
Fabio Capocaccia, il presidente del Cisei il centro italiano di studi sull'emigrazione, ha ricordato
che il suo centro, nato dal contributo di Regione, Provincia, Comune, Camera
di Commercio, ha realizzato alla Commenda una banca dati dove è già possibile
ricostruire almeno parte della storia di 3 milioni di migranti. Questo grazie
a una fitta collaborazione con i porti di arrivo, sia quelli statunitensi che
quelli dei paesi del Sud e centro America. Fra le tante carte ritrovate, un
inedito progetto di ristrutturazione del porto redatto da Garibaldi nel 1880.
“Negli ultimi suoi anni di vita, il generale era preoccupato che Genova e il
regno d'Italia si trovassero impreparati davanti alla crescita dei traffici
marittimi frutto dell'apertura del canale di Suez. E in soli 5 anni fece realizzare
il Molo Galliera a difesa del bacino portuale salvando
comunque una spiaggetta alla base della collina di
Castello Garibaldi - ha ricordato Capocaccia - aveva già previsto l'allargamento
del porto a Sampierdarena tramite un canale da realizzare
a monte della Lanterna. Negli archivi della Società di letture scientifiche,
sono stati trovati i dibattiti verbalizzati di una Commissione creata appositamente
nel 1880 per esaminare il progetto di Garibaldi per l'allargamento del porto
di Genova, dove il generale letteralmente proponeva di ‘Tagliare il promontorio
della Lanterna con un canale navigabile, che passi a monte del Faro e metta
in comunicazione le acque del porto antico con quelle della spiaggia di Sampierdarena,
e costruire, alla distanza di
Emilio Franzina, docente di
Storia contemporanea della facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di
Verona, che è intervenuto su ‘Emigrazione e storia d'Italia prima e dopo l'Unità’
e Francesco Surdich, docente di Storia delle esplorazioni
e scoperte geografiche della facoltà di Lettere e filosofia dell'Università
di Genova, su ‘Genova e la cultura dell'emigrazione tra Otto e Novecento’.
Al termine della sessione mattutina sono state presentate
le opere sul tema dell'emigrazione, realizzate con la tecnica dell'aerografo,
dell'artista pittore e scultore Meo Carbone, a cui
è dedicato il calendario 2011 del Centro internazionale studi sull'emigrazione
italiana. Nel pomeriggio la parola è passata a Antonio Gibelli, docente di Storia contemporanea e presidente del
Comitato scientifico del Cisei, Marco Doria, docente
di Storia economica della facoltà di Economia, su ‘Merci e persone in transito.
Le trasformazioni del porto dopo l'Unità’, Danilo Cabona,
responsabile dell'Archivio storico dell'Autorità portuale di Genova su ‘Il porto
ai tempi della grande emigrazione’, Chiara Vangelista,
docente di Storia dell'America latina, ‘L'emigrazione in America Latina da Waterloo
alla Belle Époque’, Franco Sborgi, docente di Storia dell'arte contemporanea, su ‘Genova
e il suo porto: l'immagine pittorica’, Silvia Martini, responsabile Ufficio
stampa dell'Autorità portuale di Genova su ‘Emigrazione e sviluppo delle banchine
del porto di Genova tra storia e cronaca’ e Carlo Stiaccini, studioso presso
il Dipartimento di Storia moderna e contemporanea e il Cisei, su ‘Racconti di viaggio sulla via delle Americhe’. (Inform)