EVENTI
Da “Italiani.lu”
Expogast
Undicesimo salone dedicato alla gastronomia internazionale
LUSSEMBURGO - Si è conclusa l'undicesima edizione di
Expogast e del Villeroy & Boch Culinary World Cup, l'evento dedicato alla Gastronomia internazionale che
si tiene nel centro fieristico di Luxexpo, in Lussemburgo.
Quest'anno si è superato ogni record a livello di partecipazioni,
come ha di
Il salone si propone come molto di più che una semplice
esposizione di prodotti: oltre ad avere un ruolo macroscopico, essendo
Nell'ottica di questa considerevole responsabilità, il
concorso di quest'anno è riuscito ad adattarsi in modo flessibile e creativo
all'evoluzione delle abitudini alimentari e sociali, senza mai perdere di vista
le proprie radici.
La sfida lanciata, di essere creativi nel presentare
piatti e prodotti, è stata raccolta egregiamente anche da Nicolas Luc Villeroy che, in quanto sponsor principale della Villeroy & Boch Culinary World Cup ha ribadito l'importanza
di una “piattaforma in cui i giovani e talentosi cuochi
danno prova del loro savoir-faire”
I vincitori: Singapore, che si è aggiudicato due medaglie d'oro e
il numero di punti più alto, oltre che
Il Lussemburgo ha vinto la medaglia d'argento per i piatti
caldi e una medaglia di bronzo per i piatti freddi. Occupa il 18 ° posto della
classifica.
Con due medaglie d'oro,
Per la prima volta nella storia della competizione, delle
squadre di ristorazione collettiva hanno partecipato alla Villeroy & Boch Culinary World Cup.
Il premio Community Catering Award è stato vinto dallo
svizzero Compass Culinary
Team (medaglia d'oro) seguito da Ago Team (medaglia d'argento) e dalla Protezione
Civile Lussemburgo (medaglia di bronzo).
L'Italia in concorso: La presenza italiana è stata anche
quest'anno importante non solo per la qualità dei prodotti (ricordiamo che la
dieta mediterranea é da poco entrata a far parte del Patrimonio dei Beni Immateriali
dell'Unesco), ma anche perché gli oltre 300 tra cuochi e pasticceri presenti,
rappresentavano il 37% degli espositori presenti.
Anche l'Ambasciatore Raffaele de Lutio
ha avuto modo di riconoscere l'impegno dei nostri cuochi e la professionalità
con cui essi affrontano le sfide poste a livello internazionale, organizzando
un incontro a cui hanno partecipato, fra gli altri, il Direttore dell'Organizzazione
Mondiale di Expogast e i delegati della Nazionale
Italiana Cuochi.
Italiani.lu ha voluto dunque intervistare i protagonisti
di questa manifestazione: gli chef. Ne è emersa una gerarchia molto strutturata,
in cui squadre regionali, equipe junior, senior, singoli e cuochi della nazionale,
interagiscono nel massimo rispetto reciproco, oltre che delle rigide regole
del concorso.
“Si tratta di Alta Moda Culinaria, – sostiene Gabriella
Costi team manager Emilia Romagna – in questa occasione si forniscono dei modelli,
si aprono delle strade utili per inventare nuove tendenze nella cucina di tutti
i giorni” per poi ammettere: “la cucina italiana è la migliore, ma se dovessi
consigliarne una straniera opterei per quella indiana”.
Cosa ne pensa della cucina molecolare? “Sono d'accordo
all'applicazione della chimica per effettuare analisi su un prodotto alimentare,
per testarne le proprietà, ma la destrutturazione della frittata, o l'idea di
potermi saziare con un sentore di un gamberetti non mi appartiene.”
I giudici: 25 commissari tecnici suddivisi in gruppi di 5 e provenienti
da diverse nazionalità costituivano l'equipe che ha valutato l'opera degli oltre
2400 cuochi in gara.
Gunter Wolder (lussemburghese)
e Henri Brimer (austriaco), sono in squadra con altri
due giudici svedesi e uno americano. “è stato necessario un grande sforzo da
parte dei cuochi per rimanere nei limiti imposti dal concorso, ma dovevamo trovare
un denominatore comune per cucine molto diverse tra di loro”. Il sig.Brimer
alla domanda sul suo piatto preferito risponde deciso “pasta con gli scampi”,
mentre il suo collega ci confida che dopo molti pasti a base di prodotti italiani
gli è capitato che i suoi commensali esprimessero il desiderio di scoprire l'Italia.
Magra consolazione per la nostra squadra che torna a
casa digiuna di premi.
Una spiegazione dello svantaggio italiano ci era stata
data dal giudice di gara Giorgio Nardelli, mentre
ci accompagnava nella scoperta dei sapori di un “dietro le quinte” dove, lontano
dalle opere di altissima raffinatezza culinaria, alcuni cuochi trentini stavano
preparando dei cavatelli con crema di fagioli di tutto
rispetto.
“La cucina delle competizioni è entrata nell'ottica del
fotofinish” dice, “e come in tutte le competizioni regolate da un fotofinish
diventa soggetta alle spietate regole del gioco: organizzazione, squadra, innovazione
e, soprattutto, finanziamenti...” “Nazioni come
Una nota di speranza arriva dal responsabile della Federazione
Italiana Cuochi, Fabio Tacchella, che ci riporta al
valore della dieta mediterranea, sana causa di longevità dei suoi fedeli, nonostante
ci sia voluto un nutrizionista americano per scoprirne gli effetti...
Lo sguardo adesso è rivolto alla prossima edizione, l'appuntamento
con l'arte ai fornelli è per il 2014... (Guglielmo Sessa- www.italiani.lu /