RASSEGNA STAMPA
Intervista
del Ministro degli Affari Esteri al quotidiano “Alto Adige”
Frattini: “Fermiamo gli estremisti”
BOLZANO - Il ministro degli Esteri Franco Frattini non è tra coloro che prendono alla leggera la nuova campagna di Eva Klotz e della SüdTiroler Freiheit sull'autodeterminazione.
Verranno organizzati sondggi autogestiti per chiedere alla popolazione se vogliono un referendum ufficiale in cui esprimersi sull'autodecisione.
«Non è il solito disco rotto che ripete slogan, è un fenomeno che mi preoccupa», così il commento del ministro Frattini al ritorno dal suo viaggio in Medio Oriente.
Da Gaza
alla voglia di autodecisione di Eva Klotz. Un bel salto.
«Possiamo dire
che si parla di autodeterminazione e desiderio di indipendenza a tutte le latitudini.
Peccato che l'Alto Adige non sia
Cosa
pensa di questi referendum autogestiti che verranno organizzati dal partito
di Eva Klotz e Sven Knoll?
«La trovo una provocazione che non va presa alla leggera. Non mi sento di dire frasi come "le solite sciocchezze", quando si torna su problemi archiviati dalla storia, oltre che dalla politica».
Perché
non sottovalutare?
«Perché certe bandiere vengono sventolate con la volontà di destabilizzare e ci si muove in parallelo con la destra austriaca, che insiste su filoni come la potenza tutrice dell'Austria e la doppia cittadinanza. Per fortuna le forze di governo a Vienna si muovono con responsabilità. Tra l'altro, non sfuggirà la tempistica della nuova campagna».
In che
senso?
«I guastatori
scendono in campo mentre il governo cerca un dialogo con
Lei
di recente ha incontrato Durnwalder. Ritiene ancora che ci sia un rasserenamento
nei rapporti?
«Assolutamente
sì. C'è un dialogo.
Per
«Questo è un altro
terreno comune di lavoro. Ne abbiamo trovati tanti, aggiungiamo l'impegno per
eliminare le radici delle divisioni nella terra altoatesina. La strada giusta
non è chiedere alle persone "sei italiano o austriaco, vai di qua o di
là?". Sappiamo che
Lei
ha parlato spesso di questi temi con i colleghi austriaci. Lo ha fatto anche
di recente?
«Sì, ho ringraziato anche di recente personalità di governo austriache per la presa di posizione netta contro l'ipotesi di doppio passaporto. L'Austria ha trovato un tono adeguato rispetto a temi come il suo rapporto con la popolazione di lingua tedesca. Mantengono un ruolo non invasivo o offensivo per lo Stato italiano. Anche a Vienna sanno che le provocazioni dei Freiheitlichen austriaci trovano subito una sponda in Alto Adige. E per concludere, a Vienna sono perfettamente consapevoli che non stiamo parlando di popolo oppresso, ma di una provincia fortemente indipendente, invidiata nel resto d'Italia». (“Alto Adige” del 26 novembre 2010)
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