INFORM - N. 220 - 25 novembre 2010


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Dal “Corriere Canadese online”

Niagara Falls, la scommessa di Diodati

Il neo sindaco: rilancio economico, tasse sotto controllo

 

NIAGARA FALLS - James Diodati, per gli amici Jim, non è mai stato in Italia. Ma spera un giorno di poterla visitare con la moglie Yvonne, di origine italiana e ungherese, e i suoi tre bambini che ora hanno 9, 7 e 4 anni.

I sui nonni erano di Caserta. Suo padre era il più giovane di nove figli. Scorre sangue italiano nelle vene del nuovo primo cittadino di Niagara Falls.

Jim Diodati, 45 anni, che per sette anni è stato consigliere comunale della città, si insedierà sulla poltrona di sindaco il primo dicembre. Ha le idee molto chiare su quali sono le priorità della sua città e le sfide da affrontare in quello che è il suo primo mandato. Partendo proprio da City Hall che «viene spesso vista come qualcosa di intimidatorio e irraggiungibile». Per migliorare il rapporto tra Comune e cittadino, la prima cosa da fare è «migliorare il servizio clienti attraverso la comunicazione, l’efficienza e l’accoglienza». «Se cominciamo a trattare meglio i nostri cittadini - spiega il neo sindaco - costruiremo un rapporto migliore e più solido». Tra le soluzioni che Diodati propone, più comunicazioni per esempio sui periodi di chiusura e di ferie attraverso la segreteria telefonica, le email, l’aggiornamento del sito web del Comune, Internet e i suoi social network come Twitter o Facebook.

La seconda delle cinque piattaforme riguarda lo sviluppo economico. Diodati si riferisce in particolare alla creazione di posti di lavoro. «Non ci sono scuse per la mancanza di buone opportunità a Niagara - continua il sindaco - Abbiamo tutto ciò che serve per favorire la crescita economica e l’innovazione. A partire dalle nostre cascate, uniche in tutto il mondo. Siamo poi i vicini di casa degli Stati Uniti, il Paese più ricco sul pianeta. La Gta è a un tiro di schioppo da noi. La nostra è l’area economica più redditizia e promettente di tutto il Canada. Abbiamo canali, ferrovie e altre infrastrutture ma anche agricoltura e manodopera qualificata. Non ci sono davvero scuse».

Uno dei problemi più grandi, secondo Diodati, legati all’occupazione è la ricerca dei giovani di opportunità lavorative fuori città. «Molti ragazzi lasciano Niagara e non ritornano - spiega - Ho sempre predicato il valore della famiglia. I miei genitori, i miei fratelli e le mie sorelle vivono vicino a me. Ci aiutiamo a vicenda. Ma quando i giovani si trasferiscono per lavoro questo tipo di sostegno, a mio avviso il più importante, viene a mancare. Quando sono andato a trovare i pensionati nelle case di cura, molti di loro mi hanno raccontato che i figli e i nipoti vivono a due, tre ore di macchina da loro. Se ne sono andati per cercare un lavoro, mi dicevano. Questo non è giusto».

Le soluzioni su cui puntare, spiega, sono a portata di mano: la riduzione delle tasse di proprietà industriale, l’aumento del budget per lo sviluppo economico, la commercializzazione di opportunità tecnologiche, la creazione di un Business Centre e di una Business Advisory Committee. Tutto questo porterà anche a un decisivo «miglioramento della qualità di vita». «Niagara Falls - spiega Diodati - attirerà sempre più persone che decideranno di stabilirsi qui perché potranno trovare infrastrutture innovative, un ambiente che rispetta il verde e servizi sanitari efficienti. A questo proposito ho chiesto di condurre un’indagine provinciale nel sistema sanitario di Niagara». Le tasse sono un’altra spina nel fianco. «Purtroppo sono una realtà. Il nostro obiettivo - continua il neo sindaco - è cercare di tenerle sotto controllo evitando aumenti e congelando le tasse di proprietà per i cittadini anziani con un’entrata annuale inferiore ai 30mila dollari. Permetterebbe loro di poter rimanere nella loro casa più a lungo». A sostegno di questa fascia di popolazione, Diodati propone anche più servizi come la pulizia dei marciapiedi e dei driveway quando nevica e una campagna informativa della polizia per aiutarli a prevenire frodi.

Diodati ricorda i suoi nonni e quanto sia importante mantenersi ancorati alle proprie origini. «Ogni anno, in inverno, per me è diventata una tradizione fare la soppressata, il vino o il prosciutto. È un modo per celebrare l’Italia e passare del tempo con tutta la mia famiglia».

Per questi motivi Diodati è sempre a stretto contatto con la comunità italiana che vive a Niagara Falls.

«E sono davvero in tanti - ammette - Pensate solo che metà del consiglio comunale è composto da persone di origine italiana. Mi riferisco, per esempio, a Vince Kerrio, Carolynn Ioannoni, Inoltre sono membro di Club Italia da molti anni e cerco di partecipare a tutti i loro eventi».

Ottimi anche i rapporti tra Niagara e Toronto. Diodati sta organizzando un incontro con il nuovo sindaco di Toronto, Rob Ford, «per consolidare una partnership già molto forte». «Niagara Falls è conosciuta come il “parcogiochi” dell’Ontario. Toronto ha bisogno di Niagara Falls per l’entertainment e Niagara ha bisogno di Toronto per la gente, per i turisti. È una relazione simbiotica».

Il primo dicembre, però, Diodati si siederà solo col pensiero sulla poltrona di City Hall. «È buffo - dice - ma in quei giorni sarò rinchiuso in una tenda... ma sarà per una buona causa. Fa parte di un programma di raccolta fondi per una Food Bank che si chiama Ten Men in a Tent. La scorsa estate abbiamo raccolto 300mila dollari in una settimana». ((Simona Giacobbi-Corriere Canadese online).(Inform)


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